2 febbraio 2013

Il campo minato della So.Ri.Cal.

Il Palazzo della So.Ri.Cal. a Germaneto di Catanzaro 

Duecentosessantacinque dipendenti e un ampio ventaglio di consulenze e poltrone. Una montagna di soldi sperperati sull’altare dell’acqua pubblica in meno di dieci anni. Dal 2004 al 2013. Il Palazzo della So.Ri.Cal. (società di risorse idriche calabresi), creato dalla Regione Calabria sull’onda dell’entusiasmo di Raimondo Besson, già operante nel Lazio, sta crollando miseramente a terra. E la cosa più dolorosa sarà la ricostruzione del complesso sistema idrico calabrese.
Primo febbraio 2013, ore nove del mattino. I lavoratori si riuniscono nella sede di Germaneto. Sono 265. E sono arrabbiati. Assunti senza concorso e grazie alle segnalazioni dei politici amici o amici degli amici nei tempi che furono, ora chiedono il conto. Non ricevono più lo stipendio. La Magistratura contabile ha sequestrato tutti i crediti che la società vanta nei confronti dei Comuni calabresi. KO tecnico. Nella sfida infinita tra legali di qua e di là, tra limitazione del servizio ai Comuni morosi e opposizione e denunce degli stessi in nome dei principi costituzionali, la Corte dei Conti ha inflitto un duro colpo alla filosofia economica di Veolià e seguaci. Privatizzare un bene prezioso e intoccabile  per speculare sul passato (vedi recupero debiti), sul presente (erogazione del servizio in tempo reale) e finanche sul futuro fabbisogno dei cittadini. Tutti i cittadini sono uomini, gli uomini non possono vivere senza bere. Dunque, i cittadini bevono e berranno. Sillogismo perfetto. Non mancheranno mai i crediti a favore di chi gestisce il giocattolo. I lavoratori sono incazzati. Ben educati alla scuola di pensiero che li ha cresciuti, si concentrano. E si sfogano: “Nel corso degli anni la Società ha mostrato un forte impegno, facendo conseguire risultati tangibili in termini quantitativi, aumentando di gran lunga i volumi di acqua erogata, nonché in termini qualitativi, portando ai massimi livelli l’efficientamento e l’ottimizzazione del servizio reso”. La colpa dello sfasciamento della società è, dunque, dei Comuni che non pagano. Il servizio reso diventa un assioma. Un dogma di fede. Loro ci credono. Gli dà il pane.
Primo febbraio 2013. Primo pomeriggio. I comuni delle Serre calabresi diffondono l’Ordinanza di non potabilità dell’acqua proveniente dalla diga Alaco. Si tratta solo di 400 mila uomini e cittadini, un terzo dell’intera Calabria. Potenziali altrettanto tra vent’anni. L’acqua non solo non è potabile, ma non può essere utilizzata né per uso alimentare e né per igiene personale. Può servire, avvertono i sindaci, solo per lavare i pavimenti. E nemmeno, visto che nel prezioso liquido è stata individuata dall’Azienda sanitaria provinciale il benzene. Un composto chimico derivante dal petrolio. Le mattonelle diventerebbero scivolose. E pericolose. Neanche la Procura era arrivata a tanto quando nel maggio scorso sequestrò l’impianto e accusò la società e gli organi che avrebbero dovuto controllare di inquinamento colposo delle acque.
Il colpo di grazia alla società non intacca nessuno. Messa in liquidazione da quasi un anno, non ha più voce in capitolo. Rimangono solo i cocci. Un campo minato che fa paura. Già il Consiglio regionale rifiutò qualche mese fa di nominare una Commissione di inchiesta che facesse luce sulle attività della So.Ri.Cal. Gli amici degli amici potrebbero farsi male. 

24 commenti:

Anonimo ha detto...


