7 febbraio 2013

Il tasso usuraio della Conafi spa


"Se siamo cresciuti così tanto è anche merito del nostro accentò". Lo slogan mette l'accento sulla "o". Su tutte le "o". Soprattutto sulla "o" di prestito, che diventa "Prestitò". E' il marchio vincente della Conafi spa. Da oggi anche "tassò". Avrebbe superato il tasso soglia antiusura. Lo spiega una consulente tecnica d'ufficio del Tribunale di Lamezia Terme nominata a far chiarezza sugli interessi applicati ad un cliente a ristoro di un prestito. 
Il quinto dello stipendio per dieci anni. Si può fare. Il prestito è di 42 mila euro. Il contratto è dettagliato. Interessi, commissioni bancarie. E il Taeg, il tasso effettivo agevolato. Secondo l'Istituto bancario è del 14,33 per cento. Secondo il cliente invece è di 16,25.  Entrambe le parti sono affiancate da avvocati e consulenti. Tutti intorno a cifre e norme. Ciascuno ad avallare le proprie ragioni. Ecco giustificata la richiesta del giudice di incaricarne uno a sua volta. Doverosamente super partes.  Il nocciolo è tutto qui: Nel calcolo del tasso bisogna inserire anche i costi della polizza?  Tra circolari della Banca d'Italia e disposizioni normative è uno spinoso ginepraio. Anche per gli addetti ai lavori. Il perito del Tribunale, la dottoressa Sabrina Cerminara, passa in rassegna con sufficiente dimestichezza tutta la giurisprudenza al riguardo. Fonte primaria rimane la sentenza numero 12028 del 26 marzo 2010 della Corte di Cassazione. Che rimarca il tenore letterale del disposto dell'articolo 644 del codice penale. Il comma 4 "impone di considerare rilevanti ai fini della determinazione della fattispecie di usura tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con il suo uso del credito". Quindi, "anche i costi dell'assicurazione", sottolinea la Cerminara. Lapalissiana la conclusione: "Alla luce delle considerazioni svolte, la sottoscritta ritiene che le somme incamerate dalla banca quale corrispettivo per la concessione di un prestito debbano considerarsi usuraie". Ora spetta al Tribunale emettere la sentenza e chiudere il caso sul cliente di Lamezia Terme. E aprire gli occhi a tutti i cittadini che si rivolgono agli Istituti di credito per avere un prestito.

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