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9 giugno 2012

Il diritto allo studio secondo Bruno Colosimo

Il dispensario farmaceutico nella scuola di Cuturella. In alto a sinistra l'antenna che fornisce l'Adsl al Comune di Andali (NotaBene: il filo della corrente)

Da un lato, la scuola. Dall’altro il Comune, una farmacia e una banca. Una storia di ordinaria amministrazione. Che li vede schierati dalla stessa parte. A rimetterci i ragazzi e il diritto allo studio. Succede a Cropani, provincia di Catanzaro.

8 settembre 2010

www.trasparenzacercasi.medioionio

Da story

Su quello di Andali c’è una sezione dedicata a ciò che “Dicono di noi”. Basta cliccare e si possono sfogliare gli ultimi comunicati inviati dal Comune ai giornali. Un pezzo sui primi 365 giorni del sindaco, Giuseppe Costantini. Uno sulla copertura adsl, un altro sulla tassa degli Rsu abbassata dal gran lavoro della maggioranza. E così via. Se poi si vuole andare a leggere le delibere della giunta con la manina del mouse si arriva all’Albo pretorio on line. L’adsl sarà servita qualcosa, uno pensa. E, invece, con stupore, ci si deve accontentare dell’elenco fino a 31 dicembre 2008, senza download. Chiaramente, sarebbe troppo. Tuttavia, c’è quel che dicono di noi. “La sezione 'Dicono di noi' raccoglie gli articoli che i giornali locali dedicano alle iniziative della nostra Amministrazione, così da avere un punto di vista più distante, quindi più imparziale, sulla nostra attività”, spiega il sottotitolo della rubrica. Imparziale, sic!
Anche su quello di Belcastro c’è l’Albo pretorio. Il link c’è. La scritta ipertestuale che dovrebbe rimandare alla lettura. Ma degli atti, delle delibere degli organi amministrativi, manco a parlarne. In compenso c’è una dettagliata pagina biografica dedicata al primo cittadino, Ivan Ciacci, con tanto di opere realizzate. A Cerva hanno fatto di più. Hanno inserito la rubrica: Retribuzione dirigenti e segretario comunale. C’è la voce e basta. Cioè, in sostanza non c’è nessun dato. Meritevole, comunque, l’idea.
Quello di Zagarise è fermo a metà. C’è qualche accenno agli atti. Ma, in realtà, non ci sono. La pagina quando si clicca diventa bianca. Si saranno dimenticati di metterli gli atti. Di tutti, però. C’è un menù a tendina che sembra quello della Regione Calabria. Tanto fumo e niente arrosto.
Quello di Soveria Simeri è ricchissimo di notizie storiche e di fotografie panoramiche. Nella fretta ne hanno infilato una che ritrae la spiaggia. Questa, al contrario dei precedenti, è vera solo sul web. Soveria Simeri non è bagnato dal mare. E’ una certezza. Nota positiva: i bandi indetti del Comune. Negativa: le delibere dove sono? Come sopra.
Botricello è un po’ come Andali. Anziché mettere la sezione su ciò che Dicono di noi hanno inserito la rubrica: Avvisi vari. Dove trova spazio solo la voce della maggioranza. Le delibere sono ferme a quel dì! Al 2008. Solo del Consiglio, e neanche tutte. L’elenco. Come se da un elenco un cittadino potesse risalire a quello che realmente i consiglieri hanno disposto!
Il sito di Simeri Crichi è in aspettativa. La pagina sulle delibere dell’Amministrazione, avvisa il web, è “in allestimento”. Da qualche anno. Meglio che lasciarla totalmente bianca, avranno pensato. Almeno uno sa che la stanno allestendo. Gli trasmettono fiducia. Basta aspettare.
Cropani. Qui hanno avuto la creanza di non inserire nessuna cosa detta da altri. Le delibere? Sì, ci sono, ma non tutte. Quelle che non si vogliono far leggere hanno solo il titolo e il numero. L’errore del download è il numero 404: pagina non esistente e/o non è stata trovata. Fa lo stesso.
Sellia Marina. Senz’altro il sito istituzionale più visitato. Non solo per la tipica bellezza selliese nell’home page. Soprattutto per il forte interesse dei cittadini nel venire a conoscenza delle decisioni che si prendono nel Palazzo. Vi hanno inserito sia le delibere amministrative che le determine del personale dirigenziale. Manca un motore di ricerca. Non dovrebbe costare molto.
Infine, Petronà. Il modello del sito è identico a quello di Belcastro, Cerva e Andali. Solo le template, però. Perché gli atti del Comune non mancano. Qui la trasparenza amministrativa è di casa.

