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29 agosto 2015

Vincenzo Mazzei revoca tutta la Giunta

Il provvedimento emesso dal sindaco di Petronà, Vincenzo Mazzei

Vincenzo Mazzei, sindaco di Petronà, ha revocato tutta la Giunta da lui nominata nelle ultime elezioni del 2012. Vito Galasso, vicesindaco con delega all’Agricoltura e alla Sanità; Giovanni Capellupo, ai Lavori pubblici e alla Rete idrica; Vanessa Rocca all’Ambiente e alle Pari opportunità. Tutti fuori. In un solo colpo. Secondo voci sempre più assordanti, pare che a costringerlo ad adottare un provvedimento così impulsivo siano state le continue frizioni con il Galasso.

24 novembre 2012

Lo Stato di Mazzotta e de Nuzzo

Un posto di blocco davanti alla Compagnia dei carabinieri di Sellia Marina. 
In alto a sinistra il capitano, Giovanni de Nuzzo 

Il procuratore di Crotone, Raffaele Mazzotta, è sorpreso. E il capitano dei carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, Giovanni de Nuzzo, lo segue di rimando. Non si spiegano come mai le persone siano rimaste in silenzio senza denunciare l’assassino di Claudio Rizzuti avvenuto pubblicamente in piazza ieri pomeriggio a Petronà. Non solo, stanno anche valutando l’opportunità di denunciare i presenti per favoreggiamento in omicidio. “E’ troppo comodo assistere dalla finestra alla lotta tra Stato e anti Stato, troppo comodo”, sbottano. Per fortuna, agli organi della magistratura e dell’ordine pubblico, sono venute in soccorso le immagini di una telecamera a circuito chiuso di uno studio commerciale nei pressi dell’accaduto che hanno ripreso tutto.

23 novembre 2012

Delitto passionale a Petronà


Petronà. Quattro del pomeriggio. Pieno centro cittadino. Vicino la chiesa e la scuola. I ragazzi stanno tornando a casa insieme ai loro genitori. Il killer avanza per cento metri. Calmo, risoluto. A distanza ravvicinata imbraccia il fucile. Uno, due, tre colpi. E cade a terra Claudio Rizzuti, raggiunto alle spalle. Cinquantasette anni. Lavorava come usciere del palazzo comunale. L'assassino ha agito a volto scoperto. Probabilmente per essere riconosciuto. Probabilmente un delitto passionale. Probabilmente per vendicare il disonore.

3 novembre 2012

La parabola della provinciale per Belcastro

Un tratto della strada provinciale numero 5, dalla statale 106 per Belcastro e Petronà

Otto anni di dissesti. E otto anni di lavori. Fin dal 2004. La strada provinciale per Belcastro e Petronà è un monumento alla precarietà e all'insicurezza. Insuperabile.  

15 gennaio 2012

Sulla 106 perdono la vita Piero Sacco e Ramona Arcuri

Il luogo dell'incidente

Solo un attimo per l’ultimo sospiro. Poi la morte. Uno scontro spaventoso. Con i corpi sventrati sul guardrail. Piero Sacco, di 33 anni, di Belcastro e Ramona Arcuri, 27 anni, di Petronà. È successo stanotte, intorno all’una, sulla statale 106 all’imbocco del ponte Uria di Sellia Marina, chilometro 196, direzione Crotone. Si frequentavano e lei era madre di una bimba di appena un anno.

