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10 giugno 2015

Cerva saluta il suo Augusto

L'ultimo saluto ad Augusto Canino

di Enzo Bubbo*

L’orologio non ha ancora scavalcato le ore sedici di Martedì 9 Giugno 2015: un giorno come tanti finché un particolare, un dettaglio, una sensazione non raccontano che è un giorno diverso dagli altri. Segni premonitori inequivocabili di una storia triste si susseguono uno dopo l’altro: un fiume di gente, necrologi  con belle parole, un silenzio assordante, un feretro portato a spalla dagli amici. C’è un lutto. Saracinesche serrate, macchine parcheggiate: un paese si ferma e riflette. 

16 febbraio 2015

La Shoah dell’Arte


di Silvio Vigliaturo

La mostra fa parte del progetto La Shoah dell’arte, organizzato dall’associazione ECAD – impegnata da anni in attività di ricerca, sperimentazione, approfondimento e divulgazione della Memoria – e patrocinato e promosso dal MIBACT. Il MACA ha aderito all’invito rivoltogli, così come hanno fatto numerose altre istituzioni museali pubbliche e private, a livello nazionale, dando vita a un progetto museologico e teatrale diffuso, fondato su di una serie di mostre, conferenze e spettacoli a tema, correlate e interdipendenti.

21 settembre 2014

Pancrazio Mangone: "Solo iene e sciacalli" contro l'Associazione

Riceviamo e pubblichiamo separatamente dal post incriminato, come richiesto dall'interessato, la sua replica al nostro: A Zagarise i sordifannu venire a vista alli cecati

di Pancrazio Mangone*
    Caro Emilio,
Ho letto con molto rammarico quanto  scritto sul tuo blog a proposito della giornata di prevenzione gratuita della vista. Se solo avessi approfondito la questione avresti evitato di scrivere inesattezze se non addirittura  affermazioni che sono, tecnicamente, autentiche falsità.

15 agosto 2014

Sellia Marina? Un mondo di stelle e rifiuti, lettera aperta al sindaco

Riconoscibili al centro: 
l'assessore Davide Domenico Fulginiti, il sindaco Francesco Mauro 
e il vicesindaco Giuseppe Falbo

di Giovanna Rizzo*

     Illustrissimi Sindaco di Sellia Marina e Assessore al Turismo e alla Tutela del territorio, l'altra notte qui a Ruggero per due orette circa siamo stati con il naso all'insù ad ammirare la volta celeste, chiara e limpida. L’esperienza astronomica, ahimé, ha acuito  la nostra capacità di osservazione che, come sosteneva il saggio Aristotele, permette di sapere di più, tanto che il nostro paesaggio ci è apparso ancora più degradato di quanto potessimo immaginare. 

17 marzo 2014

Realismo e Idealismo nel MACA

La città in ginocchio. Dipinto di Silvio Vigliaturo

di Silvio Vigliaturo

Per una serie di affermazioni e commenti che riguardano il MACA, per rispetto alle persone a cui sta a cuore, favorevoli o contrarie, mi sento in dovere di fare chiarezza. Prendo spunto per questa mia risposta dall’articolo Acri. Un comune in pericolo e un museo della discordia, a firma di Angelo Gaccione e, per una questione di forma, mi rivolgerò direttamente allo stesso autore. Sia chiaro che lo prendo solo a esempio, e non me ne voglia. La mia risposta vale anche per le critiche precedenti apparse su Acri in rete nelle ultime settimane.

12 febbraio 2014

Tenuta s'inginocchia alla Capalbo

La città in ginocchio di Silvio Vigliaturo (7 febbraio 2014)

di Silvio Vigliaturo

Anno 2004
Sono ad Acri per un matrimonio e mi trovo seduto in un grande tavolo rotondo dove si trova anche l’allora Sindaco di Acri il dr. Nicola Tenuta. Nel chiacchierare si parla anche del Palazzo Sanseverino Falcone. Il Sindaco dice che erano stati fatti dei tentativi per renderlo vivo come il museo delle contadinerie;  un tentativo fallito, per portare il ramo di Agraria dell’Università di Cosenza  e altre cose senza successo, oltre alla Sala Consigliare con attiguo il salone per congressi e manifestazioni varie. Il dr.Tenuta mi rivolge la domanda: ”Lei, cosa ne farebbe del Palazzo?”  Rispondo, dopo una breve pausa riflessiva… UN MUSEO! Brevemente, si parla di come e di cosa. 

1 febbraio 2013

Soppressione del Day hospital. Appello al sindaco Abramo

Sergio Abramo
di Anna e Cesira Briatico

      Carissimo Sindaco,
innanzitutto auguri per la Sua riconferma,poi vorremmo segnalarLe un problema tutto catanzarese e cioè i tagli che sono stati fatti dal Governo Regionale sui Day Hospital. Siamo due sorelle con patologie croniche e da 5 anni siamo seguite, a dire poco egregiamente, in day hospital al reparto di Gastroenterologia del Pugliese, da pochi giorni abbiamo saputo che nel nostro Ospedale non si fanno più i Day Hospital. 

5 agosto 2011

Vietato denunciare la SoRiCal. Lettera aperta a Napolitano


Il Palazzo della SoRiCal

Al Presidente della Repubblica Italiana
On.le Dott. Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 ROMA

p.c. Al Consiglio Superiore della Magistratura
Palazzo dei Marescialli
Piazza dell’Indipendenza, 6
00185 ROMA

p.c. Al Ministro della Giustizia Italiana
via Arenula, 70
00186 Roma

p.c. Al Presidente della Cassazione
Palazzo di Giustizia
Piazza Cavour
00193 Roma

