31 dicembre 2009

I dieci consigli del Codacons per il Cenone senza "mangiarsi" la 13esima

Sua maestà "a' Pittanchiusa"

Ogni famiglia ha il suo menù fisso e anche se poi avanza quasi tutto perché ci si sazia già all’antipasto, non è possibile rinunciare al “Morzeddhu”, ai salami, alle soppressate, lenticchie, zampone e via discorrendo … nonostante la crisi economica. Consapevoli dello spreco imminente, ci azzardiamo a proporre qualche suggerimento per provare a risparmiare sul cenone di Capodanno.

1). Meno etti

E' bene sapere che un quinto di quanto acquistato per il cenone di Capodanno viene buttato! Da qui l'importanza di ridurre i quantitativi. Comprate pure tutti i tipi di affettati che volete ma ricordatevi che dopo tre giorni non è più così buono. Non fatevi cogliere dal panico che manchi tutto. Non è forse vero che lo scorso anno avete finito di mangiare gli avanzi di Capodanno ben oltre l'Epifania ?

2). Dove acquistare

E’ importante scegliere con cura il negozio in cui fare gli acquisti. Ricordatevi che, per i prodotti alimentari, gli esercizi commerciali più convenienti sono: hard discount (si risparmia fino al 50% rispetto al negozio tradizionale), il mercato (-30/35% rispetto al negozio), ipermercati (-20/25%), supermercato medio (-10/15%) e negozio tradizionale. A Capodanno, comunque, è importante la qualità e non sempre ad un prezzo basso corrisponde merce buona. Specie nel discount non si trovano le marche alle quali siamo abituati. Se avete un negoziante di fiducia potete anche decidere di spendere qualcosa in più (ma non esagerate) in cambio di buoni consigli e della certezza di avere acquistato prodotti freschi di qualità. L'importante è sapere che il risparmio è possibile.

3). Fate la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla

Decidete anche le quantità. Così eviterete sprechi e acquisti inutili. Segnate tutto e conservate la lista della spesa. Così ogni anno saprete quanto avete comprato l’anno precedente e se il cibo era poco (ne dubitiamo !) o era avanzato (molto probabile). Vi servirà per ridurre le dosi la prossima volta ed evitare acquisti inutili.

4). No alle primizie

In questo periodo i banchi dei fruttivendoli si riempiono dei frutti più strani e singolari che provengono da tutti i paesi possibili. Se proprio volete provarli, fatelo più avanti, risparmierete. Ci siamo ormai abituati a trovare prodotti in ogni periodo dell’anno, ma sarebbe indicato acquistare frutta e verdura di stagione: arance, mandarini, mele, pere... Le primizie, oltre ad essere meno buone, sono molto più costose: abbiate pazienza arriverà anche il loro turno.

5). Attenzione al peso

Chissà perché quando ordinate gli affettati, chiedete un etto e mezzo e ve ne danno due, salvo dirvi: “sono 1 etto e 90, va bene lo stesso ?” Sarebbe bello rispondere qualche volta: “no è troppo, tolga!”. Approfittano e sfruttano la vostra fretta e la confusione generale per farvi spendere di più. Il consiglio è osservare il taglio e bloccare in tempo: “Ecco basta così grazie”. Quando acquistate salumi, formaggi o carne, verificate che nella bilancia il riquadro della tara sia acceso ed indichi il peso della carta. Se, come sempre accade, il negoziante è così rapido da non farvi vedere niente, provate a chiedergli: "scusi non sono riuscita a vedere il peso, mi fa vedere anche quant’era la tara". Non sarà molto il risparmio, ma perché pagare la carta al prezzo del prosciutto ?

6). Attenti alle scadenze

In questi giorni si ha fretta di acquistare ed inevitabilmente non si presta attenzione a molte cose, come la scadenza dei prodotti. Nei supermercati i prodotti che scadono prima sono messi sempre davanti (o sopra) e mai dietro (o sotto). Provate ad allungare di più la mano. Attenti anche ai pacchi regalo, spesso contengono prodotti che stanno scadendo.

7). Riscoprite prodotti più semplici e naturali: provate a comprare i classici panettoni e pandori senza farciture e creme particolari

Sarete sempre in tempo ad arricchirli con una crema fatta in casa. In tal modo avrete ottenuto due dolci al prezzo di uno ed eviterete di buttare quanto è avanzato.

8). Cenone. Mangiate pure, non si ingrassa per uno strappo alla regola

Come dicono i dietologi si ingrassa dalla Befana a Natale e non viceversa. Sappiate, comunque, che per assaggiare tutto dovete ridurre i quantitativi. Inoltre ricordatevi che le feste finiscono nei giorni feriali: non proseguite con i lauti pasti e con i vari dolciumi fino alla Befana. Dopo mangiato non stendetevi, cercate di smaltire una parte delle calorie con una passeggiata in compagnia. Digerirete anche più facilmente.

9). Brindisi. Ci sono ottime marche di spumanti italiani a prezzi ragionevoli

Non sempre le marche note sono le migliori. Fatevi consigliare da qualche amico che se ne intende.

10). Riciclate gli avanzi

Se siete stufi di mangiare per giorni gli avanzi, ricordatevi che un tempo le nostre nonne con gli avanzi ci facevano ottime polpette.

30 dicembre 2009

Intrecci al tramonto

"Intrecci al tramonto" foto di Fausto Errigo

Un filare di acacie che staglia un tramonto impegnato in un gioco di colori di fuoco.
Un filare di acacie, adombrate da un pacifico tramonto autunnale, che accarezza lo sguardo dell’uomo verso la maestosità del cielo.
Un intreccio di acacie, ancora, che svolazza soave lungo l’orizzonte al calar della sera.
È questa la foto: “Intrecci al Tramonto”, scattata da Fausto Errigo il 19 novembre 2004 in via Frischia, che ha vinto il primo concorso fotografico On Art, indetto dalla Pro Loco Sellia Marina.
Sarà questa il simbolo di Sellia Marina? Certamente no. Di paesaggi belli e caratteristici ce ne sono sicuramente degli altri. Difficile, quasi impossibile, identificare un luogo topico.
In questo concorso molti selliesi si sono dilettati e appassionati alla fotografia. Per immortalare uno spazio. Un sito. Uno squarcio di mare. Una casa diroccata. Molti altri sono stati gli spaccati del paese che si sono affiancati al sublime fotogramma della natura al tramonto di Errigo. Tuttavia, questo groviglio, intreccio, di colori di fuoco ha messo i concorrenti in seconda fila.
Un tramonto da ammirare in tutta la sua bellezza.
Per un domani migliore.
Per Sellia Marina e per tutti quelli che la amano.

