27 ottobre 2012

Ordinanza no sexy. Il copia incolla di Abramo


Sergio Abramo. Caricatura a cura del blogger 

Sexy shop sì. Sexy shop no. A Catanzaro il dibattito ha dato una botta di vita alla città. Levata di scudi di bigotti e non. Moralisti e non. Di movimenti e partiti politici. Raccolte di firme di cittadini scandalizzati e incazzati. Mentre i favorevoli aspettavano religiosamente il responso del primo cittadino, Sergio Abramo, senza esporsi più di tanto. Qualcuno, memore dei fasci reggini, ha anche urlato su facebook: “Boia chi molla”. Una guerra, insomma.
E il sindaco alla fine è sceso in campo. Un’ordinanza lunghissima, in cui ha motivato le ragioni coniugandole con tutte le sfumature dell’educazione alla Civiltà. Non solo dei bambini. Anche degli adulti. Da vero padre di famiglia.
IL PARTO. Si siede sulla scrivania. E, stringi qua stringi là, proprio non gli esce, l’ordinanza. Il tempo passa inesorabile. Nemmeno il suo peculiare gabinetto gli è d’aiuto. Il sudore gli scende giù dal naso. Poi l’intuizione. Il colpo d’ingegno. Internet. E la copia para para dal Comune di Novara. Con piccoli ritocchi. Allunga i metri. Da duecento li passa a cinquecento. E aggiunge un altro “luogo sensibile”, il cimitero. Lui sì che è un vero padre. Quasi nonno. Anche i morti sono sensibili alla moralità pubblica e al mal costume.
I testi a confronto.
Abramo: “Premesso che (….)
A salvaguardia delle zone cittadine di particolare interesse archeologico, storico, artistico e ambientale, nonché a tutela del senso del pudore comunemente percepito dai cittadini con particolare riguardo all’esigenza di evitare, nell’ambito del territorio comunale, situazioni che possano nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori, occorre disciplinare l’aperture di esercizi di vendita di articoli erotici tramite il sexy shop”. Quella del sindaco è un’ordinanza. il testo del Comune di Novara è un Regolamento. Abramo fa attenzione a non confonderli. Infatti, sottolinea: “Occorre…”
Mentre il Regolamento di Novara recita:
A salvaguardia delle zone cittadine di particolare interesse archeologico, storico, artistico e ambientale, nonché a tutela del senso del pudore comunemente percepito dai cittadini con particolare riguardo all’esigenza di evitare, nell’ambito del territorio comunale, situazioni che possano nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori, è fatto divieto di aperture di esercizi di vendita con prevalenza “articoli erotici, pornografici per sexy shop”.
Il sindaco di Catanzaro individua i metri di distanza dagli sporcaccioni. Più che raddoppiati quelli dei libertini novaresi. Da 200 a 500. Aggiunge i cimiteri e poi ha un briciolo di orgoglio, consulta il dizionario. E sostituisce i più generali luoghi con le più pragmatiche strutture.
Abramo: “…nelle aree poste ad una distanza inferiore a mt 500 dalle strutture sensibili quali: chiese, luoghi di culto, conventi, case di cura, cimiteri, scuole di qualsiasi ordine e grado, insediamenti destinati all’educazione e allo svago di bambini e ragazzi). Che la distanza in questione sarà calcolata seguendo il percorso stradale più breve i due punti più vicini appartenenti alle distinte unità immobiliari”.
Novara: “ … nelle aree poste ad una distanza inferiore a mt 200 da luoghi sensibili (chiese, conventi, luoghi di culto, ospedali e case di cura, scuole di qualsiasi ordine e grado, insediamenti destinati all’educazione e svago di bambini e ragazzi). La distanza è calcolata secondo il percorso pedonale più breve fra i due punti più prossimi appartenenti alle distinte unità immobiliari”.
Le modalità di vendita. Abramo è stanco. Non ce la fa più. Le sue meningi hanno lavorato troppo. E clicca ancora su copia.
Abramo: “Che la vendita di articoli di “sexy shop” tramite distributori automatici deve avvenire mediante l’adozione di sistemi di identificazione dell’età del consumatore. Qualora sia effettuata in appositi locali ad essa adibiti in modo esclusivo è soggetta alle medesime disposizioni concernenti l’apertura di un esercizio di vendita e l’accesso ai locali deve essere consentito unicamente a soggetti maggiorenni attraverso l’adozione di sistemi di identificazione dell’età del consumatore”. Per mero errore materiale ricopia anche la prima parte, a corredo della spiegazione dei sistemi di identificazione.
Novara: “La vendita di articoli di “sexy shop” tramite distributori automatici deve avvenire mediante l’adozione di sistemi di identificazione dell’età del consumatore. Qualora sia effettuata in appositi locali ad essa adibiti in modo esclusivo è soggetta alle medesime disposizioni concernenti l’apertura di un esercizio di vendita e l’accesso ai locali deve essere consentito unicamente a soggetti maggiorenni attraverso l’adozione di idonee misure da parte del titolare”.
Dopo l’avviso di rito delle violazioni passa alla vera e propria ordinanza. Qui, è più facile. Deve copiare se stesso. E chiude la pagina del Regolamento della Polizia urbana di Novara.
Si alza. Si sente più leggero dopo il parto. E chiama gli organi di stampa. Abbassando la cornetta biascica: “Io non mollo”.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

nel tuo profilo dici di essere giornalista ,ma lo sei??????sicuro?????

Anonimo ha detto...

non a tutti è data sufficiente intelligenza da comprendere l'ironia di un giornalista...

caronte ha detto...

gli è rimasto il vizio di copiare da giovane dal compagno di banco ora anche da internet.
bravo Grimaldi un articolo leggero ma molto ironico.

Anonimo ha detto...

credo capiti a tutti di copiare qualche documento è cambiarlo in alcuni passi onestamente non ci trovo nulla di anomalo.

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