Ill.mo Sig. Presidente,
la Costituzione della Repubblica Italiana Le riconosce, non solo le funzioni di Capo dello Stato, ma anche quelle di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Mi rivolgo, quindi, a Lei in quanto massimo rappresentante istituzionale del nostro Paese, dopo aver atteso inutilmente che la giustizia Italiana mi facesse sentire orgoglioso di essere parte di questo Stato.
Le scrivo in qualità di imprenditore, titolare di una piccola azienda, ma soprattutto da cittadino Italiano. La mia società, nata dal nulla, con tanti sacrifici e rinunce, in poco più di 10 anni dava lavoro a 15 dipendenti e permetteva alla mia famiglia una vita modesta ma gratificante. Delta Sistemi snc, questo era il nome della mia società, operava principalmente con l’ex settore 19 Opere Idropotabili della Regione Calabria, poi trasformato in Società per azioni (So.Ri.Cal s.p.a.) a prevalente partecipazione statale, e si occupava di realizzare automatismi per gli impianti di potabilizzazione del suddetto Ente. All’atto del passaggio delle consegne dalla Regione Calabria alla So.Ri.Cal. s.p.a., la mia azienda, tramite regolare contratto-ordinativo di fornitura, prestava servizi di manutenzione presso uno degli impianti di proprietà della Regione Calabria ed ha continuato a farlo anche dopo il subentro della suddetta. Per due anni, dal 2004 al 2006, abbiamo continuato a svolgere il nostro dovere nonostante i pagamenti delle nostre fatture fossero inspiegabilmente cessati. Le fatture, inviate tramite raccomandata A/R, venivano ricevute ma non regolarizzate ed a tutte le nostre richieste verbali, puntualmente, venivamo indirizzati quando ai dirigenti della Regione Calabria e quando ai responsabili della So.Ri.Cal, senza riuscire a capire chi dovesse far fronte al servizio da noi reso. Dal momento in cui abbiamo iniziato a scrivere ad entrambi, è iniziata una fitta e copiosa corrispondenza tra la Delta Sistemi e la società per azioni, inviata per conoscenza anche ai vertici della Regione Calabria, convinti di riuscire a risolvere l’annoso problema che stava creando notevoli difficoltà economiche alla mia società. Il dialogo si è protratto fino a quando abbiamo ricevuto delle minacce (velate e non) da parte dei dirigenti della So.Ri.Cal, i quali ci intimavano di rinunciare al credito maturato in virtù della continuazione dei rapporti tra le aziende. Nello specifico, ad esempio, ci chiesero di accettare € 5.600,00 a fronte dei maturati € 350.000,00 al fine di riportare la questione entro i consueti rapporti di fiducia e fattiva collaborazione che avevano (fin allora) contraddistinto i rapporti tra le due aziende. Nel frattempo, tutte le fatture emesse e per le quali avevamo chiesto anticipazioni bancarie, ritornavano indietro non pagate creando ulteriori problemi con gli istituti di credito. Esasperati ed oramai ridotti a non avere disponibilità economiche sufficienti a sostenere la struttura, in data 17/07/2007, siamo stati costretti a presentare un esposto querela presso la Procura di Catanzaro allegando, altresì, documentazione comprovante quanto asserito e comunicando la disponibilità di ulteriori registrazioni ambientali. Presso la sede della Polizia Giudiziaria di Catanzaro, all’atto del deposito della Querela, mi fu comunicato che essendo a ridosso delle ferie estive, forse, avrei fatto meglio a depositare gli atti presso la Procura di Vibo Valentia, la quale, per competenza, l’avrebbe successivamente reindirizzata alla Procura di Catanzaro. Il giorno successivo, dopo un breve dialogo con il Procuratore Capo, avendo anche ricevuto i complimenti per la chiarezza e l’accuratezza con la quale era stato impostata la querela, sono riuscito – finalmente – a depositare l’atto, preso in carico dal corpo dei Carabinieri presente in tale giorno. Un evento che, all’epoca, mi colpì molto fu che l’allora Procuratore Dott. Laudonio, prima di salutarmi mi fece gli auguri. Uscii abbastanza perplesso dalla Sua stanza in quanto mi sarei aspettato parole di conforto e di rassicurazione, piuttosto che un generico augurio come se stessi partecipando ad un concorso a premi. Inizialmente non compresi, oggi, alla luce dei fatti, si!
Dopo alcuni mesi, ho iniziato a recarmi personalmente a Catanzaro per avere notizie in merito al trasferimento della denuncia tra le due sedi scoprendo - ogni volta – che nulla era pervenuto all’ufficio ricezione atti del capoluogo. Trascorsi sette mesi dal deposito, tramite richiesta del mio avvocato, vengo messo a conoscenza del fatto che la mia querela era stata acquisita presso la Procura di Vibo Valentia e la pratica era stata istruita contro ignoti per reati avvenuti in Vibo Valentia. Dopo un’attesa di circa tre ore, riesco a parlare con il sostituto Procuratore, Dott. Fabrizio Garofalo, scoprendo che lo stesso aveva solo sommariamente visionato la documentazione, senza rendersi conto che i reati da me citati erano avvenuti nel distretto di Catanzaro. Chiariti alcuni punti, il Dott. Garofalo mi garantì che il giorno successivo avrebbe trasferito la documentazione a Catanzaro modificando i capi d’accusa e così avvenne.
La documentazione rimase ferma presso l’ufficio ricezione atti di Catanzaro per oltre un anno con la motivazione di non sapere a quale Magistrato indirizzarla. Durate questo periodo, leggendo di indagini condotte dal Dott. De Magistris nelle quali erano implicati alcuni dei soggetti da me denunciati, provai ad incontrare l’ex Magistrato senza mai riuscire a parlarci per oltre un anno. Tutte le mie telefonate venivano sempre liquidate da persone che comunicavano l’assenza del Magistrato e la possibilità di essere richiamato nel caso in cui lo stesso fosse stato interessato ad ascoltarmi. Provai anche a depositare un plico contenente documentazione varia presso lo stesso ufficio ricezione atti della Procura di Catanzaro, chiedendo fosse consegnato – personalmente – al Dott. De Magistris.
A distanza di un anno circa, un sabato mattina, provai a chiamare nuovamente al numero telefonico dell’ufficio del Dott. De Magistris, convinto di essere liquidato come al solito o di non trovare nessuno all’altro capo della linea. Con mio stupore, a differenza delle altre volte, rispose una voce maschile che mi disse – comunque che avrebbe riferito al Magistrato e mi chiese un recapito. Trascorsi 10 minuti circa, fui contattato dalla stessa persona che mi chiese di recarmi il lunedì successivo a Catanzaro per incontrare il Dott. De Magistris. Così feci e dopo un breve dialogo, scoprii che nessuno dei miei messaggi era mai stato recapitato all’ex Magistrato, compreso il plico lasciato presso l’ufficio ricezione atti.
In quell’occasione, il P.M. mi disse che era in attesa della decisione sul suo trasferimento e che se fosse rimasto presso la Procura di Catanzaro sicuramente si sarebbe fatto risentire e che, comunque, avrebbe fatto indagini per capire come mai nulla era giunto sulla sua scrivania. Purtroppo, a distanza di qualche settimana fu trasferito e non ebbi più notizie.
Circa un anno e mezzo addietro, dopo aver dato mandato ad un nuovo legale del Foro di Catanzaro, sono stato messo a conoscenza dell’avvenuta assegnazione della mia denuncia al Pubblico Ministero, Dott. Curcio, il quale, sino a qualche giorno fa non aveva ancora avuto modo di consultare il fascicolo.
Per quanto concerne il Plico indirizzato al Dott. De Magistris, comunico di averlo visto ricomparire nel corso del 2009-2010, mostratomi presso la stazione dei Carabinieri di Vibo Valentia, dopo essere stato invitato per essere ascoltato come persona informata e per essere il firmatario della lettera allegata al plico, senza però essere messo a conoscenza di cosa fosse accaduto alla mia documentazione nel corso degli ultimi anni.
Anche dal punto di vista civile non ho avuto molta “fortuna” visto che il decreto ingiuntivo presentato presso il tribunale di Catanzaro, inizialmente accolto, è stato successivamente annullato a seguito dell’opposizione dell’Avvocatura della Regione Calabria. In effetti, dopo oltre due anni di udienze e rinvii, giunti in fase decisionale, il giudice adito Dott. Federico Sergi, ha eccepito la sua incompetenza trattandosi di un contratto stipulato con la Regione Calabria, avente facoltà di auto rinnovo.
Durante il corso del procedimento, avendo recuperato la copia di una delibera di giunta, con la quale la Regione Calabria certificava alcuni dei debiti nei confronti della Delta Sistemi, il mio legale ha chiesto la provvisoria esecuzione in merito alle sole somme riconosciute, le quali mi avrebbero permesso di ridurre l’esposizione finanziaria in essere. La richiesta fu negata, e la motivazione fu che la procedura era di semplice risoluzione e che da li a breve si sarebbe risolta. Tali somme, ammontanti a circa € 100.000,00 provenivano da forniture di beni e servizi, erogati nel corso degli anni 2003-2004 ed erano completamente perfezionati al punto di essere stati pienamente riconosciuti come debito verso la mia Azienda.
Mentre da una parte (la mia) il Dott. Sergi si è dichiarato incompetente, dall’altra (la loro) ha accolto l’opposizione della Regione Calabria ed ha comunicato di rivolgerci al TAR per la risoluzione del contenzioso. L’aver accolto l’opposizione, ha comportato che (a dire dei dirigenti della Regione Calabria) la comunicazione inviata dalla propria Avvocatura riportante la mera vittoria giudiziaria da diritto alla Regione di non pagare nemmeno i debiti riconosciuti come validi e, nonostante l’essere consci che prima o poi dovranno essere sanati, tale conclusione gli permette di rinviare ulteriormente il pagamento. A nulla è servito nemmeno l’aver rinunciato in forma scritta agli interessi legali maturati dal 2003 al 2011.
In conclusione, la notizia giuntami in via ufficiosa in data odierna, riportava che il mio fascicolo sia nuovamente scomparso, forse smarrito ed a questo punto inizio a non credere più nelle coincidenze.
Sicuramente in Italia vi sono problemi ben più grandi di quelli esposti ma, oramai, inizio a perdere fiducia nelle Istituzioni e la richiesta di aiuto che mi permetto di chiedere alle istituzioni è dettata esclusivamente dal fatto che nessuno al mondo potrà ridarmi gli anni che sto perdendo. Se a breve non si risolverà qualcosa, ad esempio, mi vedrò costretto a vendere l’unica casa che sono riuscito ad acquistare e per la quale, al momento, ho grosse difficoltà nel pagare gli ultimi anni del mutuo stipulato. Oltretutto, gli istituti bancari con i quali avevo esposizioni, non hanno più intenzione di attendere ed un mio mancato rientro, comunque comporterebbe la perdita dell’immobile, a suo tempo ipotecato come garanzia.
Inutile dire che dopo aver denunciato i dirigenti della So.Ri.Cal. s.p.a. ed il direttore di una banca locale per aver fatto “sparire” un titolo rilasciatomi da un mio cliente per oltre due anni ed avermi chiesto una dichiarazione mendace (dopo aver presentato un esposto alla locale stazione dell’intendenza di finanza) al fine di evitare “problemi”, mi è stata chiusa qualsiasi porta e, per poter continuare a svolgere il mio lavoro, sarò costretto a spostarmi dal Sud Italia.