1 novembre 2010

Belcastro - Petronà, la "provinciale" infinita

La prima pietra fu posata nel 1999. L’ultima promessa di fine dei lavori risale al mese di ottobre 2008. La strada provinciale Belcastro – Petronà, l’incompiuta dei due mondi, quello di Michele Traversa e di Wanda Ferro, i due solidi presidenti in forza Alleanza nazionale, della Provincia di Catanzaro, ora Pdl. Nota dolente per tempestività ed estetica. 
Un mostro che non ha pari in tutto il territorio provinciale. Una barca di soldi buttati sul promontorio che dà al Marchesato. Un panorama mozzafiato sfigurato da placche di cemento e ponti mai finiti. Centinaia le segnalazioni dei cittadini. Decine quelle dei sindaci interessati. Sorde le orecchie dell’Ente intermedio. Stridula quella del parroco di Petronà, don Giorgio Rigoni, che ha anche scritto negli anni passati a Michele Traversa in persona. “Lei con i responsabili state forse aspettando il morto? - ha domandato – Arriverà! E che dire di quell’obbrobrio che ha deturpato il paesaggio senza risolvere un bel niente? Penso che con gli stessi soldi si sarebbe potuto sistemare tutta la strada”. E’ dell’11 maggio 2004. Pronta la risposta di Francesco Marvaso, dirigente del settore Viabilità nel catanzarese, “Per ciò che riguarda l’intervento non completato nel tratto tra Belcastro e Petronà, nel piano del 2005 se ne è inserito il completamento con 850 mila euro e nello stesso piano è stato inserito altro progetto di 800 mila euro per la sistemazione definitiva della strada da lei citata”. Poi non se ne fece più nulla. La cronaca salta all’anno 2007, quando, dal settore Viabilità, bandirono un altro progetto, più ampio di quello precedente. Due corsie di 3,25 metri ciascuna e costeggiate da una banchina e da una cunetta della stessa misura, un metro. Nonché opere di protezione della sovrastante scarpata. Una rete metallica a doppia torsione e sostenuta da funi di acciaio sul costone del lato di Petronà. Importo: 650 mila euro. La ditta che si aggiudicò i lavori: la “Salerno Angelo Raffaele Costruzioni” di Serra San Bruno. Tempo: 200 giorni. Ottobre 2008, quindi. 
Siamo alla fine del 2010. Solo un cartello di lavori in corso e un obbligo a non superare il 30 km all’ora. Il pericolo è reale. Si può cadere di sotto.

3 ottobre 2010

L'Affinità della memoria


Sport e religione insieme. Due orizzonti così diversi, eppure così vicini. Due sfere dell’esistenza dell’uomo unite nel pensiero delle giovani vite spezzate.
C’era un filo, ieri, che legava il campo di Calabricata, dove si è svolta la fase finale del Memorial, e la Chiesa di Stella Maris, dove si è celebrata la Santa Messa in loro suffragio, un filo immaginario e lacerante, che ti prendeva e ti trascinava in mancanze, in nostalgie, in lacrime trattenute. Ti trascinava verso il passato. Ma anche verso il futuro, verso quella parte della vita che è mistero, per tutti, che ti chiedeva insistentemente di vivere. Il dolore e la speranza. Un’altalena di impulsi. Di angeli e demoni. Che ti sballottavano. E che alla fine hanno trovato un compromesso, composto: l’affinità della memoria.
Il Memorial, dedicato a “Quei bravi ragazzi” del comprensorio di Sellia Marina, Cropani, Botricello, Sellia e Petronà, si è concluso ieri. Ad aggiudicarsi la palma della vittoria: “Le simpatiche canaglie”, una squadra locale. Hanno sconfitto nella finalissima l’outsider di “Sellia” (superiore, ndb). Al terzo posto si sono classificati i “Codarari” di Sellia Marina, che hanno sconfitto i “Giando” di Cropani. Due ore intense di pure agonismo. Con il sorriso sulle labbra, ma anche con l’amarezza di un errore, di un passaggio sbagliato, o di un fischio arbitrale non gradito. Erano presenti i familiari dei Ragazzi, i sindaci di Sellia Marina, Giuseppe Amelio, di Cropani, Bruno Colosimo, di Botricello, Giovanni Camastra, e il vicesindaco di Sellia, Salvatore Rotella. E tanti amici, compagni di banco dei giovani che ci hanno lasciato. Tanti amici e sostenitori. Poi la Santa Messa con i parroci, don Raffaele e don Giuseppe, di Sellia Marina, don Francesco e don Vincenzo, di Cropani, e con don Tommaso, di Botricello, che ha preferito, quest’ultimo, pregare tra i banchi. Alla fine della celebrazione alle mamme, ai papà, ai fratelli e alle sorelle dei Ragazzi è stato consegnato un fiore.
La motivazione l’ha data don Giuseppe: “Questi fiori, che rappresentano i vostri figli, i vostri angeli, sono il segno che ora arricchiscono il giardino del Cielo”.