29 dicembre 2009

Riccardo Morandi, Pontefice massimo


Il Ponte di Catanzaro

Ombre disperate che guardano giù dal ponte. Ombre. Fantasmi. Forse è solo una leggenda metropolitana. Forse. Quello che è certo è che il costruttore Riccardo Morandi, (1902-1989) non si aspettava che la sua opera, il secondo al mondo per ampiezza di luce dell'arco, 231 metri, il più alto d’Europa a una sola arcata, 120 metri - numeri che si accavallano sul web, tra il sito del Comune di Catanzaro e quello di Wikipedia - diventasse anche un “ponte maledetto”. Quindici, venti. Molti i suicidi che ha registrato negli ultimi anni. Molti di più i tentativi. Nell’ultima settimana due, una donna di 43 anni, rimasta viva dopo il salto il 18 dicembre scorso, e un uomo di 54 anni ieri, fermato giusto in tempo dagli agenti della Questura. Dunque queste ombre, che alcuni giurano di averle viste. Aggirarsi lungo la rete di protezione sempre più alta, per dissuadere i maldisposti. Solo un attimo, poi più niente. Ombre appunto. Fantasmi. Come a voler tornare indietro nel tempo. Impossibile per i vivi e anche per chi, al tempo, ha detto addio una volta per sempre.
Un “ponte maledetto”, a causa dei molti suicidi. Un ponte. Che nella cultura occidentale ha sempre rappresentato un momento topico dello sviluppo. Un passo avanti nella comunicazione. Nella civiltà. Nello scambio commerciale. Nel progresso. Lo è stato anche per Catanzaro quando nel 1962 il rione De Filippis fu collegato al centro storico.
I Romani sono stati i più grandi costruttori di ponti dell’antichità. Colui che “faceva i ponti” era un pontefice. Un esperto di cose sacre. Colui che metteva in comunicazione i due mondi, quello della terra con l’altro, dell’al di là. Anche oggi il Papa della Chiesa cattolica si fregia di questo appellativo romano, ma derivante dalla cultura greca. Al giorno d’oggi i costruttori, a modo loro, sono anch’essi dei piccoli pontefici. Anche se mettono in comunicazione solo due sponde di un fiume, o due comunità separate da una valle. Ironia della sorte vuole che lo siano anche per chi decide di farla finita con la vita buttandosi di sotto.
Riccardo Morandi, Pontefice maximus.

28 dicembre 2009

Catanzaro, orfana di "mamma" dal 1943

L'originale gruppo bronzeo scolpito da Michele Guerrisi e dedicato ai caduti della città di Catanzaro durante la Grande Guerra. Dal 1943 "orfano" della mamma

di Romano Pitaro

E’ quasi la fine dell’Anno di Grazia 2009, 27 gennaio: “Cercasi Donna” dal volto coperto, anziana ormai, si suppone. All’incirca, fatti quattro conti, di 76 anni. Il manifesto, a caratteri cubitali, è sui muri di Catanzaro. E - vista l’emergenza - un banditore, come nei tempi andati, armato di buona volontà e tromba, la mattina attraversa le vie del centro urlando “Cercasi donna”; cui soggiunge di suo l’avverbio più masticato dagli uomini che secondo il cantautore Claudio Lolli “han sempre avuto poche donne per le mani”: disperatamente.
Catanzaro, di punto in bianco, si convince che la causa del declino che l’incupisce e di cui non si capacita, consista nella sparizione di una donna. Un indovino, un mago, un profeta, pare abbia convinto i Primi Cittadini dell’Urbe dei Tre Colli, prima, secondo decreti e grida, tra le Città Calabre, che quella sia la scaturigine del suo conclamato disagio.
Agl’indovini, si sa, è inutile opporre certezze cartesiane o fulgide idee illuministe. Vanno ascoltati e basta, se si vuol mettere fine al disdoro che grava sulla città. “Cercasi donna, disperatamente”. Dunque: chi l’ha vista? Nessun parente ne ha denunciato la scomparsa. Non c’è datore di lavoro che la ricordi, un amico o un coriaceo nemico, neanche una vicina di casa con la parlantina sciolta che, per la bisogna, sarebbe una manna del cielo.
Catanzaro, Città dallo splendido e ricco passato, si sveglia una mattina di questo clemente dicembre e avverte il dolore di una scomparsa.
Sente che senza quella donna non può tirare avanti. Può darsi sia vero che l’appannamento della sua preziosa identità, come Città guida di una Calabria in ambasce, abbia la radice nel vuoto lancinante che quella donna ha lasciato. L’indovino d’altronde ne è certo com’è certa la morte. Catanzaro geme a causa del non rinvenimento della benché minima traccia di quella misteriosa donna. Tuttavia, una certezza c’è. Storici e poeti asseriscono che quella donna, pur non essendo al suo posto, è tra noi. Respira la nostra stessa aria. Dove? Questo è il punto.
Così, essendo diventata la faccenda affaire di Governo e argomento di conversazione persino nelle aule di giustizia, le Autorità politiche, civili, religiose e militari, fiere e imperiose come si conviene in circostanze eccezionali, ne reclamano il ritorno. E hanno offerto un premio: 500 mila euro per chi è dà informazioni utili, un milione di euro per chi il lavoro lo fa per interno: ritrovamento e sistemazione della donna nel posto esatto da cui manca dal 1943.
Ma quella donna dal capo coperto con un vecchio nero scialle, che molti occhi ricordano d’aver visto bene prima dei bombardamenti della seconda guerra mondiale - benché non siano in grado di dare risposte esaurienti alle successive domande:piangeva/ rideva/ pregava nella posa in cui è entrata nell’immaginario cittadino?- è come se si fosse volatilizzata.
Chi era? Bè, a questa domanda storici e poeti rispondono sicuri: una madre. Esattamente di due, forse tre fratelli morti nella prima guerra mondiale. La Grande Guerra del 15/18, che, secondo alcuni storici, fu “la più tragica tra le storie dei moderni conflitti”. Quella che vide migliaia di meridionali difendere il tricolore e per esso farsi maciullare; che vide la “Brigata Catanzaro” (protagonista della più grave rivolta dei fanti stremati dalla fatica nell’esercito italiano durante il conflitto) formata a Catanzaro Lido in due reggimenti il 1 marzo 1915, guadagnarsi la gloria in trincea e il cui eloquente motto fu ( per via dell’ ardimento che le valse la medaglia d’onore): “Su monte Mosciagh la baionetta ricuperò il cannone”.
Accanto al bronzeo Monumento ai Caduti, installato in Piazza Matteotti il 26 novembre 1933 dallo scultore Michele Guerrisi di Cittanova, quella donna, di spalle ai soldati morti, feriti e nell’atto di lanciare bombe a mano per una guerra nata male che al Piave frenò il nemico prima di sconfiggerlo a Vittorio Veneto, piangeva.
Rappresentava le donne della città che sconsolate attendevano, molte invano, il ritorno di mariti e figli. Dov’è finita adesso? E’ tempo d’ ingaggiare uno Sherlck Holmes, che indaghi nelle direzioni che la poesia dialettale e il vociare popolano offrono a profusione (disciolta senza cuore o nascosta in qualche polveroso sottoscala?) O forse è sufficiente lo sforzo di memoria di un travet dai capelli bianchi che, per filo e per segno, ci dica che ne è stato di quella donna immobile nella sua cupa angoscia.
In ogni modo, l’indagine servirà se non a ritrovarla, almeno per seppellirne con dignità il ricordo, auspice una plausibile spiegazione. Onore ai combattenti, d’accordo, nonostante la Lega Nord di tanto in tanto sputi sulla bandiera e sul sacrificio di vite umane. Ma senza scordare che le madri quando si ripudiano (o rimuovono), offendono non solo la civiltà degli uomini, ma scatenano l’ira degli dei che, infatti, di questi tempi, con Catanzaro sembrano essere parecchio maldisposti.

