26 luglio 2013

Piero Aiello Giampà

Il saluto di Piero Aiello in un'occasione pubblica

La notizia dell’arresto - chiesto dalla Procura e non approvato dal giudice per le indagini preliminari - di Piero Aiello, neo senatore della Repubblica italiana e consigliere regionale calabrese di lungo corso, nell’ambito dell’operazione Perseo condotta dalla squadra mobile e coordinata dalla Dda (direzione distrettuale antimafia) ha colto tutti di sorpresa. Lui era l’intoccabile. Mai era stato coinvolto, neanche per sbaglio, in indagini del Palazzo della Giustizia catanzarese. Mai.
Un politico arguto, attento, diplomatico fino a non lasciarsi appassionare neanche dalle critiche. Un carattere solido, che gli aveva fatto via via guadagnare posizioni nella leadership del Pdl calabrese e nazionale galoppando il terreno bruciato di Giancarlo Pittelli. Un uomo schivo, che sapeva con chi intrattenersi e discutere su come va il mondo. Un uomo di rispetto. Così avranno pensato i medici dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro quando, in seguito ad un malore alla fine di novembre 2012, gli liberarono una stanza singola, tutta per lui, con gli altri ricoverati che si lamentavano perché sostavano da giorni in corridoio per mancanza di posti. Un uomo di rispetto, a Catanzaro tutti sanno cosa significa e soprattutto cosa comporta. Il rispetto! E lo rispettarono.
Di tutt’altro tenore fu, invece, il rispetto che gli portarono quelli che durante la notte del 25 novembre 2008 si introdussero nelle sue tre case di villeggiatura al mare sfasciando le tazze dei water. Non rubarono nulla e non ruppero nient’altro. Solo i cessi con un randello. Un messaggio subliminale. Che poteva capire solo lui, chiaramente. Un messaggio di rispetto.
Perseo ha aperto gli occhi a tutti i calabresi. Aiello è l’uomo dell’amicizia che “va oltre”, così ringraziò i suoi 10 mila e 405 elettori all’indomani delle elezioni regionali del 2010. “L’amicizia è un valore che vaoltre... GRAZIE...” annunciava il manifesto. E sono proprio le elezioni che coronarono Giuseppe Scopelliti governatore della Calabria ad essere sotto la lente dalla Magistratura. Voto di scambio con la cosca Giampà di Lamezia Terme. Quando si rispetta qualcuno si è amici. E l’amicizia è un valore che supera tutti gli ostacoli e tutte le incomprensioni come una vera famiglia. Anche i cessi rotti.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

non ci sono parole e tantomeno lacrime abbiamo perso ogni speranza di cambiamento non solo in calabria intendiamoci! ormai non c'è regione che si salvi nè politici di lungo corso che non siano coinvolti in fatti sconcertanti. personalmente mi dispiace per il senatore, spero che sia chiarito tutto non verrei pentirmi di avergli dato il voto.

Anonimo ha detto...

Segnalazione fascicolo di probabile utilità alle indagini per i protagonisti dell’operazione Perseo, in particolare al Procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, i magistrati e il capo della mobile Rodolfo Ruperti

La richiesta di arresto di Piero Aiello è stata rigettata con la seguente motivazione:

<<“secondo il gip, non c'è prova che Aiello ''sia stato effettivamente consapevole di partecipare ad una riunione con importanti esponenti di vertice di una delle più pericolose organizzazioni di 'ndrangheta calabrese''
“Cappello ha riferito che Scaramuzzino aveva presentato Giampà ad Aiello come ''il numero uno di Lamezia Terme'', mentre lo stesso boss Giampà ha spiegato agli inquirenti di presumere ''che il politico sapesse chi era lui”

Non vi è dunque la prova che Piero Aiello fosse consapevole della caratura dei presenti alla riunione come “esponenti di vertice della ndrangheta” e che neanche fosse consapevole di chi fosse Giampà. >>