Vincitori & vincitori:
Categoria: Eleganza (riservata alla squadra più elegante del memorial) è andata ai Black and Orange
Categoria: I bellissimi (riservata ai “più belli”) ai Friends of Angels
Categoria: Simpatia (ai più simpatici) a Les Merengues
Categoria: Fair Play (corrispondente alla Coppa disciplina) ai Giando
Categoria: Cuor di Leone (ai più coraggiosi, nonostante gli acciacchi dell’età) ai Glam
Categoria: Il nome dice tutto (quando il nome formale riesce ad esprimere al meglio la sostanza delle cose e/o delle persone) agli Heineken
Categoria: Franco’s (a quelli che non si sono mai stizziti per la direzione arbitrale di Franco Napoli) agli Street’s Angels
Categoria: Smile (a quelli che sorridevano anche quando subivano i goal) agli Spartan’s.

Premi individuali:
Le pibe de oro: andato a Budace (Heineken)
Miglior portiere: Scaccia (Giando)
Capocannoniere: Barbieri S. (Simpatiche Canaglie)

Prime classificate:
Giando
Codarari
Sellia
Simpatiche Canaglie

20 settembre 2010

Il volo delle cicogne

Un momento della manifestazione Da story

C’è una legge che obbliga i Comuni a porre a dimora un albero per ogni neonato. È la numero 113 del 1992. Le leggi sono fatte per essere rispettate, si sa, e dai cittadini e dagli stessi organi statali. Di solito a fare notizia sono quelle situazioni in cui una tale normativa non viene attesa. Di solito. In questo caso, invece, è proprio l’opposto. Il Comune di Petronà è uno dei pochissimi della Calabria, l’unico della provincia di Catanzaro, che la sta osservando appieno. È dal 2002, dall’anno dell’insediamento della giunta Santino Bubbo, che li sta piantando. Ogni albero ha un nome, nomi che richiamano le gesta dei miti antichi o recuperati dai moderni personaggi dei cartoon, e due “cicogne” che l’adottano. Due bambini. Ogni due nuovi nati un nuovo albero. Sono arrivati a 100. E hanno pensato bene di farci un vero parco, tutt’attorno. Un lago, che fa da pendant a un altro più grande nella parte bassa di località Manulata. Un’oasi naturalistica, Donaglie Manulata. Alcuni esemplari di fauna selvaggia. E loro, ovviamente, gli alberi. Ascanio, Paride, Saturno... Affiancati dai nomi dei più piccoli. Un modo eminente per vedere una comunità che si alza. Che cresce. Che matura, dando i suoi frutti. Lo sposalizio tra l’ente locale, sensibile alle tematiche ambientali, e il Parco della Sila, orientato alla conservazione di uno dei tesori naturali più invidiati del mondo, è stato felice.
È stato inaugurato questa mattina alla presenza, tra gli altri, del sindaco, Santino Bubbo, del presidente e del direttore del Parco della Sila, rispettivamente, Sonia Ferrari e Michele Laudati.
Il momento più emozionante si è registrato per il volo di due bellissimi esemplari di falco. Presi in mano dagli esperti hanno assaporato la tanto sospirata libertà, per sempre. Come dire, tutti gli uomini sono un po’ alberi e po’ uccelli. Sarà la loro vita da adulti, poi, a far pendere la bilancia di più verso il basso o verso l'alto. Tuttavia, nemmeno la regina del cielo, l’aquila, dimenticherà mai le sue radici.