Purtroppo a pagarne le spese sono sempre i Calabresi e in questo caso anche i lavoratori della Sorical, ai quali bisogna comunque e in ogni caso dare la massima solidarietà in questo momento di estrema difficoltà. Nel corso degli anni la politica e i politicanti che si sono succeduti dal 2003 ad oggi, trasversalmente, di qualunque colore, con questi Signori hanno mangiato e bevuto allo stesso tavolo; e con questi hanno fatto clientelismo selvaggio: dalle assunzioni alle superconsulenze pagate fior fiori di migliaia di euro. Ed oggi? Ed oggi nessuno vuole fare i conti con questo disastro; con questo che sembra indiscutibilmente uno scenario post guerra! Parafrasando, è come se l'untore che prima ha infettato e trasmesso la pestilenza, oggi vede l'appestato e ne ha quasi timore; fa di tutto per scansarlo. Qualcuno deve assumersi la responsabilità di sanare questa situazione cacciando intanto il Socio Privato dalla Calabria, in primo luogo. Poi quantificare e chiedergli i danni. Di seguito rendere questa Società interamente a Capitale Pubblico e gestirla in futuro con attenzione e aculatezza.

Anonimo ha detto...

Anonimo.Dipendenti assunti grazie alle raccomandazioni del politico di turno e che usano le auto aziendali,pagate da noi cittadini,non per fini lavorativi,ma per scopi personali: un piccolo Comune del catanzarese,ha una"consigliera",che è anche dipendente Sorical,che se ne va in giro con la macchina aziendale,Fiat Punto grigia,per andare ai consigli o per andarsene a passeggio.Stiamo proprio affondando!!!

Anonimo ha detto...

falso allarmismo: non c'è benzene

Anonimo ha detto...

Egr. SIG. Grimaldi
Questo articolo sarebbe l’esempio di giornalismo etico a cui si riferisce quando richiama la dichiarazione di Fava in spalla destra al suo Blog? In quanto poi al fatto che Lei possa essere tutto proteso alla ricerca della verità mi consenta di affermare che quello che si evince è che la ristrettezza e le limitazioni delle informazioni che ha sugli argomenti che tratta producono l’effetto contrario. Per quanto agli aforismi di Einstein mi permetta di dire che anche io sono pienamente d’accordo con lui quando afferma “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”. Ma poi mi chiedo: di cosa è figlio questo suo pregiudizio sulla Sorical? Delle sue personali antipatie nei confronti dell’ex assessore cropanese di cui non fa mistero nel suo blog? Anche questo sarebbe un tipico esempio di giornalismo etico? Per quanto al merito del suo articolo mi consenta alcune precisazioni:
1. L’Assemblea dei lavoratori Sorical si è tenuta alle ore 15:00 di Venerdì 01/02 e non alle ore 9:00 di mattina come erroneamente riportato nel suo articolo.
2. Non è vero che allo stato attuale i dipendenti di Sorical non ricevono più lo stipendio. Non si evince da nessuno delle dichiarazioni fatte nel corso dell’assemblea. E’ evidente che la sua ricerca della verità merita un impegno più proficuo.
3. E’ vero i cittadini bevono e berranno. L’acqua è un bene inalienabile o meglio è un “bene comune” come piace affermare a certi comitati per l’acqua pubblica. Questo non toglie che il suo trattamento e la sua distribuzione comporta necessariamente dei costi di gestione oltre all’impegno di uomini e donne che, il molti casi, fanno questo mestiere da molti anni, ancora prima della costituzione della Sorical. E’ evidente che Lei questo lo ignori stante il fatto che il suo punto di osservazione non riesce a superare i confini del comune di Cropani. E, mi chiedo e le chiedo, ammesso che a breve si riuscirà a chiudere la Sorical ed a mandare a casa i suoi 265 dipendenti, come sembra augurarsi nel suo articolo, (il che, sono sicuro, le consentirà di placare la sua ossessiva mania di rivalsa nei confronti dell’ex assessore cropanese) eliminando non solo i problemi degli sprechi relativi alle consulenze ma anche tutti quegli aspetti positivi che meriterebbero di essere preservati, chi coprirà i costi di queste gestioni? La fiscalità generale forse? Cioè il cittadino del comune virtuoso, dovrà farsi carico degli sprechi di acqua realizzati nelle reti di distribuzione del comune di Cropani? Perché è chiaro che se l’acqua non si paga, così come avveniva prima della costituzione della Sorical, qualcuno dovrà coprire i costi di gestione che saranno sempre più alti, anche in virtù del fatto che i comuni non avranno nessun interesse a contrarre i consumi di un prodotto che non pagano. Bel concetto di bene comune, non le pare?
4. Mi spiace doverLe comunicare che la notizia sul benzene dell’Alaco è una bufala. Ma sono sicuro che il suo concetto di giornalismo etico non la salverà dalla tentazione di ignorare questa notizia che evidentemente non giova alla sua ossessiva mania di rivalsa.
5. Visto che evidenzia un particolare interesse nei confronti della Sorical, vuole illustrare la sua ricetta per la risoluzione dell’annoso problema della gestione del servizio idrico in Calabria?
Sicuro di un riscontro la saluto cordialmente