di Franco Mustari*

AAA cercasi fimmina?

Scusati, aviti vidutu na fimmina anziana, macilenta
cchi vaga ppa città e non cerca nenta?

Si cuvera a capu ccu nu sciallu sciancatu
vecchiu consuntu, arripezzatu.

A genta mi guarda, non mi duna cumpidenza
e puru sta fimmina c'è, ava a residenza.

Non mi fermu, insistu continuu a domandara
nuddhu, nuddhu n'indiziu mi sapa dara.

Forzi è ammucciata, o forzi cci cangiaru abbigliamentu
ma eu su capu tosta, mi consuma su tormentu.

Nu vecchiareddhu sedutu a na panchina
s'aza ccu fatica e mi s'avvicina.

"non girara figghiu, cchiu non domandara
carmati, carmati, non t'arraggiara!

Tu voi ma cerchi a gugghia nto pagghiaru,
chiddha fimmina non c'è cchiù,
chiddha fimmina a squagghiaru"

Mi si gelau u sangu, mi si cuzzaru i gambi, catti nterra
quando rinvinni, era a lu cantu de "caduti in guerra"
in piazza Matteotti, difronta u tribunala
duva a leggia avera e d'essera ppe tutti guala.

Comu? Squagghiaru a mamma e si guagliuni
e pecchì, pecchì mo ppe daveru mi giranu i buttuni.

Dicitimi ca non è possibile, ppe carità
"e invecia è veru, ficiru a statua da legalità
la dea della giustizia, d'intra u tribunala
girati, guardala a vi duv'è è quasi guala"

Squagghiaru a mamma conzata a li pedi de figghi soi
cchi pregava e ciangìa ppe chiddhi giuvani eroi.

Na mamma, sfrattata, divelta, squagghiata
non è possibile, no, no è na cazzata

Scusati aviti vidutu na fimmina anziana cc'a faccia scavata
cuveruta ccu nu sciallu d'invernu e d'estate?

Sindacu, assessore alla cultura, Catanzaro d'amara
Lions, Rotary, Fidapa, si non l'averuvu e trovara
E voliti ppe sempa ricordati
facitila nova e mintitila a li pedi de sordati.

*Poeta dialettale

27 dicembre 2009

La marcia dei 500


Palazzo Alemanni a Catanzaro. Sede della giunta calabrese. Caricatura a cura del blogger

Loiero, Scopelliti e Callipo. Una poltrona per tre. Chi vincerà le prossime elezioni regionali? Pippo Callipo rappresenta la novità. Indipendente e fiero della sua onestà, e della sua caparbietà di rimanere in Calabria, nonostante le difficoltà del sistema politico-mafioso. Giuseppe Scopelliti, del Pdl, è il sindaco più amato d’Italia, alle prese con un coordinamento che strizzerebbe l’occhio ad alcuni personaggi vicini vicini al Sistema, di cui sopra. Motivo della furia di Angela Napoli, vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, che ha minacciato di uscire dalla coalizione, salvo poi ripensarci per rimanerci, e fare la battaglia dall’interno. Ci riuscirà? Agazio Loiero alla guida di una nave. La nave delle sinistre, dal Pd ai comunisti, e anche dell’Udc. Una nave che in questi anni ha governato con cura. Accontentando tutti, lobby di potere e galoppini rampanti. Non passerà alla storia per il migliore governatore della Calabria, ma certo per quello dei consulenti. Durante il suo regno i consulenti sono stati all’incirca 500. Dai 16 del biennio 2006/2007 si è passati ai 249 nel solo 2009. Un record. Nomina diretta, sulla base di una banca dati, all’uopo istituita. Se si considera che ogni consulente - nella maggior parte è calabrese - rappresenta un potenziale elettore, con famiglia al seguito, sono già 2000 mila i voti (la stima è al ribasso) che vorranno la sua rielezione. Non fosse altro per un'eventuale proroga dal nuovo governo Loiero. E così, mentre Scopelliti e Callipo si danno un gran da fare per urlare la “svolta”, il “cambiamento di rotta”, con loro al comando, Loiero si gode la stima sincera dei suoi commilitoni.

Di seguito l'ultima parte dell'elenco dei consulenti nominati dalla giunta Loiero durante il 2009, ordinato con
nome, cognome, titolo del progetto di consulenza e salario, come da contratto.
Quella precedente è possibile consultarla al post:
Per visionare la pagina istituzionale del sito della Regione Calabria, e anche per scaricare i decreti regionali di nomina, CLICCA QUI