8 settembre 2010

www.trasparenzacercasi.medioionio

Da story

Su quello di Andali c’è una sezione dedicata a ciò che “Dicono di noi”. Basta cliccare e si possono sfogliare gli ultimi comunicati inviati dal Comune ai giornali. Un pezzo sui primi 365 giorni del sindaco, Giuseppe Costantini. Uno sulla copertura adsl, un altro sulla tassa degli Rsu abbassata dal gran lavoro della maggioranza. E così via. Se poi si vuole andare a leggere le delibere della giunta con la manina del mouse si arriva all’Albo pretorio on line. L’adsl sarà servita qualcosa, uno pensa. E, invece, con stupore, ci si deve accontentare dell’elenco fino a 31 dicembre 2008, senza download. Chiaramente, sarebbe troppo. Tuttavia, c’è quel che dicono di noi. “La sezione 'Dicono di noi' raccoglie gli articoli che i giornali locali dedicano alle iniziative della nostra Amministrazione, così da avere un punto di vista più distante, quindi più imparziale, sulla nostra attività”, spiega il sottotitolo della rubrica. Imparziale, sic!
Anche su quello di Belcastro c’è l’Albo pretorio. Il link c’è. La scritta ipertestuale che dovrebbe rimandare alla lettura. Ma degli atti, delle delibere degli organi amministrativi, manco a parlarne. In compenso c’è una dettagliata pagina biografica dedicata al primo cittadino, Ivan Ciacci, con tanto di opere realizzate. A Cerva hanno fatto di più. Hanno inserito la rubrica: Retribuzione dirigenti e segretario comunale. C’è la voce e basta. Cioè, in sostanza non c’è nessun dato. Meritevole, comunque, l’idea.
Quello di Zagarise è fermo a metà. C’è qualche accenno agli atti. Ma, in realtà, non ci sono. La pagina quando si clicca diventa bianca. Si saranno dimenticati di metterli gli atti. Di tutti, però. C’è un menù a tendina che sembra quello della Regione Calabria. Tanto fumo e niente arrosto.
Quello di Soveria Simeri è ricchissimo di notizie storiche e di fotografie panoramiche. Nella fretta ne hanno infilato una che ritrae la spiaggia. Questa, al contrario dei precedenti, è vera solo sul web. Soveria Simeri non è bagnato dal mare. E’ una certezza. Nota positiva: i bandi indetti del Comune. Negativa: le delibere dove sono? Come sopra.
Botricello è un po’ come Andali. Anziché mettere la sezione su ciò che Dicono di noi hanno inserito la rubrica: Avvisi vari. Dove trova spazio solo la voce della maggioranza. Le delibere sono ferme a quel dì! Al 2008. Solo del Consiglio, e neanche tutte. L’elenco. Come se da un elenco un cittadino potesse risalire a quello che realmente i consiglieri hanno disposto!
Il sito di Simeri Crichi è in aspettativa. La pagina sulle delibere dell’Amministrazione, avvisa il web, è “in allestimento”. Da qualche anno. Meglio che lasciarla totalmente bianca, avranno pensato. Almeno uno sa che la stanno allestendo. Gli trasmettono fiducia. Basta aspettare.
Cropani. Qui hanno avuto la creanza di non inserire nessuna cosa detta da altri. Le delibere? Sì, ci sono, ma non tutte. Quelle che non si vogliono far leggere hanno solo il titolo e il numero. L’errore del download è il numero 404: pagina non esistente e/o non è stata trovata. Fa lo stesso.
Sellia Marina. Senz’altro il sito istituzionale più visitato. Non solo per la tipica bellezza selliese nell’home page. Soprattutto per il forte interesse dei cittadini nel venire a conoscenza delle decisioni che si prendono nel Palazzo. Vi hanno inserito sia le delibere amministrative che le determine del personale dirigenziale. Manca un motore di ricerca. Non dovrebbe costare molto.
Infine, Petronà. Il modello del sito è identico a quello di Belcastro, Cerva e Andali. Solo le template, però. Perché gli atti del Comune non mancano. Qui la trasparenza amministrativa è di casa.

NB: se vuoi visitare i siti istituzionali dei Comuni citati leggi il post con la manina del mouse, ti guiderà nel viaggio interinale.