NB: se vuoi visitare i siti istituzionali dei Comuni citati leggi il post con la manina del mouse, ti guiderà nel viaggio interinale.

24 settembre 2009

"De Nisi non c'entra con la linea Rizziconi-Scandale". Lo dice il suo avvocato


Una pala eolica

Di Isabella Barone*

Sig. Emilio Grimaldi
L’ing. Francesco De Nisi mi ha conferito incarico di agire nei Suoi confronti al fine di evidenziarLe e richiederLe quanto segue. Il mio cliente mi evidenzia come nel mese di luglio del corrente anno sia stato da Lei attenzionato in tre pubblicazioni, due effettuate in data 22 luglio 2009 rispettivamente sul giornale elettronico AGORAVOX Italia e Catanzaronotizie.it, e l’altra, il successivo 23 luglio, sul blog a Lei facente capo. Tali pubblicazioni, oltre a riferire, capziosamente, alcune presunte irregolarità nell’indicazione del codice fiscale della Andali S.r.l. (società della quale era amministratore unico il mio cliente), introducono fittiziamente nel lettore il sospetto di congetturali collegamenti tra la suddetta società ed altre inquisite nell’ambito della c.d. operazione “Basilide”. Non solo, nell’articolo pubblicato su Catanzaronotizie.it e in quello apparso sul blog da Lei diretto, - oltre a ripercorrere temi già trattati nella precedente pubblicazione su AgoraVox Italia e nel riferire di una perquisizione effettuata nel luglio del 2008 dalla Digos di Cosenza, su delega della Procura della Repubblica di Paola, all’interno degli uffici regionali delle attività produttive – ritiene lecito assumere che l’ing. De Nisi (nella veste di progettista-costruttore di un parco eolico) sia “finito sotto i riflettori della magistratura”. Tale asserzione - in uno al dato riferito che il costruendo parco eolico ad opera della Andali S.r.l.. su progetto del medesimo ing. De Nisi, avrebbe dovuto avere ubicazione in un area fornita dalla linea elettrica a 380 BV “Rizziconi – Scandale”, ovvero quella attenzionata nella citata operazione “Basilide” – lede gravemente l’onorabilità del professionista da me rappresentato. Tanto più che l’ing. De Nisi non ha mai rivestito il ruolo di soggetto indagato o imputato per i fatti riportati in articolo, né in seguito alla perquisizione effettuata il decorso anno; perquisizione in relazione alla quale, tra l’altro, pare sia addirittura stata disposta l’archiviazione (giuste notizie di stampa da ultimo apparse). In tal senso, La invito a voler effettuare le necessarie rettifiche e/o precisazioni, dando atto che il mio cliente non ha mai rivestito il ruolo né di indagato, né tantomeno di imputato, né nell’ambito dell’operazione c.d. “Basilide” né in quella eventualmente insorta a seguito della citata perquisizione della Digos cosentina. Con l’espresso avvertimento che, in difetto, mi vedrò costretta a rivolgermi alla competente autorità giudiziaria per i provvedimenti del caso.

