10 marzo 2016

Acri, la giungla di via Niccolò Copernico

Via Niccolò Copernico ad Acri. La strada dove risiede la villa del sindaco Nicola Tenuta, costruita sul terreno vendutogli dal barone Stanislao De Santis, uno dei suoi avvocati preferiti

Via Niccolò Copernico. Non ce ne voglia il grande Copernico, ma qui, ad Acri, a far da padrone è la giungla, non il sole. Certo, il sindaco Nicola Tenuta, vuole illuminare la via che porta alla sua futura residenza da pensionato di lusso, ma qui è comunque il branco a comandare. Vige la legge del più forte. Tanto che la strada - un viottolo più che una strada - è ridotta al lumicino. Chi ha potuto, l’ha ristretta per allargare il suo recinto a discapito dei vicini.
“Ben quaranta nuclei familiari” sarebbero interessati al nuovo progetto di illuminazione dell’Amministrazione comunale, questa la risposta del sindaco alle prime critiche dei cittadini. Modestamente sincero e ben calato nella parte per il sequel de “l’Armata Brancaleone” diretta da un Mario Monicelli tornato all’uopo sulla terra, ha moltiplicato il numero dei residenti in via Niccolò Copernico. I Servizi demografici del Comune, infatti, registrano altri numeri. Non quaranta, bensì 14 famiglie. Un errore non da poco. Forse involontario. Decisamente indovinato per la sua nuova veste Armata.
A sentire i residenti l’illuminazione è l’ultimo dei problemi. A mancare è propria la strada. Una carreggiata che si restringe e si allarga come una fisarmonica, a seconda degli umori e dei ruggiti di quelli che vi hanno costruito. Senza una regimazione delle acque. Senza un barlume di sicurezza della viabilità. Senza asfalto. Senza un briciolo di modernità. Con un bitume che bagna la terra battuta fino ad un certo punto. E poi ancora la terra battuta che attende impaziente l’arrivo dei pali per aggiornare con nuovi scalpi il sentiero che porta alla giungla acrese. 

La certificazione del Comune sugli effettivi residenti di Via Niccolò Copernico

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