5 agosto 2016

Emergenza idrica ad Acri. Che fine ha fatto il tubo della SoRiCal sotto la villa del sindaco?

A destra la villa del sindaco Nicola Tenuta in via Niccolò Copernico. A sinistra la montagna di terra estratta dagli operai della SoRiCal per risalire alla condotta idrica comunale 

Estate e acqua, un binomio difficile da condividere nelle zone costiere, figuriamoci in Sila! Ad Acri, cittadina della provincia di Cosenza, l’Amministrazione comunale sta cercando di ovviare alle criticità. La Polizia municipale, avverte il suo portavoce, minaccia di effettuare controlli “tesi ad individuare eventuali allacci abusivi ed utilizzi impropri”. Sotto la lente d’ingrandimento dei vigili, governati dal sindaco Nicola Tenuta, vi sarebbe “l’utilizzo illegittimo dell’acqua bene comune.
Al tal proposito, che fine ha fatto il tubo della SoRiCal posizionato proprio sotto la villa del primo cittadino in via Niccolò Copernico?
Era il 9 novembre 2014 quando tutte le frazioni servite dalla condotta della Società di Risorse idriche calabresi (San Benedetto, Sant’Angelo, Duglia, Vallone Cupo, Ordichetto, Settarie, Macchia di Baffa, Sorbo e San Giacomo: circa diecimila cittadini) rimasero senz’acqua per parecchi giorni. Intervennero gli operai della società mista e vi trovarono, con enorme sorpresa, nella parte antistante la costruenda villa del sindaco, una montagna di terra di riporto che copriva la condotta. Un’evenienza che avrebbe causato la rottura, stando ai primi accertamenti della società. 
Sulle prime, la SoRiCal e il sindaco Tenuta si scambiarono accuse reciproche sulla reale distanza di rispetto da osservare dalla condotta. Accuse che poi morirono nel silenzio istituzionale tra il Comune e il carrozzone dell'attuale liquidatore Luigi Incarnato.

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