VIBO VALENTIA, li 05/08/2011
In fede
Geom. Maurizio Remo Reale

5 novembre 2010

Bisignano, ossia come far affogare un Comune nei debiti... dell'acqua

Da story
de COORDINAMENTO CALABRESE ACQUA PUBBLICA “BRUNO ARCURI”

Il socio privato della società So.Ri.Cal. S.p.A. è la multinazionale francese Veolia, inopinatamente allontanata dalla gestione degli acquedotti parigini, nella sua terra di Francia.
E così la Calabria resta la terra di accoglienza degli “esuli” francesi e, si sa, per gli esuli la vita è sempre dura, ma i calabresi sono gente di cuore. Gli “esuli” francesi gestiscono i nostri acquedotti, ovviamente la parte buona, realizzando profitti ed utili ma soltanto perché sono “esuli”. La Regione Calabria, socio di maggioranza assoluta nella società mista So.Ri.Cal. S.p.A., contribuisce con anticipazioni milionarie ad alleviare la condizione di “esuli”. Ovviamente, uno può immaginare, la So.Ri.Cal. S.p.A. ricambierà l’accoglienza e l’ospitalità verso i calabresi, se non altro perché vive una condizione, quella dell’esilio dalla terra madre, che per i Calabresi, purtroppo, ha rappresentato e rappresenta la quotidianità.
Invece non è così, ma non per cattiva volontà, soltanto perché lo status di “esuli” comporta una continua ricerca di sicurezza anche in proiezione futura.
L’esempio di quanto accaduto nel Comune di Bisignano è, in tal senso, illuminante.
Questo Comune in provincia di Cosenza era divenuto debitore della società So.Ri.Cal. S.p.A., per la fornitura dell’acqua potabile della somma di euro 443.242,17 per il periodo 2005 – 2008. Somma che non riusciva a pagare per evidenti difficoltà di natura finanziaria, nonostante i cittadini abbiano provveduto al pagamento dei propri consumi idrici.
Si sa che i calabresi sono fra i cittadini più poveri dell’intera comunità europea ed i Comuni, soprattutto nell’enorme crisi che ci accompagna, hanno risorse molto esigue.
Lo status di “esuli”, evidentemente, induce però la So.Ri.Cal. S.p.A. a richiedere al Comune non solo il pagamento di quella somma ma anche euro 50.682,69 per interessi moratori.
Ovviamente il Comune di Bisignano non ha i soldi per pagare e così, in data 16.03.2009, chiede alla So.Ri.Cal. S.p.A. di poter estinguere il debito con un piano di rientro di 20 rate mensili a decorrere dal maggio 2009; chiede pure alla società di rinunciare alla pretesa degli interessi moratori e rivalutazione monetaria.
Gli “esuli” francesi in Calabria si dicono disponibili a concedere una dilazione nel pagamento a condizione, però, di sottoscrivere una nuova “Convenzione di Utenza”.
In data 27.04.2009 viene approvata e sottoscritta la nuova Convenzione che stabilisce il piano di rientro del debito pregresso di euro 443.242,17 da estinguersi in 20 rate mensili da euro 22.162,10 ciascuna; la decorrenza della prima rata è però spostata al maggio 2008.
Il Comune di Bisignano riesce a far fronte ai pagamenti, con ogni sforzo riferito ad una grave situazione di cassa, fino al 31.12.2008 non riuscendo, però, a garantire il pagamento degli importi alla società So.Ri.Cal. S.p.A. per tutto l’anno 2009. E adesso cosa succederà? Cosa faranno gli “esuli” francesi in Calabria?
Anzitutto, tanto per cominciare, la So.Ri.Cal. S.p.A. mette in mora il Comune di Bisignano richiedendo, tra l’altro, il pagamento dell’intero importo dovuto a tutto il 3° trimestre 2009, pari ad euro 504.955,69, in unica soluzione ed entro 15 giorni a datare dalla richiesta.
Il Comune di Bisignano, che ovviamente non ha quei soldi, fa probabilmente leva sullo status di “esuli” della società, pensando che il destino che accomuna i bisognosi in fondo è lo stesso.
Per questo, chiede alla società So.Ri.Cal. S.p.A. l’adozione di un nuovo piano di rientro dell’intero debito di euro 504.955,69 , proponendosi di estinguerlo in 15 rate mensili di euro 33.663,74 a decorrere da marzo 2010.
La risposta degli “esuli” francesi non tarda a venire e, forse a causa del proprio status, è sempre accompagnata dalla richiesta di una ulteriore “Convenzione di Utenza”.
La nuova Convenzione prevede l’estinzione del debito, che nel frattempo ha raggiunto la cifra di euro 514.551,67 , con una dilazione di 60 rate mensili di euro 8.575,86 cadauna con decorrenza da maggio del 2010 fino ad aprile del 2015.
Non si era sbagliato il Comune riguardo il destino che accomuna i bisognosi; sono stati generosi gli “esuli” francesi in Calabria… o forse no? Infatti nella Convenzione non è prevista solo la dilazione, ma pure il pagamento “in conto corrispettivi della fornitura corrente” di una cifra pari ad euro 1.441.020,00 da effettuarsi con 60 rate mensili di euro 24.017,00 ogni 10 del mese a decorrere da maggio 2010 e sino ad aprile 2015.
Ma non basta! La nuova Convenzione obbliga il Comune di Bisignano, in considerazione di tale piano di rientro, a pagare gli interessi legali, comunque ancora da definirsi, sulla parte del debito pregresso che risultava insoddisfatto dopo le prime 48 rate e nell’ammontare pari ad euro 102.910,33, a partire dalla 49a rata scadente il 10 maggio 2014 e sino all’estinzione del piano di rientro medesimo.
Condizioni quasi capestro per il Comune, evidentemente con le spalle al muro, ma giudicate dagli amministratori vantaggiose e, addirittura, meritevoli di essere accolte! Sicuramente gli amministratori che verranno e che si troveranno questa cambiale nei conti comunali, capiranno bene il vantaggio dell’operazione e, in ogni caso, avranno ben presente lo status di necessità degli “esuli” francesi in Calabria.
Va precisato inoltre, che i cittadini bisignanesi attendono in risposta alle firme raccolte a favore della petizione promossa dal “Forum dei Movimenti per l’Acqua” e per come deliberato dal Consiglio comunale tenutosi il 17 maggio scorso, la modifica dello Statuto comunale che dichiari l’acqua un diritto universale privo di rilevanza economica.
L’ironia, a questo punto, lascia lo spazio a considerazioni serie ed approfondite che vanno fatte.
Ci chiediamo infatti quante “nuove Convenzioni” la So.Ri.Cal. S.p.A. abbia “sottoscritto” con i Comuni calabresi e se ci sia stato, su queste, un controllo della Regione Calabria nella veste di socio di maggioranza.
La Regione Calabria non può infatti far finta di niente, lasciare che i Comuni vengano messi con le spalle al muro; perché non prevedere soltanto un piano di rientro del debito ed invece obbligare il Comune al pagamento di interessi “ancora da definirsi” oltreché rate mensili in “conto corrispettivi della fornitura corrente”.
Se, per ipotesi, il Comune di Bisignano, non dovesse far fronte a questa nuova “Convenzione” cosa succederà? Magari, per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile ai propri Cittadini, sarà costretto a sottoscrivere un’altra Convenzione, e di quale importo, di quante rate, di quanti interessi e fino a quale anno?
A questo punto la Regione Calabria, che si vede rappresentata in Sorical dal presidente Sergio Abramo, deve dare ai Comuni una risposta chiara su tante questioni, a cominciare da quella delle tariffe applicate in Calabria che, a parere del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, sono state calcolate in modo illegittimo e quindi verificare il reale stato di indebitamento dei Comuni.
Deve far sapere chi ha garantito il mutuo di ben 240 milioni di euro con la Depfa Bank o far chiarezza sulla questione dei crediti pregressi alla riscossione dei quali, nell’ambito dell’accordo integrativo, la società mista aveva ufficialmente rinunciato avendo una vantaggiosa contropartita, prima tra tutte, lo “sblocco” delle tariffe idriche. Successivamente la Regione Calabria ha dato incarico alla Sorical SpA di recuperare i crediti pregressi a condizioni che non sono note ma che, crediamo, essere superiori al 2% della somma recuperata stabilita nella Convenzione Regione-Sorical del 13 giugno 2003.
Quanto accade in Calabria, e quanto accaduto nel Comune di Bisignano e probabilmente in tantissimi altri Comuni, non fa che riaffermare la necessità di togliere l’Acqua dal mercato e ripubblicizzare il servizio idrico integrato con una gestione democratica e partecipativa, perché si scrive Acqua ma si legge democrazia.

7 ottobre 2010

Le Mani sul Vento


“Se tutte le richieste pendenti fossero accolte nei prossimi anni in Calabria potrebbero sorgere 4mila nuove torri eoliche”. A dirlo è l’Ingegner Ilario De Marco, Dirigente del Settore energie e fonti alternative del Dipartimento Attività produttive della Regione Calabria, intervistato da Angelo Saso nell’ambito dell’inchiesta “Le Mani sul Vento” che andrà in onda stasera alle ore 20.30 su Rainews. Nel 2006 gli aerogeneratori in funzione in tutta la Calabria erano appena sette.
Alla fine del 2009 le torri eoliche sono diventate 254, e ora sono probabilmente più di 300. La Calabria è al quinto posto in Italia per produzione di energia eolica ma nessun’altra regione cresce a questa velocità: nel solo 2009 la potenza installata è più che raddoppiata, attestandosi sui 400 Megawatt. Altri 1300 Megawatt sono già stati autorizzati: vuol dire che qualcosa come 650 torri eoliche da 2megawatt ciascuna possono essere innalzate senza altre formalità e molte sono già in costruzione.
Dalla fine di aprile del 2008 l’ingegner De Marco è il responsabile del rilascio della “autorizzazione unica” per la costruzione e l’esercizio di nuovi parchi eolici. “Negli ultimi due anni ho ricevuto 220 domande, per un totale di quasi 8mila Megawatt”, dice De Marco.
A quante torri eoliche corrispondono? “Se noi ipotizziamo circa 8mila Megawatt, ipotizzando una potenza specifica dell’aerogeneratore di 2 Megawatt, dovremmo realizzare 4mila aerogeneratori Dal momento che prevalentemente il vento sta nella Province di Crotone e di Catanzaro, significa che mediamente dovremmo avere 2mila aerogeneratori nella Provincia di Catanzaro e 2mila nella Provincia di Crotone”.
Un dato enorme, se si considera che gli impianti attualmente in funzione non sono più di 300 e già hanno un impatto ambientale significativo. “Per me è allucinante tutta questa richiesta”, commenta De Marco. “Ma se le tariffe sono incentivanti, è evidente che la gente viene qui a costruire”.

