15 ottobre 2013

L'orgoglio catanzarese


A Catanzaro vive un certo Vitaliano, un signore di mezza età, che ha un cruccio e un problema. Cioè, un problema fisico che non gli consente di soddisfare un suo cruccio personale. Da quando ha letto sui giornali che venerdì prossimo presenteranno ufficialmente il progetto “Lightness road” che rivestirà una parte di Corso Mazzini non sta più nella pelle.
Non sapeva cosa significasse la sigla e con google traslate ha trovato facilmente la traduzione: “Via della luce”. E luce fu! Si è convinto del fatto che sta per verificarsi a Catanzaro un evento storico senza precedenti, simile a quando i francesi dissero sì alla Tour Eiffel o alla Piramide di vetro nel Louvre, a quando i Kazachi costruirono il Palazzo della Concordia. L’emozione gli ha fatto galoppare la fantasia anche a quando i Romani costruirono il Colosseo.
E vuole esserci. Non vuole mancare. La figlia lo prende in giro dicendogli che i plinti d’acciaio saranno solo di qualche metro e che non avranno niente a che vedere con Parigi. Ma lui di rimando le risponde sostenendo che “creeranno un riflesso tale da sprigionare un’energia mai vista prima d’ora nella città dei ponti”. E che le lastre translucide proietteranno i passeggeri “in un mondo migliore”. Che sa che non vivrà ancora a lungo e non vuole “perdersi per nessuna ragione al mondo l’appuntamento con la storia”.
Ha seguito passo dopo passo i sondaggi, sia quello in cui hanno votato più contrari che favorevoli sul sito de il Quotidiano della Calabria che quello sostenitore di Ali (Area liberale italiana che ha incontrato l’architetto vincitore del concorso). E la sigla Ali è stata per lui una svolta. Anche lui vuole volare nel cielo. E sa che può farlo. Adesso, quanto prima. Grazie al “bicarbonato della lightness road”. Al che la figlia non ce l’ha fatta più e si è messa a ridere. “Non si tratta di bicarbonato bensì di policarbonato, una specie di poliestere”, lo ha bonariamente rimproverato.
Il padre ha solo un problema che non gli permette di assistere. L’unico modo per arrivarci, dato che non abita in centro, è prendere l’ascensore del Politeama che non funziona da mesi. Essendo cardiopatico il medico gli ha espressamente proibito di fare le scale. E quelle da viale dei Normanni a Corso Italia corrispondono a ben sette piani di un’abitazione.
Ma lui non vuole demordere, nonostante le pressioni della famiglia. Ha una missione da svolgere. Raggiungere la storia da protagonista. E così gli intitoleranno tutto il tragitto. Sarà ricordato come quel Vitaliano che è morto perché il Comune non ha saputo aggiustare un ascensore ma in compenso ha creato la via della luce nel buio più pesto. L'orgoglio catanzarese non conosce limiti.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

non vorrei dire un fesseria, ma si dice in giro che l'ascensore non è in funzione perchè è stata tagliata la luce. praticamente il comune (o la catanzaro servizi) non ha pagato le bollette. se è così mi chiedo come fanno a spendere soldi per una copertura squallida e inutile.

Anonimo ha detto...

secondo la determina (http://www.comunecatanzaro.it/files/concorso%20idee.pdf) del comune di Catanzaro Francesco Righini è iscritto all'ordine degli architetti di Catanzaro con la tessera numero 199, eppure facendo una ricerca sul sito http://www.archicz.it/web/albo-on-line/ il suo nome nn c'è. strano....

Anonimo ha detto...

potrebbe essere un'opera d'attrazione il problema che una volta che uno viene attratto dall'opera poi cosa trova sul corso? VE LO DICO IO ... IL NULLA .