eg ha detto...

Gentile e illustre anonimo,
taglio subito la testa al toro
• scrivo sulla Sorical ben prima della nomina dell’ex assessore di Cropani. Dal lontano 2008. Fui il primo giornalista a scrivere proprio sull’Alaco. Prima pagina del quotidiano nel mese di ottobre ( nn ricordo il giorno. il titolo sì: INQUINANO L’ALACO PER PRODURRE PIÙ ACQUA). La mattina qualcuno della sua stirpe chiamò allarmato il quotidiano, minacciarono querele, ma non poi non se ne face nulla. Avrebbe mischiato le carte della denuncia presentata alla Guardia di Finanza sugli esperimenti che facevate. E mischiando mischiando c’era il rischio di farla uscire veramente fuori, dato che poi si perse tra Catanzaro e Vibo Valentia.
• la riunione si è tenuta di pomeriggio e non di mattina? Grazie dell’informazione retta, pacata ed equilibrata. Sarebbe stato saperlo meglio per me, avrei dato maggior risalto al fatidico 1 febbraio 2013.
• Il benzene è una bufala? Lei può dire quello che vuole. Ho letto le ordinanze dei sindaci prima di scrivere. E ordinano chiaro e tondo: “I PARAMENTI SUPERANO… DOVUTA ALLA PRESENZA DI BENZENE”.
• Certo, ieri ho letto l’errata corrige dell’Arpacal che dice: COMPOSTI AROMATICI ALOGENATI DERIVATI DA BENZENE ESPRESSI COME BENZENE”. Personalmente non trovo molta differenza. È come sprecare fiato sulla differenza tra lo zucchero e il dolcificante.
• Io non dico e non suggerisco di mandarli a casa i dipendenti, ma è normale porsi l’interrogativo sul perché prima di voi, dei 265 (pagati da noi) l’acqua era buona. Ora che ci siete voi invece è sporca e costa pure di più.
• La soluzione per me sarebbe riavvolgere il nastro al 30 ottobre 2004. Chiaramente senza di voi. È un azzardo, so che non è possibile. Quando mi dedicherò alla politica le trasmetterò la mia ricetta. Ma questo non avverrà mai perché a me piace cercare la verità (giornalismo) e non averla (politica) per lavarsi la coscienza sul fatto che gli altri si comportano pure peggio.
Cordialità e buon lavoro

Anonimo ha detto...

All'Anonimo delle 14:11

Sono d'accordo con Lei quando sostiene che non è corretto che le spese di gestione del servizio idrico debbano essere pagate dalla fiscalità generale o in particolar modo dai comuni virtuosi a discapito della Cropani di turno. Tuttavia, è assolutamente certo il fatto che il sistema attuale, così come è stato concepito, strutturato e gestito, è fallito. Un altro capitolo meriterebbe il discorso degli sprechi e della cattiva gestione di Sorical. Eclatante è stata l’ ”Operazione Ceralacca” della Guardia di Finanza (giusto un anno fa) che ha portato in galera un Dirigente e altri due dipendenti della Società. Mala gestione che non è sicuramente la causa principale che vede andare in default questa Società, ma che inevitabilmente ha contribuito a gettarla sul lastrico anticipatamente rispetto ai tempi.