127 Oppedisano G. Pasquale Struttura assistenza tecnica APQ 26.000,00
128 Caracciolo Giuseppe Supporto APQ Emergenza Ambiente 11.750,00
129 Gattuso Domenico Segreteria Tecnica Porto Gioia Tauro 4.464,00
130 Marino Domenico Segreteria Tecnica Porto Gioia Tauro 4.464,00
131 Filardo Vincenzo Segreteria Tecnica Porto Gioia Tauro 4.464,00
132 Currò Pietro Progetto istituzione S.I.T.O. 23.500,00
133 Filocamo Demetrio Progetto istituzione S.I.T.O. 23.500,00
134 Imperio Maurizio G. Progetto istituzione S.I.T.O. 23.500,00
135 Polimeni Pietro A. Progetto istituzione S.I.T.O. 23.500,00
136 Puleo Anna Progetto istituzione S.I.T.O. 23.500,00
137 Bernava Antonino Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
138 Ferrante Maurizio Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
139 Iazzolino Adele Caddia Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
140 Martire Vincenzo Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
141 Sarcone Giovanna Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
142 Suraci Maria Teresa Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
143 Truglio Orazio Attilio Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
144 Cambria Antonio Progetto istituzione S.I.T.O. 20.000,00
145 Chiellino Cristina Progetto istituzione S.I.T.O. 20.000,00
146 Gironda Leonardo Progetto istituzione S.I.T.O. 20.000,00
147 Marino Ferdinando Progetto istituzione S.I.T.O. 20.000,00
148 Monteleone Francesco Progetto istituzione S.I.T.O.
149 Corso Natale Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
150 De Benedetto Danilo Paolo Progetto istituzione S.I.T.O. 20.000,00
151 Dieni Antonio Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
152 Falbo Giuseppe Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
153 Levato Danilo Progetto istituzione S.I.T.O. 20.000,00
154 Sammarco Giovanni Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
155 Vadalà Paolo Progetto istituzione S.I.T.O. 22.000,00
156 Carnevale Vittoria Difesa riqualificaz. Ambientale 3.000,00
157 Buffon Maria Grazia Segreteria Tecnica VAS – QTR 14.400,00
158 Romani Remo Cittadella Regionale 10.000,00
159 Ventura Federico Cittadella Regionale 10.000,00
160 Crupi Vincenzo Gruppo Tecnico QTR 17.860,00
161 Pangallo Domenico Gruppo Tecnico QTR 17.860,00
162 Zangaro Serafino Gruppo Tecnico QTR 17.860,00
163 Tenuta Beniamino Gruppo Tecnico QTR 17.860,00
164 Riverso Antonio R. Gruppo Tecnico QTR 17.860,00
165 Gigliotti Fulvio Gruppo Tecnico QTR 17.860,00
166 Petrosillo Maria Supporto Commissione Sicurezza 9.841,50
167 Siciliano Concettina Intervento ad adviuvandum Tar CZ 1.591,20
168 Caracciolo Tonino Direttore Tecnico Progetto SITO 51.840,00
169 Scarnati Gaetano Direttore Tecnico Programma IDT 51.840,00
170 Marra Vincenzo Direttore Tecnico Programma IDT 51.840,00
171 Panzarella Sebastiano Notaio Ufficiale Rogante 8.000,00
172 Remotti David Progetti Sacod e Idroweb 10.000,00
173 Teti Francesco Direzione Tecnico-Scientifica IDT 21.150,00
174 Spanò Antonio Direzione Tecnico-Scientifica IDT 21.150,00
175 Sisca Maurizio Direzione Tecnico-Scientifica IDT 21.150,00
176 Graziano Giuseppe Commissario PISR Casa Salute 52.416,00
177 Togni Pier Giorgio Commissario PISR Infras. Produtt. 52.416,00
178 De Dominicis Rodolfo Commissario PISR Polo Gioia T.52.416,00
179 Mancini Luciano Commissario PISR Sist. Ferroviario 52.416,00
180 Carnevale Vittoria Rete Ambientale CREARE 53.880,00 annuale per 3 anni
181 Urbani Paolo QTR Urbanistica 11.400,00
182 Gattuso Domenico QTR Infrastrutture 11.400,00
183 Camporota Paolo Rete Ambientale CREARE 32.947,00 annuale per 3 anni
184 Leonetti Amalia Supporto Sistema Controlli Interni 23.370,00
185 Mariani Cristina Supporto Sistema Controlli Interni 23.370,00
186 Iuliano Maria Teresa Supporto Sistema Controlli Interni 23.370,00
187 Mosca Teresa Supporto Sistema Controlli Interni 23.370,00
188 Zanetti Giancarlo Direttore Artistico Magna Graecia 24.000,00
189 Gattabria Antonio Convegno Minoranze Linguistiche 12.000,00
190 Mazzuca Giovanni Monitoraggio Por 2000-2006 Rinuncia all'incarico
191 Cammelli Andrea Osservatorio Istruzione 7.200,00
192 Serravalli Gilberto Osservatorio Istruzione 7.200,00
193 Guzzo Fabrizio Osservatorio Istruzione 7.200,00
194 Mangiola Maurizio Osservatorio Istruzione7.200,00
195 Bonanno Massimo APQ dipartimento ambiente 32.000,00
196 Costabile Alessandra APQ dipartimento ambiente 32.000,00
197 Cozza Ida APQ dipartimento ambiente 35.837,00
198 Nicoletti Gennaro Rendicontazione Protezione Civile7.765,50
199 Savazzi Angelo M. Sistema Informatico Programmazione 51.300,00
200 Barletta Caterina Consulenza tecnica Dip. Ambiente10.368,00
201 Boldrini Nicoletta Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
202 Capalbo Roberto Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
203 Caruso Pasquale Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
204 Cavallaro Rita Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
205 Celestino Angela Consulenza tecnica Dip. Ambiente10.368,00
206 Guzzo Rossella Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
207 Magliocco Giuseppe Consulenza tecnica Dip. Ambiente10.368,00
208 Prunestì Cristina Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
209 Zito Alessandro Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
210 Prigoliti Maria Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
211 Muzzì Gregorio Consulenza tecnica Dip. Ambiente 10.368,00
212 Lazzaro Simona Supporto Sistema Controlli Interni 23.370,00
213 Lombardi Mariano Comitato Garanti Dirigenza Medica 2.340,00
214 Zampogna Fortunata Comitato Garanti Dirigenza Medica 2.340,00
215 Scaffidi Gianluigi Comitato Garanti Dirigenza Medica 2.340,00
216 Argirò Antonio Servizio Gestione IVA 19.990,00
217 Biasi Maurizio Sistema Informativo Turistico 25.200,00
218 Borgese Marco Sistema Informativo Turistico 11.830,00
219 Cerchiaro Fabio Sistema Informativo Turistico 11.830,00
220 Citrigno Francesca Sistema Informativo Turistico 11.830,00
221 Coppola Antonio Sistema Informativo Turistico 11.830,00
222 Cosco Paolo Sistema Informativo Turistico 11.830,00
223 Filice Clara Sistema Informativo Turistico 11.830,00
224 Gentile Laura Sistema Informativo Turistico 11.830,00
225 Gentile Teresa Sistema Informativo Turistico 11.830,00
226 Nudo Salvatore Sistema Informativo Turistico 11.830,00
227 Pasqua Cinzia Sistema Informativo Turistico 11.830,00
228 Putero Matteo Sistema Informativo Turistico 11.830,00
229 Righetti Marzia Sistema Informativo Turistico 25.200,00
230 Rossi Caterina Sistema Informativo Turistico 11.830,00
231 Tursi Prato Medina Sistema Informativo Turistico 11.830,00
232 Amelio Maria Gruppo Operativo QTR 14.008,84
233 Barbale Maria E. Gruppo Operativo QTR 14.008,84
234 Barillà Stefania Gruppo Operativo QTR 14.008,84
235 Cameriere Piergiorgio Gruppo Operativo QTR 14.008,84
236 Casile Angela Gruppo Operativo QTR 14.008,84
237 Cicero Rita Gruppo Operativo QTR 14.008,84
238 Coscarelli Angela Gruppo Operativo QTR 14.008,84
239 Cozza D'Onofrio Massimiliano Gruppo Operativo QTR 14.008,84
240 Fusco Giuseppe Gruppo Operativo QTR 14.008,84
241 Gironda Caterina Gruppo Operativo QTR 14.008,84
242 Meduri Maria Gruppo Operativo QTR 14.008,84
243 Meduri Giandomenico Gruppo Operativo QTR 14.008,84
244 Pangaro Pietro Rocco Gruppo Operativo QTR 14.008,84
245 Salerno Giovanni Gruppo Operativo QTR 14.008,84
246 Vecchio Ruggeri Sabrina Gruppo Operativo QTR 14.008,84
247 Tucci Francesco Consulente Tecnico di Parte da determinare
248 D'Agostino Francesco Consulente Tecnico di Parte da determinare
249 Spada Maria Giovanna Collaborazione Dipartimento Salute 30.234,58