Messina, lì 23.9.2009
Distinti saluti

*avvocato, incaricato da Francesco De Nisi

Dott.sa Isabella Barone,
La ringrazio della sua tempestiva attenzione per alcuni miei scritti risalenti a due mesi fa. A tale proposito mi preme evidenziare delle osservazioni su quanto da Lei precisato nell'interesse del Suo assistito. Innanzitutto, non ho mai scritto che il Suo cliente è “indagato”, o “imputato”, per la perquisizione effettuata durante il decorso anno negli uffici regionali delle Attività produttive. Come Lei ha avuto modo di specificare, in altre parti del Suo testo, ho solo riferito la circostanza che il Suo cliente è finito “sotto i riflettori della magistratura”. Evenienza di cui, mi sembra di capire, neanche Lei sa con certezza, infatti, cito testualmente: “in relazione alla quale pare sia addirittura stata disposta l’archiviazione”. Le “pare”, dunque, non ne è sicura. In merito, invece, al “sospetto di congetturali collegamenti tra la suddetta società ed altre inquisite nell’ambito della c.d. operazione “Basilide”” volevo ribadirLe che i miei scritti non hanno eseguito nessun “sospetto”, bensì hanno sottolineato dei dati di fatto: il primo è che il parco eolico costruendo nei territori di Andali, Belcastro e Petronà rientra nella “linea elettrica a 380 kV «Rizziconi - Scandale»”, l’occasione che queste due città siano attenzionate dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni è già di evidenza pubblica. Mentre la possibilità che le relative centrali a turbogas, oggetto dell’inchiesta denominata “Basilide”, abbiano bisogno di acquistare energia rinnovabile rientra nell’ordine delle cose e delle disposizioni di legge. La probabilità, quindi, che lo facciano proprio dal parco eolico di Andali, che fa parte – ribadiamo, così come riferito dall’avviso pubblico - della linea elettrica “Rizziconi – Scandale”, rimane un fatto “congetturale”, così come ho avuto modo già di evidenziare. Con questo non ho voluto minimamente “imputare” nessuno, quantomeno il Suo cliente, d'altra parte, non avrei nè il titolo e nè i mezzi per farlo. Ma solo sottolineare l’occorrenza che qualora le persone indagate acquistassero energia pulita dal parco eolico, di cui è stato amministratore il Suo Cliente, lo stesso, per causa di forza maggiore, si troverebbe nella condizione di essere quanto meno attenzionato, non per luce propria ma riflessa, per l’indagine in corso. Una congettura, d’altronde, non “sospetta”, capziosa, insinuata in modo subdolo, come Lei ha detto, ma chiarita manifestamente per dare ai lettori tutti gli strumenti utili per capire meglio gli elementi dei fatti accaduti e i personaggi coinvolti, laddove sia possibile. Infine, in riferimento alle “presunte irregolarità nell’indicazione del codice fiscale della società Andali srl” di cui ho ampiamente discusso nei miei scritti mi prendo la liceità di pubblicare nel corpo di questo post e l’avviso dell’autorizzazione Unica, ai fini della costruzione del parco eolico a suo tempo pubblicizzato, e il frontespizio della visura catastale della società della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricolura di Milano, così può confrontare Lei stessa la bontà delle mie deduzioni.

Cordialità
Emilio Grimaldi


Sopra l'avviso pubblico che informa del procedimento di Autorizzazione Unica per la realizzazione di un Impianto Eolico nel Comune di Andali e delle opere connesse.


Il codice fiscale della società secondo le informazioni tratte dalla Camera di Commercio di Milano

Per barcamenarsi sulla vicenda invito i lettori a consultare i post di riferimento:
Andali Energia Srl. Quel vento da Sud-Ovest (Vibo Valentia)
Rizziconi, Andali, Scandale. Turbogas all'eolico

23 luglio 2009

Andali Energia srl, quel vento da Sud-Ovest (Vibo Valentia)