11 settembre 2010

La Calabria senza il Nord? Prima nel mondo. Un giovane economista replica a Brunetta

Da story

di VINCENZO NIUTTI

Onorevole ministro Brunetta,

a seguito delle affermazioni sconvolgenti da Lei sottoscritte sul “Giornale” ci terrei a ricordarLe che un economista, che è nulla più che un economista, diventa un pericolo per il suo prossimo quando i dati economici vengono letti a proprio piacimento diffondendo nella società una mistificazione assurda e senza fondamento. Mi consenta di smentire, prescindendo da studi, quanto da Lei affermato. La Calabria rappresenta un grande e grosso malato che tal fa comodo alle tasche di imprenditori e professionisti certamente non del Sud. Se per un attimo Lei accede ai dati della Camera di Commercio noterà sicuramente che le Società che usufruiscono di fondi Comunitari e Nazionali hanno una compagine societaria quasi sempre riconducibile al Nord (Lombardia in gran parte). Gli assassini storici della nostra economia risiedono proprio al Nord.

Nel 1861 in Italia non vi era alcun divario, da qualche anno ciò può affermarsi anche statisticamente. Secondo una recente ricostruzione, basata su un lavoro certosino di integrazione di fonti statistiche diverse (fino agli anni ‘40 non esisteva la moderna contabilità nazionale), non è affatto vero che al momento dell’unità il Sud fosse economicamente più arretrato del Nord. Il divario, invece, sarebbe interamente un portato della storia unitaria, qualcosa che non esisteva nel 1861 e si sarebbe prodotto dopo. Secondo la ricostruzione, il periodo nero della storia del Sud è quello che va dal 1880 al 1951, mentre il periodo che va dall’inizio degli anni ‘50 ai primi anni ‘70 sarebbe il periodo migliore della storia post-unitaria del Mezzogiorno. Tracciamo una traiettoria completa? Dal 1861 ad oggi? Ebbene, il risultato non è dei più allegri. La tendenza di lungo periodo parrebbe, inequivocabilmente, al declino relativo del Mezzogiorno, con due soli periodi di respiro: il ventennio dal 1951 al 1971 e il decennio 1995-2005. Su 150 anni di storia unitaria, quasi 120 sarebbero di arretramento. Un bello shock no?

Povertà al Sud e ricchezza al Nord? Disuguaglianza?

I Paesi dell’America Latina con maggior attenzione al Brasile, assieme all’Italia negli anni sessanta godevano di livelli di reddito simili. Dal 1960 ad oggi, nonostante l’identico punto di partenza, il Brasile è finito nella più completa povertà mentre l’Italia è cresciuta economicamente. L’unica variabile economica che è riuscita a spiegare l’accaduto è la “disuguaglianza” che, mentre in Brasile è cresciuta negli anni alla velocità della luce (+13%), in Italia si è ridotta nel tempo (- 9%) liberando la crescita economica.

La disuguaglianza in Brasile è figlia della variabile “qualità istituzionale” che viaggia su livelli bassissimi per l’elevata incidenza della corruzione. Le differenze nel tempo tra Brasile ed Italia rappresentano le medesime differenze generatosi internamente all’Italia tra Nord e Sud. Questa “disuguaglianza”, figlia di una bassa qualità istituzionale più accentuata al Sud, ha generato nel tempo questo vile assassinio dell’economia calabrese che Le ricordo esser stata ricca quanto quella del Nord al tempo dell’Unità d’Italia.

Onorevole ministro, analizzi in quali società ed imprenditori sono finiti i 4 miliardi di euro di fondi europei spesi negli ultimi anni nella sola Calabria. Analizzi bene passando per le società fiduciarie, poi mi dica in quali tasche siano finiti se nel Nord o in Calabria, e lo riferisca in Parlamento. Io ho tratto le mie conclusioni: essendo finiti al Nord è chiaro che, continuare a mantenere la Calabria malata sia una situazione di comodo per molti imprenditori e professionisti del Nord. Un malato di comodo insomma, uno dei pochi casi in cui chi assiste il malato è felice di vederlo tale.


P.S. (J. Hicks, 1941, p.6)

Un uomo che è matematico e nulla più che matematico potrà condurre una vita di stenti, ma non reca danno ad alcuno. Un economista che è nulla più che un economista è un pericolo per il suo prossimo. L'economia non è una cosa in sé; è lo studio di un aspetto della vita dell'uomo in società... L'economista di domani (e talvolta dei giorni nostri) sarà certamente a conoscenza di ciò su cui fondare i suoi consigli economici; ma se, a causa di una crescente specializzazione, il suo sapere economico resta divorziato da ogni retroterra di filosofia sociale, egli rischia veramente di diventare un venditore di fumo, dotato di ingegnosi stratagemmi per uscire dalle varie difficoltà ma incapace di tenere il contatto con quelle virtù fondamentali su cui si fonda una società sana. La moderna scienza economica va soggetta ad un rischio reale di Machiavellismo: la trattazione dei problemi sociali come mere questioni tecniche e non come un aspetto della generale ricerca della Buona Vita".