26 dicembre 2009

Oroscop@ndo 2010


ARIETE Le tue vittorie nel lavoro sono solo delle vittorie di Pirro. Le tue conquiste sono solo delle avventure che ti prosciugano il portafogli. Senti a me: lascia stare con l’egotismo, passa al realismo. E il realismo mi dice che dovresti - almeno nel 2010, poi si vedrà - darti una regolata: basta lusso. Sacrifici e privazioni, invece. Altrimenti passerai il resto dell’anno a elemosinare. In amore fa' pagare lei, o lui.

TORO Sei così amante di te stesso che nessuno sa anche odiarti come fai tu. Passi il giorno a negoziare con il tuo io. Un po’ di amore e un po’ di odio. Lo tratti come una merce. Invece l’io è qualcosa da cercare, conoscere, amare, e migliorare per darlo, e anche riceverlo dagli altri. Ti ci vorrebbe un pellegrinaggio a Santiago. Perché no nel 2010?

GEMELLI Sei molto ricco dentro. Ma non puoi stare sempre rinchiuso nel tuo recinto sacro. Devi uscire ogni tanto. E dare più di te stesso, e non far finta di essere altruista. Gli altri hanno bisogno delle tue qualità. Se non le sfrutti non le valorizzerai mai abbastanza. In amore viaggerai molto bene. Per quanto riguarda il lavoro il prossimo anno ti capiterà il treno della vita. Mi raccomando, prendilo in tempo…

CANCRO Sei così testardo che non fai altro che litigare. Solo con il tuo lui, o la tua lei, riesci a dialogare. Se vuoi mantenere il tuo posto di lavoro ti conviene spegnerlo un po' il tuo essere ribelle. Quando vuoi spaccare il mondo, siediti e conta fino a dieci, come consigliano i saggi indiani. Se non ti sono sufficienti, continua fino a cento.

LEONE Sei nato baciato dalla fortuna. Non sei uno genio, ma ti va bene tutto. Dall’amore al lavoro. Quest’anno però la sorte sarà ballerina nei tuoi riguardi. Ma tu affrontala con l’umiltà di sempre, altrimenti ti porterà via tutto quanto.

VERGINE Sei troppo metodico. Ogni tanto dà libero sfogo alla fantasia. Ti serviranno sia nell’amore che sul lavoro. Chi l’ha detto che la vita per viverla si deve solo progettare? I miei sono consigli preziosi, apprendili! Altrimenti nel 2010 ti ridurrai a fare l’uncinetto, lei. O ai semafori, lui.

BILANCIA Il tuo segno è sempre stato un mistero per tutti gli astrologi, professionisti e dilettanti. Sei impulsivo e riflessivo. Sei lunatico e fedele. Sei tutto il contrario di tutto. Hai la corda della vita sempre tirata al massimo. Datti una calmata! Se no si spezza. Il 2010 ti metterà alla prova duramente.

SCORPIONE Hai un giardino che fai vedere solo a pochi eletti. Ogni tanto spezza l’incantesimo e lasciati andare! Sembri un irriducibile romantico che non vuole abbandonare il suo iperuranio di sogni. Sappi che nel 2010 dovrai scendere un po’ sulla terra.

SAGITTARIO Ti piace stare al camino familiare. Ti piace viaggiare. Dare il meglio di te sul lavoro, e con gli altri. Fai troppe cose, insomma. E alcune ti escono male. Devi rinunciare a qualcuna. Scegli quello che è meglio per te. Nel 2010 ti troverai davanti a un bivio enorme. O il lavoro o la famiglia. Scegli secondo coscienza. Io ti dico il lavoro. Poi fai tu.

CAPRICORNO Sei troppo conservatore. Se dipendesse da te il mondo rimarrebbe tale e quale. Non ti dico di cambiare dall’oggi al domani, ma di provarci almeno. Il 2010 sarà l’anno della tua vita. Della tua scelta esistenziale. Una donna metterà scompiglio alla tua esistenza. Amala! Ma per farlo devi uscire dal guscio altrimenti quella (o) se ne andrà con il primo che gli capiterà dopo di te.

ACQUARIO Sei un sognatore nato. Il tuo posto è fra le nuvole. Il tuo cibo il sole splendente. Nel 2010 molti proveranno a tirarti giù. Ma tu non demordere. Rimani dove sei. È nel 2011 che dovrai scendere per un affare imperdibile. Vincerai un sacco di soldi. Almeno per prenderteli. Poi, potrai goderteli dove più ti piace.

PESCI Sei permaloso, insicuro e pessimista. Viva la vita! Se le persone parlano male di te alle tue spalle, fregatene! Il grande Socrate diceva: “potessero anche picchiarmi in mia assenza!” La loro è solo invidia. Sappi che nel 2010 sul lavoro avrai tantissime difficoltà. Tutti si accaniranno contro di te. Tieni duro perché chi la dura la vince.