Anonimo ha detto...

emilio grimaldi non ha soluzioni a nessuno dei problemi che tratta in questo blog. lui si limita alla ricerca della verità! è un filosofo

eg ha detto...

signor Commentatore anonimo e dipendente della So.Ri.Cal.,
ci dica, si sbottoni, come fece la sua Illustre collega:
Da quanto tempo lavora presso la società?
Come è stato assunto?
Quali difficili prove ha superato per far parte della squadra che rovinato la gestione dell'acqua in Calabria?
Quanto guadagna al mese?
Cordialità

Anonimo ha detto...

dai emilio, non andiamo mica sul personale? nemmeno noi ti chiediamo quanto guadagni al mese, quale scuola esclusiva di giornalismo hai frequentato per poter fare questo mestiere....

caronte ha detto...

e tu vorresti che Emilio con la bacchetta magica vi risolve tutti i problemi ? uno se fa il mestiere del giornalismo lo fa perchè lo può fare, se hai dei dubbi sai benissimo come farteli passare, invece per sapere cosa accade alla So.Ri.Cal basta andare sul motore di ricerca, se poi sai pure qualche nome tipo quella di Cropani la ricerca sarà più veloce.

Anonimo ha detto...

Si sbottoni, Commentatore anonimo e dipendente della Sorical...!

Anonimo ha detto...

Egr. Sig. Grimaldi
Questa volta ha fatto veramente il pieno di contraddizioni. Le confesso che oltre alla temerarietà ed alla propensione all’indignazione Le riconoscevo una certa capacità di analisi, ma evidentemente devo ricredermi. Una corretta informazione dovrebbe contenere conoscenza ed esperienza diretta ed indiretta e non muovere esclusivamente da ciò che la propria coscienza percepisce come veritiero. Altrimenti si corre il rischio di spararle grosse, come ha fatto Lei in merito al presunto caso del benzene dell’Alaco. Lei mi chiede quali difficili prove ho sostenuto per far parte della squadra che ha rovinato la gestione dell’acqua in Calabria? Mi creda molte di più di quanto Lei possa immaginare, e molte di più di quelle che hanno sostenuto i presunti esperti di potabilizzazione ai quali Lei presta il fianco. Per quanto alla corretta informazione sull’orario di svolgimento dell’assemblea, ero certo che il fatto che la riunione si sia svolta nel pomeriggio di Venerdì, fuori dal normale orario di lavoro, per Lei non aveva importanza ,convinto come sarà che i dipendenti della Sorical non hanno null’altro da fare che continuare ad inquinare l’acqua dell’Alaco, per la qual cosa basterebbero poche unità lavorative. Ma la cosa che veramente mi indigna è questa manifesta mancanza di conoscenza della materia. Ma come crede di poter esprimere opinioni e di sottoporle all’attenzione dei lettori del suo blog con tanta superficialità? Ma Lei lo sa come era organizzato il servizio di adduzione in Calabria prima della Sorical? Ma Lei lo sa che la maggior parte dei dipendenti della Sorical faceva questo mestiere ancor prima della nascita della società? Ma Lei ha mai letto la Legge 36/94? Ma Lei ha mai letto la legge regionale 10/97? Ma Lei lo sa che in molti casi i Comuni Calabresi riescono a mettere a ruolo solo 1/3 dell’acqua che acquistano dalla Sorical? Ma Lei si è mai chiesto qual è il consumo medio pro-capite di acqua potabile nel suo Comune? E come pensa dovrebbe essere organizzata la gestione del servizio idrico integrato per raggiungere accettabili livelli di efficienza? A già mi scusi, è vero a questa domanda ha già risposto. In parte ovviamente. Per quanto riguarda l’adduzione Lei si augura che la gestione del servizio sia riportato al periodo pre-Sorical, quando la Regione Calabria metteva sul piatto i soldi per ripianare i costi di gestione dell’acqua sperperata nelle reti di distribuzione comunali. Alla fine pagava pantalone: quindi perché risparmiare ed efficientare? Facciamo un patto: se vuole sono pronto a svelare le mie generalità ed a rispondere alle sue domande. Però mi deve consentire di farlo su un terreno neutro, magari all’interno di un dibattito pubblico sulla gestione dei servizi idrici. Le consiglio però di venire un po’ più preparato.
Attendo suoi riscontri