3 settembre 2010

L'associazionismo come "officina" del bene comune

Alcuni componenti dell'associazione: "Officina delle idee" Da story

de l'associazione: OFFICINA DELLE IDEE

IL BENE COMUNE, QUESTO SCONOSCIUTO. Il bene comune è un concetto ma anche un agire, positivo e attivo, che coinvolge la responsabilità di tutti e dal quale nessuno può chiamarsi fuori. Ogni scelta volta al bene comune è importante, non solo per la sua efficacia concreta ma anche per il suo ruolo educativo. Il maggior impedimento nell’affrontare in modo ampio ed aperto questo tema è riconoscere l'importanza e l’esistenza di un bene che possiamo considerare “comune”. Affermare che il bene comune è responsabilità di ciascuno significa considerarlo un dovere ma anche un diritto, significa dare il proprio contributo per il bene della società mettendo a disposizione di tutti il frutto delle proprie esperienze, valori ed ideali nella triplice dimensione: immaginare, condividere ed agire. Anziché nutrire l’astio e l’invidia che da sempre ostacolano crescita e sviluppo, sarebbe il momento di dialogare per costruire insieme il nostro bene comune: il futuro di Sellia Marina. Appare infatti, oggi più che mai, necessario riscoprire il senso di appartenenza al nostro paese, al quale nessuno di noi può dirsi estraneo. Il presente e il futuro di ciascuno sono inscindibili da quello della comunità cui appartiene. Ci anima un sogno: quello di una Sellia Marina che, riscoprendo sempre più la propria identità e le proprie radici ed in sinergia con le altre comunità del territorio, esprima il meglio delle sue potenzialità, della sua vivacità e del suo estro. Ma siamo consapevoli che questo sogno potrà realizzarsi solo con la collaborazione di tutti. Nessuno può essere così illuso da ritenere di possedere nelle sue sole mani la ricetta per il futuro. E’ in fondo questa la chiave del successo per generare una ventata di aria nuova, che spazzi via definitivamente vecchie ruggini e antichi rancori che spesso hanno fatto passare in secondo piano i problemi e le speranze disattese dei cittadini selliesi. Se desideriamo veramente lo sviluppo di Sellia Marina, si tratta di costruire insieme il futuro che vogliamo e non può esistere nessuna logica di contesa. Soprattutto l’antagonismo dovrebbe generare voglia di fare meglio e non già distruzione e annientamento dell’operato altrui. Scriviamo questa nota per condividere alcuni pensieri e fare chiarezza su alcune voci astiose, false e controproducenti, nate all’unico scopo di creare dissapori e acredini. Ci siamo chieste: a cosa mira una polemica basata su falsità? Di certo non alla crescita collettiva! La polemica fine a se stessa, sterile e distruttiva, crea una situazione di statico immobilismo generando piattume e grigiore. Assecondando l’apatia smorza gli entusiasmi, uccide la voglia di fare, canalizza pensieri disfattisti e fiacca le energie. Purtroppo, per chi non si impegna per il bene di tutti, è sempre molto più facile sprecare energie cercando difetti nell’operato altrui, al solo scopo di sminuirlo, piuttosto che riconoscere a se ed agli altri di essere incapace o privo di volontà e di stimoli; psicologicamente, è persino soddisfacente: se si demolissero tutte le ville con piscina fino ad azzerarne la presenza al mondo, la nostra vasca da bagno sarebbe il massimo che si possa avere in vita! Inizialmente, infatti, ritenevamo del tutto inutile rispondere ad alcune opinioni (NB: ANONIME) riportanti notizie, cifre e allusioni assurde ed infondate. In seguito abbiamo pensato che lo smacco migliore per combattere la volontà di distruzione di alcuni fosse la mera informazione con tanto di firma. Peraltro vorremmo sottolineare il cattivo gusto di chi, di fronte ad articoli riportanti drammi concreti ed emergenze ben più toccanti, ha colto l’occasione per dire la sua su di noi, senza alcun rispetto per le persone coinvolte e per le loro reali esigenze. Ci auguriamo che questi atteggiamenti deprecabili non si ripetano mai più e ci scusiamo per quanto accaduto con i signori Barberio. Detto ciò, ci preme sottolineare che non risponderemo mai a critiche senza nome, che non hanno l’obiettivo di migliorare ma quello di distruggere. Noi ci mettiamo la faccia e l’identità, chi siamo e cosa abbiamo fatto, senza nasconderci dietro un “anonimo” che mette chiunque nella condizione di puntare il dito senza però entrare in gioco e poter essere a sua volta giudicato quantomeno sui motivi che lo spingono a dire il falso, o sul suo operato. Troppo facile, scorretto e meschino! Quindi eccoci qui, a dichiarare nero su bianco, con tanto di firma, come stanno davvero le cose. Per amore della verità e del “bene comune”, solo quello.
OFFICINA DELLE IDEE. ”Officina delle Idee” è una associazione culturale apolitica, apartitica e senza scopo di lucro, composta in origine da un gruppo di amiche che decidono di dedicare il proprio tempo libero dal lavoro o dalla famiglia al bene comune, guidate dalla voglia di fare e dalle idee in cantiere. Nessuna di noi fa, intende fare o ha mai fatto politica in nessun ambito, a livello ideologico sono presenti anime diverse e diversi colori. A questo originario gruppo, si sono uniti nel tempo altri amici e simpatizzanti, dei quali non conosciamo né vogliamo conoscere il credo politico, ma conosciamo perfettamente la vitalità, la volontà e l’entusiasmo con i quali si dedicano ai progetti e alle iniziative.
RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Ogni associazione, cooperativa, ente o cittadino che miri a pianificare e realizzare qualcosa che sia “pubblico” deve obbligatoriamente dialogare e far riferimento per autorizzazioni, organizzazione, burocrazia e supporto all’amministrazione vigente. Così abbiamo fatto. Nel 2009, organizzando il nostro primo evento, ci siamo quindi rivolte alla persona ufficialmente preposta alla pianificazione degli intrattenimenti estivi nell’ambito del Comune, cioè l’Assessore al Turismo e Spettacolo (nella fattispecie Walter Placida, a chi altri potevamo o dovevamo proporlo?). Quest’ultimo ha subito riconosciuto la validità del nostro progetto (La Notte dei Desideri) e lo ha accolto e patrocinato. E non per simpatia verso le persone! Perché ha riconosciuto la valenza dell’iniziativa e la sua originalità, intuendone la possibilità di diventare un appuntamento originale e caratterizzante che desse lustro al paese!