25 dicembre 2009

U Zampognaru

23 dicembre 2009

Rutelli veste Prada

<---Rutelli - Li Gotti--->

Francesco Rutelli, presidente del Copasir, ex radicale - firmatario nel 1989 di una interrogazione sul magistrato Dolcino Favi, per “essere dedito a sistematiche violazioni di norme, in particolare di quelle poste a presidio dei diritti fondamentali dell’individuo”, quello che parecchi anni dopo, nel 2007, facente funzione di Procuratore generale a Catanzaro, avocò l’indagine Poseidone a De Magistris e revocò l’incarico a Gioacchino Genchi. Francesco Rutelli, dunque, anche ex Margherita, ex Partito democratico, ex molte cose, e attuale animatore di Alleanza per l’Italia, in qualità di presidente del Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il 10 marzo 2009 relazionò sull’ “Archivio” Genchi al Senato della Repubblica italiana. E disse:

RUTELLI: È certo che questa attività sia stata compiuta nella piena consapevolezza dell’identità delle persone di cui sono stati acquisiti i tabulati di traffico telefonico. Non è stato illustrato alcun legame tra questa attività invasiva e l’indagine giudiziaria che, com’è noto, riguardava presunte malversazioni e corruzioni relative a fondi comunitari e regionali in Calabria. (…) Ogni cittadino italiano può ben comprendere la delicatezza della disponibilità di queste informazioni: può comprenderlo anche chi magari sia meno sensibile alla tutela dei dati, protetti dalla legge, riportati nei tabulati di almeno 13 parlamentari, ministri e sottosegretari di Stato, nonché delle utenze – e qui parliamo di utenze, lo sottolineo – di 14 numeri riferiti alla Presidenza della Repubblica e di 52 utenze fisse e mobili del Consiglio Superiore della Magistratura. Alcuni giorni prima dell’inizio di un’ispezione disposta dal Ministero della Giustizia, sono stati acquisiti i tabulati del capo degli ispettori e quelli riferiti a una lunghissima serie di Ministeri, uffici giudiziari, corpi dello Stato, sino all’ambasciata americana. (…) In quarto luogo, questa banca dati, benché largamente non utilizzata per lo svolgimento delle indagini, risulta oggi nella disponibilità – in base alle informazioni raccolte dal Comitato, che comunque non possiamo definire esaustive – di tre distinti uffici giudiziari (le Procure della Repubblica di Catanzaro, di Salerno e di Roma) e del consulente, dottor Gioacchino Genchi, che, per quanto risulta e in base a ciò che lui stesso ha dichiarato, non ha distrutto i dati in proprio possesso.(..) Si tratta di un vero e proprio pedinamento elettronico sistematico.

Luigi Li Gotti, senatore di Idv, lo punzecchiò. E gli chiese:

LI GOTTI: Ma c’era anche lei tra quei 13 parlamentari? Così hanno scritto i giornali, così dice Genchi nelle interviste.

Rutellone, così come viene amichevolmente chiamato dagli amici, come da Antonio Saladino, principale indagato di Why Not, replicò seccamente:

RUTELLI: È falso. È falso.

E Li Gotti insistette:

LI GOTTI. ….per rispetto dei ruoli, forse una sua sensibilità maggiore sarebbe stata gradita e apprezzata da tutti, a meno che non si tratti di un falso.

E Rutelli ci mise una pietra sopra:

RUTELLI. È falso quello che lei dice. Non so chi lo ha detto a lei. Lei sta dicendo una cosa non vera e non so chi gliela abbia detto, perché non abbiamo mai acquisito tabulati che riguardassero alcuno di noi.

A parte l’agenda di Antonio Saladino, che già conteneva il numero di Rutelli alla voce “RUTELLI”, vi è una intercettazione preziosa che fa capire come non solo si conoscevano i due, a dispetto di quanto negò al Senato a Li Gotti e a tutti gli italiani, ma come “fosse seria” la loro amicizia. Mica una cosa da niente. Una cosa seria… All’indomani del 20 ottobre 2007. All’indomani dell’avocazione dell’inchiesta Poseidone dal facente funzioni Favi, il Saladino provò a chiamare il suo amico “Rutellone”. E non trovandolo, ripiegò sul suo braccio destro, Donato Mosella. Ecco il testo dell’intercettazione:

Mosella Donato: Pronto?

Saladino Antonio: Sono Tonino Saladino, tutto apposto?

Mosella Donato: Pronto?

Saladino Antonio: Donato, sono Tonino Saladino.

Mosella Donato: Ehi Tonino!

Saladino Antonio: Allora io sono a Roma, tu come sei combinato oggi?

Mosella Donato: E purtroppo sono in partenza per Napoli.

Saladino Antonio: Ah… no perché ho voglia di fare una chiacchierata con te…

Mosella Donato: EhE come dobbiamo fare?

Saladino Antonio: Dimmi tu, io posso venire i primi… non so però qui siamo già abbastanza avanzat…

Mosella Donato: Siamo abbastanza avanti… oggi i giornali ci dicono che…

Saladino Antonio: Senti ci dicono che votiamo a destra. Noi votiamo a destra e… siete cattivi… siete cattivi, siete contro la libertà [inc] libertà…

Mosella Donato: [inc] sacco di telefonate.

Saladino Antonio: Noi votiamo per la libertà… Senti, e se ti mando la mia amica Cristina con il mio amico Valerio a trovarti… E vi fate una chiacchierata?

Mosella Donato: Senza problemi!

Saladino Antonio: Vengono a trovarti loro allora, eh?

Mosella Donato: Va bene Tonino!

Saladino Antonio: Poi giù tu fammi sapere… capito? Fammi sapere.

Mosella Donato: Se hai qualche contatto [inc]

Saladino Antonio: Io chiunque mi contatta lo giro a te! Chiunque mi contatta… Parlo solo attraverso di te…

Mosella Donato: [inc]

Saladino Antonio: Senti, ma quegli amici miei giù cosa fate, gli date una sistematina dopo o no?

Mosella Donato: Quali dici?

Saladino Antonio: I miei amici… Presidente e company!

Mosella Donato: E hai visto! Hai seguito, no, com’è finita [inc]!

Saladino Antonio: Sì [inc] andate gi…

Mosella Donato: La trattativa… La trattativa con loro l’ho condotta io ma… ti dico…

Saladino Antonio: Allucinante, mi immagino.

Mosella Donato: Ma poi ti racconto tutto.

