4 maggio 2015

Ad Arcavacata va in scena la tragedia degli altri

Uno scambio di battute della coppia su Facebook solo qualche mese fa 

La notizia sta balzando di giornale in giornale. Una notizia di cronaca nera. La cronaca più letta. Quella che ti prende. La tragedia consumata fredda. Lì, sul tavolo. Quando lavori. Studi. Giochi. Ecco, Attenti! Leggete qua! Franco de Vito, un appuntato scelto dei carabinieri di 47 anni che accoltella la moglie, Fiorella Maugeri di 43, e poi si spara con la pistola d’ordinanza. Ad Arcavacata di Rende, provincia di Cosenza. Ci sono tutti gli ingredienti. Soddisfatti anche i palati raffinati. Addirittura la figlia che assiste all’omicidio suicidio. Lì, al piano di sopra. Che quando scende e vede il corpo esangue della madre sente il colpo mortale che si dà il padre. La figlia 17enne. Neanche maggiorenne. 
La notizia si colora di un dettaglio equidistante dalla tragedia in sé. “Era una coppia tranquilla". Poi all’improvviso il raptus. Il litigio. Le urla. Il coltello. La pistola. La notizia riempie i notiziari. Un piatto servito freddo perché va freddo. Neanche un accenno sulla loro vita insieme. Un copia incolla come da ricetta riuscita. “Apparentemente” una coppia tranquilla, invece. Già, invece. Non era poi così tranquilla. Ecco, il demonio scansato più in là. Non riguarda il lettore. No, lui no. E’ sacro. Riguarda gli altri, quelli che si sono guadagnati la prima pagina. Loro sono il male. Ecco, il lettore sta più tranquillo. Dopo che legge. Non sono io. È l’altro. Ha avuto qualcosa. Di scatenante. Ha scatenato l’inferno. L’ha visto, prima. Lo ha sfidato e ci è caduto dentro. Il lettore, invece, non l’ha fatto. Non l’avrebbe mai fatto. Avrebbe proposto l’ennesimo chiarimento. Si sarebbe fatta l’ennesima birra fuori casa, ma non l’avrebbe fatto. E’ salvo. Tutti sono salvi. Tranne l’uomo della coppia che, se ha fatto quello che ha fatto, vuol dire che c’era qualcosa che non andava in lui. Solo in lui, non in noi.
“Il movente è la gelosia”. Ne sapete trovare un altro con una donna bella così? No, certo. La gelosia calza a pennello. Lui geloso di lei e la uccide. Una tragedia greca e calabrese nello stesso tempo. Una tragedia che riguarda alcune persone di un determinato luogo. Non altri. Gli altri vivono altri tipi di tragedie. Non queste. Queste no! Proprio no. Il copia incolla si guasta ogni tanto e viene fuori che lei aveva intenzione di separarsi. Giusto! allora. Calza ancora tutto a pennello. Gelosia e separazione. Uno dei due non era d’accordo. Con due figli raccolti in una manciata d’anni, ovvio che era lui a non volere. Perché a lui una sistemazione diversa non andava bene. Lui stava bene così. Era lei che voleva vivere qualcosa di diverso. La vittima che diventa carnefice per rabbia o per amore. La notizia non riporta nessun accenno alla tragedia umana. All’incidente che ha distrutto una famiglia. No, non è stato un incidente. È stato qualcosa in fondo voluto da lui. Che gli calza bene. Poi un appuntato. Un appuntato scelto.
Per le foto i giornali non hanno avuto bisogno dello spaccio delle forze dell’ordine con la carta d’identità delle vittime. C’è Facebook. Sì, la coppia era presente anche sul social network. E le incollano. Un lavoro facile facile. Nessuno a curiosare sulla loro vita. Se davvero fossero solo “apparentemente” una coppia normale. E poi è esplosa. Quanto l’apparenza della vita virtuale fosse fedele alla realtà dissacrante nessuno se l’è chiesto. E poi sbirciando leggi che qualche volta si dicevano anche “cose carine”. Proprio come una coppia normale. Come una coppia maledettamente normale. Che con normalità un certo giorno di maggio è stata toccata da un demonio. Ovviamente loro, non noi mortali comuni. 

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