FATTI E CIFRE. Cosa fa, poi, Officina delle Idee? In un solo anno di attività, la nostra Associazione si è occupata di:
AGOSTO 2009:
■ La Notte dei Desideri 2009: Riproduzione artistica di pozzo d’epoca in legno, cartongesso e ferro battuto; Concorso “Il pozzo dei desideri” con in palio gioielli, targhe, medaglie, magliette; Palco interattivo; Presentatrice; Videoinstallazioni; Ancelle; Fatine; Corteo storico medioevale; Esibizione gruppo storico di 50 sbandieratori, trampolieri, armigeri, musici, sputafuoco, giocolieri, dame; Giuria di qualità: Carmine Torchia (cantautore), Massimo Ivan Falsetta (regista) Filippo Curtosi e Giuseppe Candido (giornalisti/scrittori), Rossella Galati (presentatrice Tv); Mostra d’arte (Quinto Russo, Serena R. Colonna, Catia Morabito); Mostra-mercato di artigianato (scultura, ferro battuto, ricamo, legno, ceramica, argento); Musica d’autore (Carmine Torchia); Degustazione gastronomica prodotti tipici locali; piccoli gadgets omaggio; Creazione estemporanea opere d’arte (Il desiderio di creare) con supporti e materiali forniti da noi (tele, pennelli, colori acrilici e a tempera); Impianto scenico in piazzetta con realizzazioni artistiche di stelle argentee sugli alberi, fiaccole ai bordi della pineta, candele lungo il perimetro della piazza; Promozione dell’iniziativa con locandine, flyers, pubblicità su riviste.
Preparazione dello spettacolo: 3 mesi. Tre mesi di: lavoro, contatti, incontri, ricerche, selezioni, calcoli, ingaggi, costruzioni, ideazioni, pianificazione di tempi, investimenti e spazio fisico.
Contributi percepiti = 3.300,00 €
Esito: a detta di molti, una serata originale ed unica, la migliore della stagione estiva.
■ Partecipazione in qualità di hostess – gestione degli stand all’interno di iniziative estive nello stesso Agosto.
Contributi percepiti = 0,00 €
SETTEMBRE 2009:
■ Pubblicazione fascicolo “La Notte dei Desideri” di Sellia Marina: 1000 copie a colori distribuite gratuitamente sulla costa, da Catanzaro Lido a Botricello, con immagini e curiosità, a ricordo dell’iniziativa e a promozione del turismo.
Tempo dedicato: 1 mese (grafica, design, testo, impaginazione, tipografia, distribuzione delle copie)
Contributi percepiti = 0,00 €
DICEMBRE 2009 – GENNAIO 2010:
■ C’è Officina per te: iniziativa originale che abbinava ad una enorme riproduzione artistica di pupazzo di neve (realizzato in polistirolo HD con taglio 3D, legno, tessuto) cui abbiamo abbinato una cassetta della posta che accoglieva messaggi scritti su bigliettini forniti da noi in seguito consegnati porta a porta da noi, a nostre spese ed in modo totalmente gratuito per mittente e destinatario. Promozione dell’iniziativa con flyers e locandine.
Tempo dedicato: 2 mesi circa (ricerca, selezione, produzione elementi base del pupazzo presso azienda lametina, composizione, abbellimento artistico, pianificazione e gestione del servizio di messaging)
Contributi percepiti = 0.00 €
NB: Vandalismo, mancata vigilanza e condizioni climatiche avverse hanno danneggiato l’installazione costringendoci a riparare più volte il "pupazzo di neve” e a ritardare i tempi di rimozione. Siamo state accusate di tale ritardo e di aver lasciato uno striscione sul muro antistante il comando dei vigili. Entrambe le operazioni andavano compiute con mezzi specifici dei quali non disponevamo, a ciò sono dovuti i ritardi. Se chi ha anonimamente criticato ritiene tale ritardo tanto grave e lesivo, potremmo inginocchiarci e percorrere Via Mercato in salita pur di ottenerne il perdono.
■ Vivi la Vita: iniziativa promossa dal Comune di Sellia Marina per combattere l’abuso di alcool tra i giovani, alla quale abbiamo partecipato con la propaganda e con un video creato appositamente da noi per l’iniziativa, intitolato appunto “Vivi la Vita”.
Contributi percepiti = 0.00 €
MAGGIO 2010:
■ 1° Maggio a Sellia Marina: concerti, spettacoli ed intrattenimenti vari che abbiamo dovuto infine inserire nel locale del co-organizzatore, poiché il Comune non ci ha fornito neppure il palco.
Contributi percepiti = 0,00 €
AGOSTO 2010:
■ La Notte dei Desideri 2010: 1 band musicale (Dancing Queen); l’invasione delle bolle; videoinstallazioni; 1 corpo di ballo orientale (La Danza di Iside); presentatrice; Ancelle; corteo medioevale sul lungomare; gruppo storico di 50 sbandieratori, musici, armigeri, sputafuoco, giocolieri, dame e cavalieri, con esibizione in piazzetta; mostra d’arte (Simona Romano, Quinto Russo, Michela Doria); mostra di artigianato artistico con dimostrazione dal vivo in piazzetta (ebanista, ceramisti, vasai, ricamatrice, degustazioni prodotti tipici, gioielleria artistica, pelle ed accessori); mostra fotografica ad opera dei fotografi professionisti de: “La lanterna”; concorso a premi “il pozzo dei desideri” con in palio gioielli e targhe, medaglie, magliette, gadgets; giuria di Qualità: Vincenzo Lucà (giornalista) Angela Mustari (insegnante) Silvia Biamonte (assistente sociale specialista) ed Emanuele Rizzo (ingegnere aerospaziale); balloon artists che hanno donato per l’intera serata palloncini multiforme, offerti da noi, a grandi e piccini; Orco “Shreck”; piccoli gadgets omaggio; Ospite d’onore (Eman+Kuanito); Giochi di fuoco, danzatrici e trampolieri per Danza Delle Streghe di mezzanotte; promozione dell’iniziativa con flyers e locandine.
Specifica: l’associazione Maresca ci ha chiesto di usufruire di spazi, tempi e attrezzatura all’interno della nostra serata. Come nostra abitudine, abbiamo accolto di buon grado la richiesta, mettendo a disposizione tutto ciò che avevamo. Tale progetto ha seguito un iter burocratico indipendente, del quale non sappiamo nulla, infatti non lo inseriamo tra gli spettacoli ideati da noi in quanto non ne abbiamo alcun merito, se non quello di avergli dato spazio.