Saladino Antonio: Allucinante! Allucinante!

Mosella Donato: E lì ci dobbiamo preparare al peggio, eh!

Saladino Antonio: Bravo! Bravo! Bravo! Bravo! Bravo! Bravo!

Mosella Donato: Quindi… Troviamo un momento Tonino, da vicino per poi… e comunque…

Saladino Antonio: E come facciamo… vuoi… che salgo a Roma…! I primi di aprile, i primi?

Mosella Donato: E appena tu capiti per cose tue, tanto voglio dire ormai [inc].

Saladino Antonio: Ti chiamo prima e ci facciamo una chiacchierata…

Mosella Donato: Intanto io dico a Francesco che ci siamo sentiti! Perché se vuoi il clima…!

Saladino Antonio: Sì sììì!!! DIGLI A FRANCESCO DI STAR TRANQUILLO, PERCHÉ L’AMICIZIA NOSTRA È UNA COSA SERIA! NON È [inc]

Mosella Donato: Va bene!

Saladino Antonio: Digli a Francesco che l’amicizia nostra… che noi siamo gente seria! Non… Ma poi anche la… anche il Corriere è stato molto garbato, se lo hai letto attentamente…

21 dicembre 2009

La casella postale costerà 200 euro. Lo sdegno del Codacons

Vignetta a cura del blogger

La casella postale delle Poste italiane diventerà un privilegio per pochi eletti. Dal primo gennaio 2010 l’Spa, che già riceve dallo Stato 400 milioni di euro per rendere uniforme su tutto il territorio nazionale la consegna della corrispondenza, aumenterà fino al 400 per cento il servizio della casella postale, attivato proprio da quelli che hanno difficoltà al recapito per le inefficienze degli uffici.
Si prevede una moltiplicazione dell’obolo da versare, che va dai 42 euro annui fino ai 200. Il Codacons, l’associazione a difesa di consumatori, lancia l’allarme. Le direttive della società interesseranno tutte le regioni italiane, ma è in Calabria che si avvertirà maggiormente l’espediente delle Poste italiane di “lucrare sui propri disservizi”, stigmatizza Francesco Di Lieto, vicepresidente del sodalizio. “Il pericolo della mancata ricezione della posta – spiega - implica non solo il rischio (senza alcuna colpa per l’utente, il quale non riceve nulla) del distacco di forniture “essenziali” come energia elettrica, linee telefoniche nonché fornitura di acqua ovvero di gas-metano, ma anche l’addebito di interessi e delle ingenti spese di distacco e del successivo riallaccio. A ciò si aggiunge – continua - l’ulteriore insidia, per i cittadini che hanno stipulato contratti di finanziamento, di trovarsi incolpevolmente inseriti tra i “morosi” nelle particolari “liste nere” dei cattivi pagatori. Ovviamente a tali “libri neri”, nonostante la tanto invocata privacy, diverse società hanno libero accesso, rifiutando linee di credito ai malcapitati anche per omessi pagamenti di pochi euro”. I cittadini – conclude Di Lieto - hanno diritto ad un servizio (riconosciuto perfino dalla Carta Costituzionale) e non possono essere costretti a subire tanto a lungo disservizi per i quali i “responsabili” non si preoccupano neppure di scusarsi con l’utenza, attivandosi tangibilmente per trovare una soluzione ad un problema ormai divenuto intollerabile”. Probabilmente, ironizza, infine, si tratta di una “precisa volontà di Poste Italiane ad accantonare il servizio del recapito della corrispondenza, preferendo svolgere l’attività creditizie”.

20 dicembre 2009

"Caro Jannelli, Pittelli si deve candidare, quindi lo dobbiamo archiviare". Così scriveva il pm Garbati


Il Tribunale di Catanzaro

Sono i primi mesi del 2008. A Catanzaro già si respira l’aria del dopo Luigi De Magistris. Gli hanno avocato Poseidone, l'inchiesta concentrata sui finanziamenti destinati alla depurazione delle acque, e nell’ottobre precedente anche Why Not, impegnata a fare luce su una rete di rapporti trasversali gestiti dal cosiddetto Sistema Saladino, il politico accetta di finanziare progetti suggeriti dal leader della Compagnia delle Opere a patto che vengano assunte persone vicine allo stesso politico. Enzo Jannelli, procuratore generale di Catanzaro, tiene il discorso inaugurale dell’anno giudiziale. Il procedimento Why Not è “complesso e confuso”, dice. E lo affida a Domenico De Lorenzo e ad Alfredo Garbati. Già si profila uno sdoppiamento con la Procura di Paola. Altri magistrati si aggiungono nell’indagine. Ma quello che ha sempre avuto il “cuore” dell’inchiesta è Garbati, lo dice lui stesso al suo capo, Jannelli. In una relazione riservata lo investe dei futuri sviluppi. Un “documento straordinario”, annota Edoardo Montolli, nel libro “Il Caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato”. E’ un giornalista calabrese, Paolo Orofino, che lo consegna al superperito Gioacchino Genchi, appena defenestrato dall’incarico Why Not. Un pubblico ministero, Algredo Garbati, che si preoccupa di assecondare le linee guida del suo capo. Un Garbati a contatto con molti degli indagati, nonché fidanzato di Rita Staiano, sorella di Salvatore, anche lui avvocato, colui che anticipò a Genchi, nel processo per il delitto Dragone - in quanto difensore dell’imputato Giovanni Abramo - la sua presunta iscrizione nel registro degli indagati. Un Garbati che invoca l’archiviazione per Giancarlo Pittelli, senatore di Forza Italia, da lì prossimo alla ricandidatura. “Va delineandosi nella sua coalizione politica (Casa della Libertà) una preclusione alla candidatura per coloro che risultano coinvolti in procedimenti penali”, motiva il pubblico ministero. Un Garbati che definisce “losco figuro” qualcuno solo perché ha osato mettere la pulce a Caterina Merante, principale teste dell’inchiesta, sull’affidabilità del pm Greco. Imperdibile.