Una pala eolica

L’"Andali Energia" Srl, la società che costruirà un parco eolico ricadente nei comuni di Belcastro, Petronà e Andali, ha avuto come amministratore unico Francesco De Nisi, presidente della provincia di Vibo Valentia. Carica che ha abbandonato lo scorso 2 febbraio. L’ingegnere, anche sindaco del suo paese natale, Filadelfia, era finito sotto i riflettori della magistratura nel mese di luglio dello scorso anno allorquando la Digos di Cosenza, su mandato della Procura di Paola, aveva fatto tappa agli uffici regionali alle Attività produttive acquisendo un cospicuo numero di concessioni rilasciate o negate dalla Regione per la costruzione di impianti eolici. Una quarantina di pratiche in tutto, di cui l’attuale presidente della giunta vibonese sarebbe stato il progettista-istruttore. Il parco eolico in questione rientra nella linea elettrica a 380 kV «Rizziconi - Scandale», i territori oggetto della recente indagine denominata “Basilide” della Procura di Crotone in merito agli iter autorizzativi che hanno portato alle costruzione di due centrali a turbogas. Inchiesta nella quale sono finiti alcuni big della politica regionale, come Giuseppe Galati, ex sottosegretario alle ministero delle Attività Produttive, Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Regione Calabria, Diego Tommasi, ex assessore regionale all’Ambiente, e anche Pecoraro Scanio, ex ministro dell’Ambiente.
Francesco De Nisi, già amministratore unico a tempo indeterminato dell’Andali Srl, carica nominata il 22 maggio 2008, lascia dunque, dopo solo qualche mese dalla sua costituzione. Oggi è amministrata da Tommaso Fruci, presidente del consiglio di amministrazione, e da Lorena Maria Ricciardi, ma il cognome, De Nisi, e la provincia vibonese ancora compare nel groviglio di società che girano intorno all’affare eolico. L’Andali srl, costituita l’11 giugno del 2008, ha un capitale di 100 mila euro ed è di proprietà per il 65 per cento della “Energia-Progetti-Costruzioni Epc" Srl e per il restante 35 per cento della “Istifid" Spa . L’Epc, che è anche quella che ha presentato il progetto sul parco eolico nel comune della Presila catanzarese, è amministrata dallo stesso Tommaso Fruci, presidente del consiglio, e dai consiglieri Eugenio Sgromo e Giuseppe Speziali, molto probabilmente appartenente al gruppo “Speziali” del senatore del Pdl. Ha un capitale di soli 18.630 euro. E le quote sono così ripartite: circa due mila euro per il presidente del consiglio di amministrazione, stessa quota per due De Nisi, Maurizio e Luisa, rispettivamente di 29 e 39 anni, e un’altra quota a testa - ma più cospicua delle altre, un abbondante 3 mila euro - per Giuseppe e Antonio Speziali di Catanzaro e Sebastiano ed Eugenio Sgromo di Curinga. Involontariamente, nell’insieme delle società che stanno investendo nell’eolico ad Andali, è finita anche la “Cortale” Srl, ma solo per un errore. Il codice fiscale (02924600790), inizialmente affiancato all’Andali srl, in realtà, appartiene alla “Cortale” Srl. Ha un nome diverso ma i personaggi che ruotano attorno all’imprenditoria che va per la maggiore in Calabria sono sempre gli stessi. L’amministratore unico è Eugenio Sgromo, lo stesso che compare nell’Epc come consigliere. Ed ha come socio unico l’”Istifid” Spa, la stessa che possiede anche una fetta dell’Andali Srl. Una nomina, questa della Istifid, arrivata lo stesso giorno, il 7 marzo 2008, che è cessata la partecipazione della “Renova Wind” srl , colosso societario dell’eolico pugliese.

