10 aprile 2013

Alla ‘ndrangheta non piace la dialettica

I carabinieri davanti alla sede de "Il Brigante" subito dopo la denuncia degli attivisti 
(foto del Vizzarro.it)

Una testa di pecora mozzata davanti alla porta dell’associazione “Il Brigante” di Serra San Bruno. Appena decapitata. Probabilmente per l’occorrenza. Tra le 22 e le 23 di ieri sera. Nella sede gli attivisti No Alaco e No ‘Ndrangheta erano raccolti come sempre. A discutere di legalità. Dai decisi No per il raggiungimento di altrettanti e fermi Sì, per l’acqua buona e pubblica, per il bene comune.
Chi l’ha lasciata certamente li avrà sentiti, che c’erano. Che magari erano nel bel mezzo di un acceso scambio di vedute. E non ha avuto esitazioni. L’ha buttata e poi se n’è andato. È scappato. Non era sua intenzione parlare o intrattenersi con loro. Aveva un compito da eseguire, preciso e indiscutibile, trasmettere il messaggio. Inquietante e barbaro. Come reclama il rituale mafioso. Che non chiede pareri. Impone ed esige. Alla mafia non piace la dialettica.

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