30 aprile 2013

L'ecocontrollo nella zona Pip di Botricello

La discarica nella zona Pip di Botricello

Il pubblico non piace più. Gli Enti statali fanno acqua da tutte le parti. Meglio il privato. Così pensano in molti, ma quando a dirlo e a metterlo in pratica è lo stesso Pubblico, cioè un organo dell’Apparato amministrativo della Repubblica italiana, è quanto meno paradossale. E così il Comune di Botricello, volendo vederci chiaro sulla tipologia dei rifiuti accumulati nella zona industriale, ha incaricato un laboratorio di analisi di Caraffa, Ecocontrol Srl, bypassando con grande disinvoltura l’Arpacal (Agenzia regionale di protezione ambientale) all’uopo istituita e non solo.
Questa della zona Pip (Piano di investimenti produttivi) è una storia che dura da molti anni. Il polmone industriale del paese. Dove insistono diverse, e per alcuni aspetti anche inconciliabili, attività commerciali, tra cui un panificio e una ditta di calcestruzzi. L’accompagna di pari passo la discarica. Sequestrata nel 2008 dai carabinieri di Belcastro, dissequestrata e riconsegnata al Comune, non ha mai finito di concludere la sua mission. Quasi un destino. E tutte le Amministrazioni che si sono succedute non hanno potuto fare altro che accettare il fatto compiuto.
Nel 2010 finalmente la decisione di riqualificare tutta l’area. La somma impegnata era di 18 mila euro, comprensiva delle spese necessarie per la caratterizzazione dei rifiuti “al fine di stabilire se vi sono delle sostanze pericolose”, si legge nella determinazione del Registro generale dell’Ente. L’allora responsabile dell’area tecnica, l’ingegnere Luigi Ottavio Mancuso, accettò l’offerta del laboratorio di Caraffa. Seguirono preventivi, sopralluoghi, prelievi di ben 2  (leggasi due) campioni di rifiuti, relazioni e relative fatture. Il 26 aprile scorso la determina di liquidazione firmata dall’architetto Bruno de Gori. Due mila 532 gli euri impegnati. Niente male per due carcasse. Non è una battuta.
Per lo smaltimento lavoreranno in economia. Faranno il giro dell’isolato e li scaricheranno dove li avranno raccolti. Ormai il sito è parte integrante dell’Industria nella ridente cittadina ionica a cavallo tra le province di Catanzaro e Crotone.

1 commento:

Anonimo ha detto...

portate tutta l'immondizia a Zagarise
l'assessore e il sindaco faranno un impianto e che impianto.

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