16 aprile 2010

Prossimo tavolo tecnico per la 106. La battaglia del Comitato Monterossi è iniziata

Da sinistra: Bruno Colosimo, Giovanni Camastra, Paolo Abramo, Emilio Grimaldi, Roberto Talarico, Walter Placida, Paolino Altilia e Francesca Monterossi

Un tavolo tecnico, entro i prossimi dieci giorni. Attorno al quale si siederanno i sindaci di Sellia Marina, Cropani, Botricello e Belcastro, i dirigenti dell’Anas e una rappresentanza del Comitato “Tommaso Monterossi”. Questo l’impegno assunto dagli organi istituzionali a margine dell’incontro per la sicurezza della statale 106. Un incontro durante il quale si è parlato di sicurezza e di prevenzione. Di incolumità pubblica. Di morti. Una media di tre all’anno solo nel tratto di 25 chilometri che da Sellia Marina raggiunge Belcastro. Un tracciato sul quale l’Anas, da una parte, e i Comuni dall’altro hanno dichiarato di “tenere a cuore”. Ma, certamente, non basta. “Fa più morti della mafia”, ha gridato Paolino Altilia. “Il mio impegno non mi restituirà mio fratello, lo faccio per tutti noi. Perché non si verifichino più”, ha dichiarato Francesca Monterossi, sorella di Tommaso, il giovane che ha perso la vita il 28 marzo scorso al km numero 206 + 500 di Cropani sulla 106.
Hanno partecipato Walter Placida, vicesindaco di Sellia Marina, Giovanni Camastra, sindaco di Botricello, Bruno Colosimo, di Cropani, Ivan Ciacci, di Belcastro, Santino Bubbo, di Petronà, Roberto Talarico, del Comune di Catanzaro e del movimento “Catanzaro nel cuore”, Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio, la dirigente Tripodi, dell’Anas, e una delegazione di carabinieri accompagnata da Alberto Pigozzo, capitano della Compagnia di Sellia Marina.
Si è parlato, innanzitutto, di illuminazione. Statisticamente sono proprio i tracciati dove manca che contano più incidente e più vittime. Di spartitraffico. Di dossi. Di segnalatori della velocità. Di semafori. Di rotatorie. E di conurbazione fra i paesi per un intervento organico sulla sicurezza e sulla prevenzione.
I dirigenti dell’Anas hanno evidenziato le diverse competenze dei tracciati, se urbani, dipendenti dai Comuni, ma sono stati investiti della necessità di illuminare il percorso di quattro chilometri che da Simeri Crichi raggiunge il territorio di Sellia Marina completamente al buio. Fuori discussione i separatori e i dossi, perché, a loro, dire, non rispettano il codice della strada. Tuttavia, sono rimaste in piedi tutte le altre modalità di intervento. A cui se ne sono aggiunte delle altre. Come gli accorgimenti sonori o le illuminazioni di ultima generazione che non hanno bisogno dell’utilizzo dell’energia elettrica. “Non abbiamo i soldi per illuminare tutta la 106 di nostra competenza”, ha messo subito in chiaro Bruno Colosimo. Ma sulla questione è stato Roberto Talarico a dimostrare che se c’è la volontà di farle le cose i rimedi si trovano, nonostante la debolezza del “sistema politico” calabrese. “Ci sono dei bandi della Regione Calabria che finanziano quasi per intero progetti degli enti locali orientati all’illuminazione pubblica. Mi prendo il disturbo di farveli pervenire”, ha detto.
“Debolezza” della politica calabrese, come quella del “silenzio” dei parlamentari calabresi allorquando il Governo ha deciso di dirottare i soldi destinati al Sud per acquistare nuovi battelli per i cittadini di Como, una delle città più ricche d’Italia. Ma l’incontro non doveva tradursi in una sterile polemica politica, come era nelle intenzioni degli organizzatori. E così è stato. Paolo Abramo, anche lui familiare di una vittima - il fratello ha perso la vita una domenica mattina in bicicletta di cinque anni fa mentre percorreva la statale 106 - ha puntato l’attenzione sulla sicurezza e sull’educazione alla guida dei singoli conducenti. E ha evidenziato le difficoltà degli organi locali nell’affrontare una situazione di tale portata. Santino Bubbo, invece, ha informato i presenti della delibera consiliare di Petronà del 27 novembre 2009, inviata all’Anas e ai Comuni interessati, dell’idea progettuale proposta dal Consiglio dell’Ordine degli ingegneri di Crotone di un nuovo tracciato più a monte della statale 106, da Simeri Crichi a Crotone. Progetto in grande? Forse. Anche le rotatorie lo sono.
Se c’è la volontà amministrativa tutto è possibile. “Mai più morti innocenti sulla 106!”, hanno ribadito quelli del Comitato.
Si attende il tavolo tecnico per approntare i primi interventi urgenti. La prossima volta può capitare a te!”, questo lo slogan del “Comitato 106 Tommaso Monterossi”.