Catanzaro,
A.S.E. Il procuratore generale
Sede
A oltre due mesi dalla mia applicazione al procedimento c.d. «Why Not», mi corre l’obbligo di rappresentare a S.E. quanto segue; nell’interesse della corretta e auspicabile efficacia della trattazione delle indagini preliminari del suddetto procedimento: correttezza ed efficacia che, naturalmente, sta cuore a S.E. e i magistrati assegnatari del procedimento (…). Così come il collega De Lorenzo sono stato assegnatario, dell’intero proc.n.2057/2006 (appunto, il c.d. «Why Not») con la direttiva di S.E., contestuale all’assegnazione, di riferire sulle «risultanze anche parziali delle indagini e in via preventiva le loro determinazioni conclusive». Anche in tale direttiva («riferire sulle risultanze anche parziali…») trova ragione d’essere la presente relazione. A distanza di alcuni giorni, 1’8.1.2008, S.E. ha ritenuto di rimodulare l’assegnazione secondo una situazione che (è) correlata a individu(are) 2 filoni di indagini. Con successiva sollecitazione, da me condivisa tengo a dirlo, a S.E. ha individuato talune posizioni di indagati da definire, se possibile, con priorità rispetto agli altri impegni che il procedimento comporta. L’individuazione delle priorità ha già consentito e consentirà di decongestionare il complesso procedimento con beneficio per la trattazione sia delle indagini preliminari che ha questo ufficio residuano e residueranno sia delle indagini preliminari trasferita, per competenza, ad altri uffici. Nel contesto delle direttive e degli impulsi di S.E. la mia attività si è così dispiegata: (…) A tale riguardo segnalo che, sempre il 22 u.s., il Sen. Giancarlo Pittelli, uscito tra gli indagati in «Why Not» e «Poseidone», mi ha personalmente, avanzato invito verbale per una definizione urgente della sua posizione in quanto va delineandosi nella sua coalizione politica (Casa della Libertà) una preclusione alla candidatura per coloro che risultano coinvolti in procedimenti penali. Anche se tale preclusione viene, nella coalizione, proposta a livelli di coinvolgimento diversi (iscrizione, rinvio a giudizio, sentenza di condanna di primo grado ecc., eccezione per i «perseguitàti politici», ecc. ecc.), il Sen Pittelli mi ha espresso, formalmente, la sua preoccupazione di esonero per la nostra pendenza, escluso dalla candidatura. Nel contempo, mi HA DICHIARATO LA SUA COMPLETA ESTRANEITÀ rispetto a qual si voglia ipotesi di reato e rappresentato, altresì, il pregiudizio se tale sua estraneità fosse dichiarata solo dopo il termine di scadenza della presentazione delle liste, ormai prossimo. Il Sen. Pittelli mi ha riferito anche che analoga istanza verbale ha mosso al Coll. De Lorenzo. Credo che l’invito del Sen. Pittelli più che assecondato vada accolto e do alla stregua della lettera e dello spirito dell’art. 111 della Costituzione. (…) È per queste ragioni che, senza alcun rischio di una trattazione, per i tempi, privilegiata, ma, al contrario, per assicurare una concreta uguaglianza nei termini costituzionali notori e sopra richiamati, che mi pare si imponga un esame urgente della posizione del Sen. Pittelli al limitato fine di, valutazione se la posizione dello stesso in «Why Not» sia o meno, con qualsivoglia esito, anche quello del prosieguo, «Why Not», delle indagini preliminari. (…) È evidente che, tale urgente esame non è solo dovuto con riguardo al legittimo interesse del Sen. Pittelli, quanto, per le ragioni esposte, al rispetto dei doveri, e al prestigio che vi è connesso, essenziali al nostro ruolo. Medesime ragioni, è inutile dirlo, valgono per altri indagati che si trovino in posizione analoga a quella del Seno Pittelli: e ciò, in conformità, alla Sua direttiva dell’8.1.2008. Sempre in ossequio a tale direttiva ho intrattenuto stretti collegamenti con il Coll. Greco che procede per fatti collegati («ai fini di stabilire comuni strategie investigative in base allo scambio di atti e informazioni»). A tal fine, per gli uffici di segreteria e per gli organi di P.G. ausiliari, vi è stato anche (come per il Collega Facciolla,) il consequenziale scambio di un atto sottoscritto, uguale e corrispettivo, nel quale il dott. Greco e io diamo atto della possibilità di eventuale successivo utilizzo con c.d. discovery, previo assenso. Inoltre, proprio per necessità di collegamento investigativo, mi sono anche recato, un paio di volte a Paola per un confronto più utile rispetto a quello consentito per mezzo del telefono. Il Coll. Greco, magistrato di apprezzato valore e di esperienza, ha, in tale conteso, mostrato grande senso di responsabilità verso la nostra (ripeto, la nostra, non la sua) indagine, «complessiva confusa», così come da Ella definita nella Sua bellissima Relazione Inagurale per l’Anno Giudiziario. E, pertanto non solo ha sottoscritto, in armonia con la Sua direttiva (dell’8-1-2008 la piena e totale disponibilità della sua indagine per la nostra, ma,) a mia richiesta o di sua stessa iniziativa, mi ha informato delle sue acquisizioni, delle sue valutazioni, del verso che va prendendo la sua indagine; immediatamente ha trasmesso gli atti richiesti: ha preavvertito delle prove da assumere se una tale assunzione fosse stata d’interesse di questo Ufficio, invitato, ha assistito a un (interrogatorio) della Sig. ra Merante, teste fondamentale della vicenda, e ciò al fine, diligentemente, di prendere contezza della personalità della stessa, prima di procedere, lui, a interrogarla. (…) Nelle more, la Procura di Paola, naturalmente, non è stata ferma, e, priva di quegli interrogatori e delle tracce investigative che gli stessi propongono, ha seguito direttive d’indagine con l’assunzione di emergenze che potrebbero condurre allo stato, a una valutazione della posizione della Merante non coincidente con quella di questo Ufficio. Non solo; intendendo correttamente, il Coll. Greco sentire la Merante solo dopo aver letto le precedenti dichiarazioni della stessa, il tempo trascorso ha consentito a un losco e interessato (figuro di porre) la teste chiave Merante in condizione personale avversa al Coll. Greco, con argomenti falsi e strumentali: il tutto risulta da intercettazioni telefoniche. Al punto che la teste Merante, all’indomani dell’interrogatorio con il Coll. Greco, come anche risulta a S.E., viene a colloquio da me («persona di cui si fida», come anche risulta dalle intercettazioni) disorientata e in ambasce perché da una parte ha avuto ottime informazioni sul valore del Coll. Greco e della sua equipe di P.g., così come ha ripetuto, dopo, anche direttamente a S.E., dall’altra ha nella mente il dubbio di quelle destabilizzanti false informazioni, dubbio nella teste dalla teste, momento di tensione, nel corso dell’interrogatorio con il Coll. Greco. (…) Il procedimento «Why Not», certamente «complesso e confuso», esige, per un buon fine, qualsivoglia esso sia, un’approccio in linee-guida coorenti e funzionali allo scopo”.