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20 giugno 2011

Biocanino


E se a progettare una centrale a biomassa è il sindaco di un Comune limitrofo? Non è un nuovo sketch di Cettolaqualunque, ma una notizia vera. Made in Calabria. Provincia di Catanzaro. Il paese è Sorbo San Basile, dove la società ANZ Power Srl di Roma ha proposto la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato a biomassa. Siamo alle porte della Sila Piccola. Un paesaggio mozzafiato. Di verde verace e invidiato in tutta Italia. Pini alti e profondi che sembrano sollevare l’altipiano che i Romani battezzarono “Selva”. Ma non solo. Una vegetazione sorprendente e costantemente aggiornata dai botanici. Bene. Il progettista è Eugenio Canino, sindaco di Taverna, Comune accanto a Sorbo. Ad onor del vero il progetto porta la data di luglio 2009. Allora era solo consigliere di maggioranza. Nelle elezioni amministrative dell’anno successivo è diventato primo cittadino della patria di Mattia Preti. Lui e Antonio Canino, guarda caso fratello del futuro sindaco. Tutti e due ingegneri. Due bravi ingegneri. Ne hanno curato la progettazione civile-ambientale.
La proposta, durante l’Amministrazione di Luigi Riccelli, sindaco di Sorbo San Basile fino al 2010, è sempre andata bene. Approvata sia dalla Giunta che dal Consiglio attendeva impaziente l’iter per la realizzazione. 4,236 MWe la potenza della centrale elettrica. Con una cospicua royalty per il Comune ospitante. Diversi i premi per una buona causa: bruciare legname per produrre energia. Il vegetale è una fonte rinnovabile. La direttiva CE è la numero 77 del 2001. E funge da ventaglio ai fumi di questi grossi colossi industriali. Per rimanere terra terra, ecco i soldi. 50 mila euro come “una tantum”. Con la promessa del saldo entro il trentesimo giorno dal rilascio dell’autorizzazione da parte della Regione Calabria. E poi il canone. 40 mila per ogni MW installato fino a numero 2. Mentre per i successivi eccedenti solo 20 mila cadauno. Nel 2010 il governo Riccelli ha ceduto il posto a Sergio Cosentino. E il punto all’ordine del giorno è stato ritirato. Non solo, ma il fu Riccelli ha anche mostrato delle perplessità “per approfondire gli aspetti legati all’inquinamento” in seno al Consiglio comunale del 28 aprile scorso. E oggi è in prima fila per dire no alla Centrale. Roba da non credere. Comunque è legittimo: tutti possono cambiare idea. Nel dubbio se la strumentalizzazione politica c’entri o non c’entri, lasciamo perdere... All’unanimità, dunque, l’argomento è stato rinviato a data da destinarsi.

La protesta
I cittadini si sono riuniti. Hanno formato un comitato e si sono dati da fare. La società spingeva, spingeva, e loro, per scongiurare il pericolo, recentemente hanno dato gas a una Flash Mob. Prima a Taverna e poi a Sorbo San Basile. Una nuova forma di protesta, con un percorso itinerante e aggiornato in tempo reale. Una mobilitazione giovane. Fatta di ragazzi, ma soprattutto di ideali. Ora è un’Alternativa. L’“Alternativa Presila”. Un’idea che sta prendendo piede sempre di più coinvolgendo tutte quelle forze giovani dei paesi della Presila, spesso emarginati perché lontani dai capoluoghi. Un movimento che non si vuole limitare alla centrale, ma vuole partire dall’ennesimo “scempio ambientale” per conservare alla Sila e alla Presila la sua dignità.

L’aria della Sila
Secondo il prof. Stefano Montanari, direttore del laboratorio di nanodioagnostics di Modena, l’aria della Sila è la più pulita d’Europa. Con una centrale a biomassa perderebbe e di molto questo primato. Secondo il sindaco Canino di Taverna, invece, la società ha fatto tutti gli opportuni studi e controlli per garantirla. Il sito individuato, in località Piano di Moggio del Comune di Sorbo San Basile, non avrebbe vincoli inibitori, come quello paesaggistico, delle bellezze naturali, di interesse artistico e storico, nonché archeologico. L’ANZ si è preso anche la briga di accertare che “l’area non rientra nelle Rete natura 2000, nelle zone Zps (zona a protezione speciale), Sic (sito di interesse comunitario), Sin (sito di interesse nazionale), Sir (sito di interesse regionale)”. E nemmeno nelle zone A e B dei parchi regionali e nazionali. L’area di progetto, per il sindaco di Taverna, sarebbe soggetta solo a vincoli “tutori”: idrogeologico e sismico. Sciocchezze rispetto alla causa.
Infine, “il sito, perfettamente pianeggiante dal punto di vista morfologico, è collegato alla strada provinciale 26 da diverse stradine in buono stato di conservazione adatte al passaggio dei mezzi pesanti per il trasporto della biomassa”. Al momento il progetto attende una prima Conferenza di servizi tra tutti gli enti del comprensorio direttamente o indirettamente interessati ai gas della biomassa.
I rumors informano che Cettolaqualunque per evitare di essere riconosciuto si farà sostituire dal fratello, quale progettista, mentre farà la sua bella figura come primo cittadino di Taverna. Per non dare ad intendere di aver due piedi in una scarpa, si dice così. In ogni caso chi li conosce sa che i due Canino calzano pure uguale. E non dovrebbero avere problemi poi a scambiarsele, le scarpe.

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