eg ha detto...

Illustre dipendente So.Ri.Cal.
si sta sbottonando, sta prendendo un po' d'aria. era da tempo che lo voleva fare, e mi fa piacere.
la questione della perdita nelle reti intracomunali è arcinota, tant'è che il suo ex presidente, Sergio Abramo, quando era solo consigliere regionale bacchettava e la società e la Regione Calabria sull'opportunità di investire sulla condizione dell'acqua proprio dove non era necessario (dalla fonte agli acquedotti comunali). Poi divenne presidente e cambiò ordine e concetti personali e politici.
so che alcuni dipendenti provengono proprio dalla Regione Calabria, ma so anche che la maggior parte di quelli che si occupava del servizio idrico dall'entrata a regione della Sori.Cal. sono stati estromessi dalla società. Lo sa? Non solo, siccome davano fastidio nelle sede regione sono stati trasferiti in via Crispi presso l'assessorato ai Lavori pubblici. Lavoratori e dipendenti regionali che dovrebbero svolgere la mansione di controllo. evidentemente la facevano così bene che sono stati esiliati. Lo sa? Certo che lo sa. Mi invita ad un incontro pubblico, accetto volentieri. Mi dica dove e quando.
Le prometto che studierò. Lo farò per rispondere alle sue interrogazioni. Ma Lei, Lei, è Lei che dovrebbe dare spiegazioni ai cittadini tutti. Lei che, a guardare bene, svolge un impiego pubblico, per tutta la comunità. Ad ogni modo avremo l'opportunità di sviscerarlo.
Cordialità.
ps
se me lo dice in privato chi è, avrò modo di studiare meglio l'argomento. se è, per esempio, il direttore amministrativo o il direttore tecnico dell'impianto dell'Alaco, gli elementi cambiano. e le prometto che non lo scriverò né qui e né lo dirò a nessun altro.

pps
cosa mi dice della conferenza stampa del presidente dell'arpacal di ieri?
pare che il benzene sia rispuntato ancora. mi dica.

domenico ha detto...

condivido quello che ha scritto dottor Grimaldi, il benzene vie e sparisce, a secondo di chi è corrotto.

mreale ha detto...

Caro anonimo e dipendente So.Ri.Cal., magari potrei partecipare anche io a questo incontro. Di cose sull'Alaco ne so forse qualcuna più di Lei ma, a differenza di Lei, non mi nascondo dietro l'anonimato.
Si vuole far passare la So.Ri.Cal. come salvatrice della Calabria e sappiamo tutti che non è così.
Sperperi sicuramente ne esistevano con la gestione Regionale ma Le assicuro che la nostra terra non aveva affatto bisogno di scienziati importati per poter gestire il sistema acquedottistico.
Maurizio Remo Reale

d.d ha detto...

a quando l'incontro ? l'anonimo credo che farà partecipare anche degli umili cittadini, che vogliono sapere cosa bevono.
perchè non mettere sullo schermo qualche servizio e testimonianze ?
domenico dragone

mreale ha detto...

