Nicola Gratteri, Giovanna Rizzo ed Emilio Grimaldi ieri sera a Ruggero, Sellia Marina
“Noi abbiamo una cosa che altri paesi non hanno, oppure che hanno
di meno: il gusto del bello. Dobbiamo cercare
di coltivare questa passione. Solo così possiamo emanciparci dalla
sottomissione.” Lo ha detto Nicola
Gratteri, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Reggio Calabria e uno
dei magistrati più esperti e più impegnati a livello mondiale nella lotta alla
criminalità organizzata, a Ruggero, frazione di Sellia Marina, nel catanzarese.
La bellezza che affonda le sue radici nella natura, nell’arte, nella cura della
persona, nella cucina. La bellezza che può salvare l’Italia. Il pensiero vola
all’enigma dell’Idiota di Dostoevskij. Mentre lo scenario è una comunità internazionale sottomessa alla coca. Al risultato di
un procedimento di lavorazione della polvere bianca che semina morte e
distruzione. Ma anche soldi. Tanti soldi. Troppi. Quelli che la ‘ndrangheta negli
ultimi decenni spilla dai cadaveri che si trascina dalla Colombia, dal Perù,
dalla Bolivia e dall’Argentina al resto del mondo. E il mondo sta a guardare. “Mi
rivolgo all’Onu. Dovrebbero scendere dal 30° piano del palazzo di New York e
andare vedere con i propri occhi la situazione. Mi sembra un’Organizzazione di
marionette.”