Segnalo che nel 2002 (Si veda Corriere della Sera del 31 agosto 2002, Il Quotidiano della Calabria del 30 agosto 2002) il pm Annalisa Marzano sequestrò l’elenco degli iscritti alla sezione di Forza Italia di Lamezia Terme dove tra gli iscritti spiccavano alcuni personaggi ritenuti esponenti dei clan lametini dei Giampà, Torcasio, Iannazzo, Cerra, Pagliuso. Secondo quanto pubblicato dalle testate citate, nella stessa sezione di Forza Italia Piero Aiello è stato il presentatore ufficiale all’atto dell’iscrizione di Giovanni Cannizzaro, ritenuto esponente di spicco delle cosche e finito in carcere con l’accusa di aver ucciso il fratello della fidanzata, Nino Torcasio, capo dell’omonima cosca.
Chiedo ai destinatari del presente messaggio pubblico di valutare se l’acquisizione di quel fascicolo del 2002 del pm Annalisa Marzano, ripresentandosi alcune personalità, possa essere utile o meno alla valutazione della consapevolezza e della sicura non colpevolezza ed assoluta innocenza di Piero Aiello (già verificata in passato) su chi fosse Giampà e gli altri presenti dal momento che dagli articoli citati, personaggi ritenuti esponenti dei clan lametini quali Giampà ed altri erano già noti nell’inchiesta del 2002 dove comparivano come iscritti alla sezione lametina di Forza Italia e che già ingiustamente avevano coinvolto il buon nome di Piero Aiello. Mi chiedo come sia possibile che a distanza di 8 annni nel 2010 ed oggi nel 2013 visto il precedente del 2002, vi possa essere anche il più lontano sospetto sulla consapevolezza di Piero Aiello su chi fosse Giampà e di valutare eventualmente l’utilità acquisendo ai fini delle indagini il precedente fascicolo del 2002 comprovando la sicura ed assoluta innocenza del Senatore.

Anonimo ha detto...

FINALMENTE SI NOTA LA VERA AMICIZIA, LA VERA FRATELLANZA, SPERIAMO CHE PRESTO FINISCANO IN CARCERE ALTRE ZONE GRIGIE CHE HANNO FATTO IL LORO BENESTARE CON LA CRIMINALITà,LA FALSITà, E LA MORTE DI PERSONE ONESTE, DEVONO FINIRE NEL .....

Anonimo ha detto...

ccchiièèè tutt'apppostu ???

Anonimo ha detto...

non sentu, non viu, non parru e non sacciu nenta va bò?...... e tutti si voti cu cazzu mi dezza? ba! cosa e pacci! avia raggiuna u minisstru! cu ma pagau sa casa? su sacciu li rumpu u c...

Anonimo ha detto...

Ha circa 2.500 fans su facebook e preso circa 10.500 voti. Stando alla matematica il suo elettorato per circa 8.000 voti non usa internet, social network e forse pc, dove vivrà questo elettorato?monaci tibetani?Hanno votato anche i taralli?dicono che il suo elettorato sia tutto composto da giovani, siamo sicuri? Forse unico caso in Italia dove si hanno più voti che fans!Che accusa ingiusta il voto di scambio!

Anonimo ha detto...

Catanzaro non ha mai saputo votare; i risultati sono sotto gli occhi di tutti una città, se così si può chiamare, degradata e svuotata di ogni interesse sociale, culturale, lavorativo e amministrativo. infatti, non c'è più un c.... i politici e le poche famiglie agiate la guidano nel peggiore dei modi ed il popolo dorme sonni tranquilli perchè ha votato u cumpareddu sou. Mentre Cosenza e Reggio crescono catanzaro muore, ricordate lo striscione, nella campagna elettorale regionale ultima, che diceva: "con tallini Catanzaro più forte" chi cazzi!!! ammazza chi potenza!!!! siamo proprio gli ultimi d'Italia.

Anonimo ha detto...

mi congratulo con l'anonimo del 1° agosto - 17,51, hai azzeccato il punto, complimenti! condivido.

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