Girando un po su internet ho visto un articolo con riportata una richiesta dei dipendenti So.Ri.Cal. rivolta alla Regione Calabria: "farsi carico del debito nei confronti dell'Enel".
Come mai gli stessi dipendenti non hanno fatto altre proposte alla Regione prima di adesso?
Magari avrebbero potuto chiedere di abbonare i crediti pregressi nei confronti dei Comuni, al fine di evitare un collasso delle finanze degli stessi e magari favorire un ripristino delle reti colabrodo esistenti.
Avrebbero potuto chiedere alla Regione di farsi carico dei debiti dei comuni nei confronti della Sorical per lo stemmo motivo di cui sopra.
Guarda caso si svegliano solo adesso che i creditori stanno stringendo forzatamente il cappio intorno al collo del Carrozzone.
Non voglio pensare a male visto che tra quei dipendenti ci sono persone che stimo ancora ma tutto questo mi sembra più che altro un piano ben architettato per far mettere (ancora una volta) la mano al portafoglio di mamma Regione. Perchè non organizzare una protesta direttamente alla sede della Veolia causa di tutti i mali della So.Ri.Cal.
Perchè non fare un sit-in sotto casa dei politici che si sono venduti ed hanno permesso ai francesi di comandare e scappare con il bottino?
Già, come fare. Dovrebbero andare a protestare da chi ha messo la poltona sotto il sedere della maggior parte di loro.
Caro Anonimo dipendete della So.Ri.Cal. perchè non ci illumini su tali interrogativi?
Maurizio Remo Reale

Giuseppe Gentile, assessore regionale ai Lavori Pubblici, il 26 novembre 2012: ha detto...




"...I dipendenti sono 230 e questo, caro Presidente, è un numero veramente sproporzionato e spropositato rispetto al servizio che si garantisce con la Sorical. Sono aumentati a dismisura e questo gregge è cresciuto; capisco anche che ci sia l’esigenza di offrire lavoro e far lavorare la gente e, per questo, dovremmo batterci tutti in questo momento di grande difficoltà, però, prendere gente della quale, per la maggior parte, non sappiamo neanche cosa fa perché nessuno te lo dice… Siamo allora a 230 dipendenti di Sorical più un altro centinaio che dipendono dalle imprese in quanto ci sono, come è consuetudine, le imprese che lavorano con Sorical".

Giuseppe Gentile, assessore regionale ai Lavori Pubblici, il 26 novembre 2012: ha detto ha detto...

e poi:
"Ci sono 230 dipendenti e 100 che derivano dalle imprese che sono quelle che dovrebbero fare la manutenzione negli acquedotti e nei pozzi. La spesa complessiva, caro Presidente, è di 13 milioni di euro all’anno che non è cosa di poco conto in quanto molto sproporzionata ed esagerata. Mi sarebbe piaciuto, Presidente, conoscere, come assessore, gli stipendi ed avere qualche dato su questo ma non sono mai riuscito ad averlo perché sembra sempre che lì ci sia un muro".

Giuseppe Gentile, assessore regionale ai Lavori Pubblici, il 26 novembre 2012: ha detto...

e ancora:
"...Ci sono poi debiti verso le banche da parte di Sorical per 154 milioni di euro da distribuire annualmente, ratealmente. Questi sono i fatti essenziali su cui poggia questa fantomatica Sorical che ha un nome così curioso. E questi sono i dati. Le risorse erogate da parte della Regione in questi anni sono state per 147 milioni di euro che erano soldi che dovevano essere versati da parte del socio privato Veolia e da parte del socio pubblico Regione. La Regione ha versato l’80 per cento di queste risorse mentre Veolia non ha mai versato nulla in questi anni. Era lì, non sappiamo a che titolo, come ci stava e che cosa portava alla Regione a fronte di 25 milioni di euro che doveva versare, Presidente, e che, ripeto, non ha versati. I dirigenti di Sorical, cari colleghi del Consiglio regionale, sono quasi tutti venuti da fuori - perché in Calabria non abbiamo dirigenti e grandi professionisti - e sono stati scelti e nominati dal socio privato in quanto era tutto nelle mani dello stesso. Sono stati nominati, pertanto, tre o quattro dirigenti che valgono, caro Presidente, circa 200 mila euro l’anno ciascuno"..