12 aprile 2010

17 morti negli ultimi 5 anni. Il Comitato 106 Tommaso Monterossi: "Mai più!"



Il tratto della statale 106 che va da Sellia Marina a Belcastro, venticinque chilometri in tutto, viaggia con tre morti all’anno. La media è al ribasso. Diciassette decessi solo negli ultimi cinque anni, dal 2005 al corrente 2010. Questi i dati ufficiali. Molti di più gli infortuni. Per fare il calcolo esatto basta moltiplicare per dieci il numero dei caduti. Statisticamente è così.
Caduti, come quelli che sono andati in guerra e non sono più tornati. Ventenni, trentenni, quarantenni, fino ai settantenni. La strada della morte falcia senza discriminazioni.
A volte è altalenante. In un anno, magari, non si verifica nessun incidente di una certa gravità. E sembra sia passata la sua triste nomea. Ma l’anno successivo recupera. Come nel 2009. Zero decessi (solo nel tratto in questione, ndb). Durante i primi tre mesi di quest’anno, invece, è già arrivata a sei. Come un mostro che gioca con l'al di là. Meglio stargli lontano.
Il Comitato “Tommaso Monterossi”, che prende il nome del giovane di 27 anni deceduto lo scorso 28 marzo, incontrerà i sindaci dei paesi che danno su questo tratto della 106 il prossimo 15 aprile al comune di Botricello alle ore 17. Giuseppe Amelio, di Sellia Marina, Bruno Colosimo, di Cropani, Giovanni Camastra, di Botricello, e Ivan Ciacci, di Belcastro. All’iniziativa prenderanno parte anche altri primi cittadini dell’entroterra. Fra questi ha dato la sua disponibilità Santino Bubbo, di Petronà. Quasi certamente interverranno anche una rappresentanza dell’Anas, la società proprietaria dell’arteria, una delegazione della Compagnia dei carabinieri di Sellia Marina e un’altra dei Vigili del Fuoco. La richiesta del comitato è una sola: SICUREZZA. Con alcune proposte.
Le autorità locali, che per costituzione rivestono un ruolo che li obbliga a perseguire l’interesse pubblico e l’incolumità dei propri concittadini, non potranno più tirarsi indietro. La macchinosa burocrazia, che separa le competenze dei sindaci e dell’Anas, e che per loro spesso è motivo di ostacolo dall’intervenire tempestivamente, non potrà più avere alibi. Questi i paletti che il comitato intende mettere in vista di un confronto positivo. Che, ci si augura, sappia passare dalle belle parole ai più efficienti fatti.