Preparazione dello spettacolo: 4 mesi. Quattro mesi di: lavoro, contatti, incontri, ricerche, selezioni, calcoli, ingaggi, costruzioni, ideazioni, pianificazione di tempi, investimenti e spazio fisico.
Contributi percepiti attualmente = 0.00 €
Contributi Previsti = ??? (noi non lo sappiamo ancora, non c’è neppure un impegno di spesa. Chi lo sa potrebbe informarci? Avremmo diversi artisti da pagare!)
Esito: A detta di molti, serata meglio riuscita del programma estivo. Migliaia di persone, tantissimi giovani entusiasti per Eman e Kuanito, serata che ha saputo coniugare una “neotradizione” (il Medioevo il 10 Agosto a Sellia Marina) con una serie di spettacoli innovativi dal ritmo così incalzante da trattenere in piazzetta dalle 21 sino all’1 e 30 di notte migliaia di persone: giovani, anziani e bambini. Le attività economiche circostanti riportano il collasso dovuto alla presenza massiva di avventori, con numeri che, ci dicono, ricordano solo il concerto di Mino Reitano di molti anni fa.
NB: Abbiamo in seguito ricevuto proposte di collaborazione da Associazioni ed Enti dei comuni limitrofi, a riprova del fatto che, con lo spirito giusto, le cose belle possono dar vita a progetti ancor più grandiosi.
SETTEMBRE 2010:
■ Pubblicazione fascicolo “La Notte dei Desideri” di Sellia Marina: 2000 copie a colori che distribuiremo gratuitamente sulla costa, da Catanzaro Lido a Botricello, contenenti immagini e curiosità, a ricordo dell’iniziativa e a promozione del turismo.
Tempo previsto: circa 1 mese (grafica, design, testo, impaginazione, tipografia, distribuzione delle copie)
Contributo Comunale che percepiremo = 0,00 € (di sicuro, perché non lo chiederemo, così come non lo abbiamo chiesto lo scorso anno!)
Hanno parlato di noi - e quindi di Sellia Marina - in questo anno di attività: Kalabrians, la Gazzetta del Sud, Telespazio, Movida, Il Domani, Il Quotidiano, Catanzaro Informa.
CONSIDERAZIONI FINALI. Alla luce di quanto abbiamo fatto ed avremmo voglia di fare, in particolare dopo una stagione estiva piuttosto sottotono che ha visto una piazzetta spesso semideserta o con poche centinaia di presenze anche durante serate di buon intrattenimento ci chiediamo: l’obiettivo comune dovrebbe essere quello di creare altre occasioni come “La Notte dei Desideri” o quello di distruggerla? Il bene comune è sostenere e migliorare le associazione come Officina o criticarle in modo infondato affinché perdano lo stimolo di fare? La metafora della vasca da bagno resta valida! Ricordiamoci che, come per chiunque si impegna nel sociale a titolo gratuito, gli sforzi e la volontà sono un dono che si sceglie di fare liberamente alla collettività (speriamo!). Pertanto, se un’associazione quale può essere “Officina delle Idee” viene ritenuta un “bene comune”, come tale deve essere tutelato e criticato in modo costruttivo, al fine di migliorarlo. Viceversa, se un’associazione come la nostra può essere ritenuta lesiva del bene comune, allora ben vengano le critiche sterili e distruttive: in fondo, non siamo retribuite per canalizzare le nostre energie nel nostro comune, e la voglia di fare può trovare altri sbocchi. Infine vorremmo rispondere a chi ha insinuato meschinamente una preferenza dell’attuale assessore al Turismo nei nostri confronti, definendoci una delle associazioni sue “amiche”. Senza pretesa o capacità/volontà di entrare nella questione generale, rispondiamo esclusivamente per quanto ci riguarda. Relativamente a noi, riteniamo l’insinuazione veramente “ignorante”. La pubblica amministrazione è un’azienda. Come ogni azienda che si rispetti, dovrebbe razionalizzare i propri fondi e, per farlo, operare delle scelte. Un’azienda che miri a funzionare, dovrebbe compiere scelte oculate, cioè basate sul ritorno ottenibile dagli investimenti. Sarebbe oltremodo ottuso suddividere i fondi in base al numero di richieste, stabilendo una cifra standard uguale per tutti: si otterrebbe il solo effetto di accontentare un maggior numero di richiedenti, penalizzando così i progetti più promettenti e gratificando economicamente i progetti più semplici, “piccoli” e banali che risulterebbero gratificati economicamente dall’avvenuta omologazione. Sarebbe come dire che chi organizza un evento come “Sanremo” dovrebbe realizzarlo con la stessa cifra stanziata per la “sagra della salsiccia”. Ancor peggio, riteniamo controproducente per chiunque miri al successo del proprio operato una ripartizione dei fondi in base alle simpatie/antipatie. Alla luce anche dei successi ottenuti, quale amministratore mediamente capace avrebbe potuto bocciare o non sostenere un progetto come “La Notte dei Desideri”, evento poliedrico dal valore innovativo, organizzativo e fattivo e soprattutto dal grande ritorno di immagine pubblica? In particolare, considerando il rapporto tra costi medi degli intrattenimenti estivi e loro reale qualità/riscontro in termini di gradimento? Chiudiamo questo lungo ma necessario comunicato rinnovando un sincero “Grazie” a quanti già sapevano del nostro amore per quel che facciamo, della nostra voglia di crescere, del nostro entusiasmo. Grazie, perché chi ci conosce sa del totale disinteresse per le polemiche sterili, siano esse politiche o semplici pettegolezzi. Grazie per i sorrisi, per le critiche costruttive, per le lodi, per gli spunti. Grazie per la partecipazione, gli applausi, il disappunto o lo stupore davanti alle nostre idee di miglioramento. Siete voi che ci animate, ci aiutate, collaborate ed è a voi che ci ispiriamo per immaginare una realtà migliore. Finché ci sarete voi, ci saremo anche noi. Questa è una sfida che si vince tutti insieme oppure tutti insieme si perde. Ritrovare la coesione sociale permette di dare spazio a chi ha il coraggio e la voglia di fare qualcosa di buono. Siamo convinte che tutti vogliamo per i nostri figli e per i nostri nipoti un futuro diverso e un posto migliore in cui vivere: solo uno sforzo collettivo può offrire la possibilità di realizzare questa visione. Tutti insieme possiamo lavorare per una Sellia Marina che sia di sinistra, di centro o di destra, alta o bassa, bianca, gialla o nera… purché sia migliore, purché sia di tutti.