Giuseppe Gentile, assessore regionale ai Lavori Pubblici, il 26 novembre 2012: ha detto...

E ancora:
"Ricordo che in televisione venne fuori questa situazione per la quale, da un lato, mi sono compiaciuto, perché succede questo quando uno vede realizzare queste opere in Calabria in momenti di difficoltà, ma quando sono andato a verificare… Menta: 130 milioni complessivi, di cui 29 milioni a carico di Sorical, che ne ha investiti solo 15, mettendo in forse il completamento dell’opera. Dobbiamo, pertanto, trovare altri fondi per completare l’opera che è quasi finita. Si tratta di 13 milioni di euro per cui l’opera può essere completata, offrendo veramente alla Provincia di Reggio Calabria la possibilità di risolvere un problema in modo definitivo ed irreversibile. Sempre la Giunta Loiero, poi, nel 2007 ha emanato coma maggioranza una legge regionale, la numero 15, dove - su un totale di 11 milioni di euro – ha previsto risorse da trasferire aSorical per aiutarla ad andare avanti con le anticipazioni. Sorical doveva, però, restituire questi soldi alla Regione per un 1 miliardo e mezzo di euro l’anno fino al 2013. Intutto erano circa 11 milioni di euro ma non abbiamo ancora ricevuto una lira da Sorical, Presidente. La Regione non ha ricevuto niente. Questa Regione era una mucca da mungere per fare tutto quello che era possibile per favorire il privato che non era controllato né si faceva controllare".

Anonimo ha detto...

Come tutte le cose calabresi,quando il personale è intoccabile perchè assunto per amicizie politiche,la professionalità va a farsi friggere,d'altra parte basta guardare in tutti gli uffici calabresi,lavorano solo chi entra per concorso e per altro sono pure boicottati dagli eletti

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo non è la professionalità che è andata a farsi friggere ma la capacità di dialogare seriamente su certi argomenti. Ricordo a te ed ai lettori di questo blog che la Sorical è nata in conseguenza di una Legge Regionale, avallata da giunte di destra e di sinistra che si ponevano l'obiettivo di evitare che ogni anno la Regione butasse sul tavole oltre 100 miliardi delle vecchie lire per coprire i costi di gestione del servizio di adduzione. Una situazione che oggi, ancora più di quanto lo era nel 1997, sarebbe improponibile. Questo lo dovrebbe sapere persino il Sig. Reale, ma per ovvie ragioni omette di dirlo. Il sig. Reale, giova ricordarlo non è certo persona disinteressata. Invito Emilio Grimaldi a fare un pò di chiarezza magari ad indagare su quanto era il fatturato della ditta di cui il Sig. Reale era titolare. Sono sicuro che quella impresa non godeva di tratatmenti di favore, visto che il suo moralismo è arrivato persino a mettere in discussione il diritto dei dipendenti della Sorical a difendere il loro posto di lavoro. In quanto ai numeri poi, ricordo che la Sorical ha circa 260 dipendenti per gestire oltre 6000 Km di condotte. Se confronatta con altra aziende del settore la Sorical avrà magari tutta una serie di altre colpe, ma di certo non può essere considerata un carrozzone.

Anonimo ha detto...

CRONACA / Sorical: niente stipendi, lavoratori in protesta

Da stamane presidio in azienda

Martedì 02 Luglio 2013 - 12:23

Una sessantina di dipendenti delle imprese che lavorano per conto della Sorical, societa' che gestisce le risorse idriche della regione, stanno manifestando davanti alla sede sociale a Catanzaro. I lavoratori, che operano nell'indotto della Sorical e seguono i lavori di manutenzione, protestano per il mancato pagamento degli stipendi che, in alcuni casi, registrano un ritardo anche di sei o sette mensilita'. Incerte anche - sostengono i dimostranti - le prospettive occupazionali, visti i diversi problemi che attanagliano il futuro di Sorical. Sul posto sono presenti anche le forze dell'ordine.

fonte: http://www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=55899

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