3 febbraio 2010

Angelo Muraca. Un sindaco di altri tempi




Angelo Muraca,
sindaco di Petronà
dal 1956 al 1978














“Cumpari Serafinu, ‘nu timbru pe’ piaciri!”. Angelo Muraca aveva tre nomi, ma tutti in paese lo chiamavano Serafino. Forse per via del suono confidenziale del nome, rispetto ad Antonio o ad Angelo. E poi mai usavano l’appellativo di sindaco quando si rivolgevano a lui. Per tutti era “Cumpari Serafinu”. Il timbro del Comune se lo portava sempre appresso. Sia per strada, che al bar dove andava per giocare a scopone. I suoi concittadini non si facevano scrupolo di abusare della sua disponibilità. Era lui che si prestava.
Sindaco, Angelo Muraca, lo era sempre. Non solo nel Palazzo comunale. Più di un sindaco. Un fratello maggiore. Un padre. Un amico. Un avvocato. Un’autorità.
Eletto primo cittadino di Petronà nel 1956. Lo è stato fino a pochi mesi prima che una brutta malattia lo portasse alla morte. Nel 1978. 22 anni di Amministrazione Muraca. Sotto il vessillo del Partito comunista. Non un comunismo ideologico e agnostico. Ma un comunismo semplice. Fatto di servizi e di affetto verso il suo popolo. Generoso con i poveri. Disponibile con i deboli. E autorevole con i forti.
Ha quasi sempre più che raddoppiato i voti della Dc. La vera democrazia cristiana la faceva lui. Anche il parroco, don Giorgio Pascuzzi, tifava per il sindaco comunista. Una volta la diceria arrivò nelle orecchie del Vescovo. Questi si lamentò con il prete. Proverbiale la sua replica: “La mano destra non sappia quello che fa la sinistra”.
A Muraca stava a cuore la sua gente. Quando c’era un litigio in una famiglia, tra marito e moglie, era lui che si preoccupava di andare a parlarci per convincerli che non era il caso di lasciarsi. Toglieva il lavoro anche agli avvocati. Così raccontano quelli che lo hanno conosciuto. Qualche volta, invece, capitava che ci rimetteva. Come quando intervenne fra due che se ne stavano dando di santa ragione. Si prese una coltellata sulla pancia. Non denunciò nessuno. Continuò a fare il sindaco. Questa era la sua vocazione. La ereditò dal padre, Vincenzo, anche lui podestà di Petronà negli anni della seconda guerra mondiale. Mentre il figlio combatteva in terra di Libia.
Fatto prigioniero per molti anni. Fece ritorno poi nel suo paese. E divenne segretario del Partito comunista. Anni di lotta furono, anche questi post bellici. In ballo c’era la terra. L’occupazione. Secondo la volontà della neonata Repubblica italiana. Sempre in prima linea sul Marchesato a difendere un diritto di tutti contro i baroni che se la tenevano stretta. Anni che lo premiarono nel 1956 alla carica di sindaco del suo paese. Aveva frequentato la scuola solo fino alla V elementare. Ma sapeva leggere e scrivere. Una competenza rara in quei tempi. Più che sufficiente per occupare la poltrona più alta del Comune. Dove la competenza più grande non è la cultura della laurea, ma quel senso di giustizia civile orientato all’interesse di tutta la comunità. Per questo non ha mai calcolato o fatto sondaggi sulla sua popolarità. Il polso della gente lo tastava con le sue stesse scelte amministrative. Lungimiranti.
La luce e l’acqua nelle case. L’asilo per i più piccoli. Le strade per tutti. Non hanno avuto bisogno di nessuna specializzazione. È bastato farlo. E farlo bene. Quando finanziò la strada per la Sila Piccola e Grande la ditta che si occupò dei lavori, la Maurelli di Castrovillari, lo ringraziò a modo suo. Gli dedicò una piazzetta in località “Scozzafava”. Lui era ancora in vita. Alla sua morte fu il suo stesso Comune che volle ricordarlo in modo solenne al centro del paese. Gli dedicarono la piazza principale: Angelo Muraca. Fatta restaurare recentemente dall’Amministrazione Bubbo.
Ma furono le scelte difficili, quelle a prima vista impopolari, che rimarranno per sempre nella storia di Petronà e di Muraca sindaco. Come l’ordinanza di non tenere gli animali all’interno del centro abitato. In media 3 mila maiali e diverse migliaia di galline. Il cuore pulsante dell’economia cittadina. Anche i suoi fedelissimi gli fecero obiezioni. “Perderemo le prossime elezioni”, gli dicevano. E lui, a muso duro, replicava: “Perderò le elezioni ma non tollero questo schifo non solo per Petronà ma anche per tutto il comprensorio!”. I fatti gli diedero ragione. Alle consultazioni successive rivinse ancora, prendendo sempre il doppio dei consensi rispetto agli altri.
La Dc, votata da fascisti, borghesi e bigotti, non riuscì mai a superarlo. I veri fascisti, i veri borghesi e i veri laici alle comunali votavano sempre per lui. Perché sapevano che era un sindaco giusto. Mentre solo alle politiche rimanevano fedeli agli ideali di De Gaspari e di Andreotti. A Petronà, invece, c'era Muraca. Non un Partito. Solo un sindaco. Un sindaco per tutti.

Angelo, Antonio, Serafino Muraca. Nato il 23 novembre 1913. Morto l’8 febbraio 1978


Piazza Angelo Muraca