16 luglio 2009

Rizziconi, Andali, Scandale. Turbogas all’eolico


Alcune pale eoliche nella provincia di Catanzaro

Con una coincidenza che lascia perplessi, il 14 luglio scorso, mentre il pubblico ministero della Procura di Crotone, Pierpaolo Bruni, disponeva il decreto di perquisizione e sequestro di sedici persone in merito alle procedure e alle mazzette che hanno dato il via alle costruzioni delle centrali di Scandale e Rizziconi alcuni giornali, la stessa mattina, davano notizia del procedimento di autorizzazione unica per la realizzazione di un parco eolico nel Comune di Andali, e ricadente anche nei paesi limitrofi, Belcastro e Petronà. L’Amministrazione provinciale di Catanzaro, in un avviso pubblico, rendeva noto che: “Andali Energia S.r.l. ha depositato, ai sensi del decreto del dirigente generale del dipartimento attività produttive della Regione Calabria n. 1055 del 14 febbraio 2008 e della L.R. Regione Calabria 17/2000 “procedura di autorizzazione costruzione ed esercizio elettrodotto”, presso l’ Amministrazione Provinciale di Catanzaro - Settore Tutela Ambientale - Servizio Risorse Energetiche, il progetto per la variante in corso d’opera ai fini del rilascio dell'autorizzazione definitiva alla costruzione ed esercizio di elettrodotto avente efficacia di dichiarazione di pubblica utilità, ai sensi delle norme vigenti sugli espropri, relative alle linee ed impianti elettrici a 30 kV, 150 kV e 380 kV a servizio di impianto eolico in comune di Andali, interessanti i comuni di Andali, Belcastro e Petronà”. E perché mai? Ma per “la necessità della realizzazione degli elettrodotti per la connessione dell'impianto eolico alla linea elettrica a 380 kV «Rizziconi - Scandale». Ora, si da il caso che, ai sensi del decreto Bersani numero 79 del 1999 , le centrali a ciclo combinato sono “costrette” ad acquisire almeno il due per cento dell’energia da loro prodotta, grazie alla combustione del gas, da fonti rinnovabili, come l’eolico. Cioè, quasi certamente (non c’è la sicurezza processuale e né nominale, anche per altre motivazioni che spiegheremo in seguito, ma solo di congetturale, ndr) ma i vari Aldo Bonaldi - amministratore delegato di Eurosviluppo, la società che si è aggiudicata la costruzione di una centrale a Scandale grazie a fondi Cipe che dovevano servire per la riconversione dell’area dell’ex Pertusola di Crotone, e non di Scandale - e Domenico Lemma, - dirigente del settore Energia della Regione Calabria, che stravolgeva le conclusioni del Via, (Valutazione impatto ambientale della Regione) a favore della società “a cui tenevano” (secondo gli atti in mano al pm) Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della giunta regionale, e Giuseppe Galati, ex sottosegretario del ministero alle Attività produttive – si sono prodigati anche di procurarsi i “certificati verdi”, cioè l’energia eolica. Ecco, spuntare, quindi, questo parco, nel bel mezzo della Presila catanzarese. Ma vi è di più. E di più oscuro. Sarà stato un errore di dicitura. Sarà stato un copia incolla rimasto in memoria come cookie nel bakcup del pc, e involontariamente inserito, ma il codice fiscale della società è sbagliato! L’avviso pubblico recita: ““Andali Energia S.r.l.” con sede legale in piazza Tirana 24/5 - 20147 Milano - P. Iva: 02924600790”. L’Andali energia esiste. Esiste anche con questo indirizzo, ma ha un altro numero identificativo, che è: “06227070965”. Esiste anche l’altro codice, secondo le Camere di Commercio, ma a nome di un’altra società, che non c’entra niente con quella dell’avviso. Infatti, è il codice della “Cortale srl”. Avranno fatto confusione. Certamente, Abbiamo pensato. Allora, per cogliere il bandolo della matassa abbiamo interpellato la società antecedente, la E.P.C srl, cioè la Energia Prodotti Costruzioni, quella che controlla, insieme alla società “Istifid Spa”, la nuova depositaria dell’ autorizzazione unica, e che ha anche percorso tutto l’iter della concessione. La Epc veniva ricordata, fino all’anno scorso, con il codice fiscale “02999460245”. Abbiamo fatto una verifica e, ops!, altro errore. La società esiste. E anche l’indirizzo è esatto, in Piazza Tiranna però (piazza, non via come pubblicato, ma questo sì, con molta probabilità, è uno sbaglio reale, di dicitura) numero 24/5 di Milano. Ma il codice si riferisce a un’altra società, all’IGP di Vicenza!
Noi non sappiamo valutare la gravità, o meno, di tali “sviste”. Ma di certo sappiamo che nel fascicolo “Basilide”, aperto dal magistrato Pierpaolo Bruni, c’è dell'altra carne al fuoco, pronta per essere servita alla giustizia.