15 luglio 2012

I liquidi della So.Ri.Cal. e di Alli. Cui prodest?

Marcello Barberio

L’area dei pozzi della So.Ri.Cal. (società di risorse idriche calabresi) ricadenti nel comune di Simeri Crichi, zona di Alli, presenta: “deficienze di carattere igienico-sanitario”. Immediata l’ordinanza del sindaco, Marcello Barberio. Una serie di divieti destinati ai privati, proprietari dei terreni limitrofi. Un elenco dettagliato. Minuzioso. A norma di legge. Che nasconde, tuttavia, un elefante dietro all’indice puntato del primo cittadino. Riesce a nasconderlo. O quasi. L’atto del sindaco non fa nessun riferimento alla discarica.
Nessuno. Probabilmente perché è di competenza del Comune capoluogo di Regione? No! Il collega di Catanzaro, Sergio Abramo, non si è scomposto. Da quando hanno messo in liquidazione la società ha altre preoccupazioni per la testa. Dei liquidi in circolazione quello che gli interessa certamente di meno è proprio il percolato che per tanti anni ha invaso i pozzi in questione. Ci sono liquidi e liquidi. Una battaglia di sopravvivenza.
Dunque, l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, dipartimento di Prevenzione, Unità operativa degli alimenti e della nutrizione, ha scritto a Barberio. Il rischio per la salute è alto. Spetta al sindaco “salvaguardare le acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano”. Bene. Fino a 200 metri la zona di rispetto. Manco ha valutato il defluire del fiume Alli. Ha copiato il manuale di diritto amministrativo alla lettera. Ha chiuso, presumibilmente, un occhio. Ovvero, più presumibilmente, tutti e due. La discarica non c’è. Non c’è mai stata.
E allora: “Sono vietati l’insediamento dei seguenti centri di pericolo e lo svolgimento delle seguenti attività”. Dalla dispersione di fanghi, anche se depurati, all’accumulo di concimi chimici, fertilizzanti e pesticidi. Dall’apertura delle cave alla gestione dei rifiuti. Rifiuti? Sì, certo. Dallo stoccaggio di prodotti e sostanze pericolose e radioattive ai centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli. Dal pascolo alla stabulazione del bestiame.
Per inciso, la zona Pip di Simeri Crichi è uno sposalizio infernale di agricoltura e industria. C’è una società di demolizione d'auto. Ci sono pescheti. Mandrie e greggi. E c’è anche la centrale a turbogas dell’Edison, oltre alla discarica. Un matrimonio che scoppia di salute. Fino a prova contraria. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

in quella zona è vietata la gestione dei rifiuti? leggo bene? Sbaglio o non più di 2 mesi fa è comparsa sull'albo pretorio comunale la notizia del permesso all'installazione, in quella zona, di un sito di stoccaggio dei rifiuti???

eugenio ha detto...

A chi giova? ciò...

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