10 marzo 2013

Petrolio e schiavitù nel Delta del Niger



“Ci sono persone in Africa che non sanno cosa è il buio”. Tante altre cose non conoscono. Ma l’assenza di luce è eccezionale. Quella che potrebbe sembrare una richiesta insolita è invece l’aspetto meno inquietante di una tragedia umana agghiacciante almeno quanto la tratta degli schiavi di qualche secolo fa. E ti accorgi in solo momento che il colonialismo non è ancora finito. Si è solo trasformato.
Nel Delta del Niger si verificano cose strane. L’acqua delle falde è bollente. E sa di petrolio. È l’unica che hanno. L’aria sa di petrolio. Non la possono cambiare. Il buio non c’è. Di notte le fiamme delle raffinerie sono come il sole. Riscaldano e illuminano. Ma a differenza di quello che dagli antichi era venerato come un dio devastano e uccidono.
Nel Delta del Niger si verificano cose strane. Gli appartenenti alle grosse compagnie petrolifere vivono in centri benessere. Con l’acqua potabile e con tutti i comfort dell’uomo occidentale. Eppure la Farnesina, sede del Ministero degli Esteri, sconsiglia ai cittadini italiani di andare in vacanza in Nigeria o giù di lì. È pericoloso, pericolosissimo. Chiaramente, se lavori per una raffineria, no.
Per il Delta del Niger si verificano cose strane. Se  denunci quello che succede laggiù il giorno dopo ti arriva la Polizia a casa. E ti accusano di tutto. Se non hai commesso reati se li inventano. Sunny Ofehe si è fatto due anni di prigione per questo.
In Occidente non succede nulla di strano. La maggior parte delle persone non sa da dove arriva il carburante. Fa i salti di gioia quando i distributori propongono un’offerta imperdibile. Tipo la benzina a meno 20 cent a litro. E valutano seriamente l’opportunità di cambiare auto quando vedono la pubblicità di quella che fa risparmiare ben duecento litri all’anno anche se costa un occhio della testa.
In Occidente non succede nulla di strano. C’è il sole e il buio. E c’è pure il metano che riscalda le case. La schiavitù è altrove. 



2 commenti:

Anonimo ha detto...

fosse solo il petrolio:

http://www.disinformazione.it/coltan.htm

Anonimo ha detto...

Si è concluso a Catanzaro il Festival Culturale delle Diaspore, progetto ideato e diretto da Donatella Cristiano e Bianca Palermo, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell'organizzazione no-profit IN.CA.STRI - INterculturali CAmmini illuSTRI (www.incastri.org) che ha raccontato, dal 7 al 9 marzo 2013, c/o il Palazzo
della Provincia del capoluogo della Calabria di: Diritti Umani, Legalità, Migrazioni, Dialogo Interreligioso, Identità di Genere, Pari Opportunità.
L'evento – supportato dalla Provincia di ha goduto della collaborazione delle testate Africa News e TheAfroNews dirette dal Dott. Stephen Ogongo.


Rilevante il consenso dei media e del pubblico negli undici forum culturali e scientifici promossi nell’ambito del festival. L'evento ha coinvolto numerosi esperti nazionali ed esteri che hanno prestato gratuitamente tempo e competenza, tra questi: Comrade Sunny Ofehe, Attivista di fama internazionale, fondatore e Presidente dell'ONG Hope for Niger Delta, organizzazione che si occupa di ridare speranza agli abitanti del sud della Nigeria devastata dell'inquinamento provocato dalle multinazionali del petrolio; l'Ingegnere Barry Ingbeare, primo Presidente di NUNAI (National Union Of Nigerian Associations In Italy) che raggruppa tutte le associazioni nigeriane in Italia; Don Giovanni Mazzillo, Direttore dell'Istituto Teologico Calabro di Catanzaro; Marco Pacciotti, Responsabile Nazionale del Forum Immigrazione PD; Pasquale Nestico (in videoconferenza), Cardiologo e filantropo di fama mondiale di origini catanzaresi, che vive negli States; Fernanda Gigliotti, Avvocata, Attivista per i Diritti Civili, portavoce per Il Manifesto di "Chi ha paura di certi diritti"; Wanda Montanelli,
Vicepresidente di ONEPRO (Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità) e Presidente della Consulta delle Donne; Angela Napoli, Presidente di Risveglio Ideale e membro della Commissione Antimafia; Brunello Censore, Parlamentare e Vicepresidente della Commissione Antindrangheta; Sergio Gambino, Attivista Partigiano e figlio del grande scrittore calabrese Sharo Gambino; Rocco Mangiardi, Testimone di Giustizia che vive sotto scorta dopo aver denunciato e fatto condannare i suoi estorsori.

Uno degli appuntamenti centrali del Festival Culturale delle Diaspore, il concorso scolastico con i ragazzi degli istituti di istruzione superiore calabresi, i quali hanno affrontato – attraverso un tema in classe – i vari argomenti trattati nei diversi forum componenti il festival. La commissione giudicante è stata presieduta dalla Prof.ssa Anna Lucia Branca e dalla Prof.ssa Maria Brutto. A realizzare il miglior tema: Stefano Barbuto dell'ITIS di Chiaravalle Centrale (CZ).

La Presidente di IN.CA.STRI, Donatella Cristiano, ha dichiarato quanto segue:
“Il Festival Culturale delle Diaspore, ha comportato mesi di studio, ricerca e preparazione. Siamo arrivati alle porte dell'evento con un'ansia da prestazione che, diversamente dalle nostre previsioni, ha secreto una capacità di controllo inaspettata. Ciò che, sin dall'inizio, ha premuto su ogni componente di IN.CA.STRI, è stato il riuscire a confrontarsi in maniera adeguata agli illustri nomi invitati. Siamo soddisfatti oltre ogni immaginazione e se questo risultato è stato raggiunto, lo dobbiamo alla città di Catanzaro che ha risposto entusiasta, al Direttore Stephen Ogondo che ha creduto sin dall'inizio in questo progetto, ai giovani studenti che si sono impegnati alacremente.”

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