22 novembre 2020

Elena tocca il cuore delle persone con “A volte succede che”

 


Elena Giordano scrive un libro fluido. Che scende come acqua di colonia. Che ti cosparge e ti profuma dei sentimenti più spensierati e più puri di una ragazza che si appresta a frequentare l’ultimo anno delle superiori. Un libro che anche ti accompagna in questo viaggio con un linguaggio semplice, leggero e scandito da emozioni che si sovrappongono e si discolpano, come fanno gli scrittori in erba. Elena si trova in un campo verde e tu, lettore, sei con lei, insieme ai compagni, i genitori, i maestri dell’arte eterna: Caravaggio e Leonardo. E sei con lei anche quando lei è con Edo. 

22 ottobre 2020

Caro Gabriel, quanto dura il corto?

 

Un frame del corto

Caro Gabriel,

Come va?

Io me la cavo. Ti disturbo perché ho visto il cortometraggio che hai girato sulla Calabria. Vorrei mi aiutassi a sciogliere un dubbio che mi sta perseguitando: ma tra clementine, bergamotti e fichi, la morosa di Raul alla fine che fa? Lo lascia e ritorna in Calabria da sola? Perché nel momento in cui Raul le dice che con i bergamotti ci fanno i profumi mi sembra abbia accennato un sospiro di sollievo o di compiacimento, proprio di chi scopre il segreto della felicità. E’ troppo bello questo dettaglio. Secondo me ti è sfuggito. Oppure è calato dalla tua sensibilità artistica e cinematografica senza che nemmeno tu te ne sia accorto.

22 settembre 2020

Il mare di Rosalba Volpe

 


Per tutti arriva un momento nella vita in cui guardiamo dalla finestra del nostro io e rivediamo il passato. Ricordi, fatti, scelte, delusioni. Un groviglio di sensazioni che però hanno un cardine che ci permette di scioglierli e metterli in ordine. Non per una biografia costipata in un cassetto, bensì per alimentare la luce dell’esistenza con un’essenza più genuina, forse nostalgica, certamente più autentica. Ed è l’infanzia. Il primo ciclo della nostra vita da cui tutto scaturisce: carattere, indole, calori, sapori, colori. E il mare. Tanto mare.

1 settembre 2020

Giovanni di Leo, figlio legittimo di una Calabria meravigliosa

 

Giovanni di Leo

Quando ci manca qualcuno che ci è caro improvvisamente il tempo sembra si fermi. Si ferma ai ricordi, ai ria-ccordi con lui e alle cose vissute insieme. Ai pensieri, ai dibattiti, ai come stai, a come va la famiglia, alle cose più serie: come la nostra benedetta rappresentanza politica. Anche con Giovanni è così. I ricordi scendono leggeri come piume ma anche pesanti come macigni - causa effetto collaterale del tempo beffardo – Quando infine si parlava dell’acqua il suo viso si accendeva di qualcosa di speciale. Mi sembra di vederlo sorridere anche ora. Non era un sorriso amaro, malinconico, ma speranzoso e ottimista, un po’ come quello dei bambini che dinnanzi alle disgrazie riescono a vedere il lato positivo delle cose.