7 agosto 2010

Pasquale Minchella, il medico appaltatore

Da story

“Non avendo ottenuto risposte dai precedenti vertici dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, proviamo a chiedere chiarimenti al neo Commissario Straordinario Dott.ssa Elga Rizzo”. Così inizia un’accorata lettera aperta che il Codacons, in persona del vice presidente nazionale Francesco di Lieto, rivolge ai nuovi vertici dell’Azienda. “Con la determinazione numero 683 del 7 agosto 2009 – scrive - il direttore U.O.C. Risorse Umane della Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, sul presupposto che nella dotazione organica della stessa Azienda fosse vacante e disponibile un posto di dirigente Medico presso l’U.O. di Microbiologia e Virologia, ha inteso accogliere l’istanza del dottor Pasquale Minchella da Lamezia Terme. Tuttavia è accaduto che, “in attuazione” della predetta determinazione, sia stata disposta l’assunzione del predetto medico presso un differente reparto.
Come dire, risulta disponibile un posto in cardiologia e lo si manda in ginecologa. Alle nostre rimostranze è stato risposto che vi sarebbero delle non meglio precisate ragioni di “necessità ed urgenza”. Nonostante gli sforzi non abbiamo ben compreso – continua di Lieto - quali siano queste ragioni di necessità ed urgenza e come sia possibile attuare una disposizione pur ignorandola completamente. A ciò si aggiunge che il predetto medico risulta componente della SUA, ovvero la Stazione Unica Appaltante che si occupa della regolarità degli appalti in Calabria. E così, proprio per consentire al predetto sanitario di svolgere meglio entrambe le occupazioni, sembra che l’Amministrazione abbia deciso di consentirgli di occuparsi degli Appalti anche durante l’orario di servizio. Inoltre, da quanto apprendiamo, parrebbe che nel nuovo reparto dove il dottor Minchella è stato destinato (Laboratorio Chimica Clinica) il personale sia addirittura in esubero, mentre nel reparto di Microbiologia (oggetto della delibera) sarebbe ridotto all’osso. Nell’ottica della massima collaborazione – spiegano dal Codacons - al fine di una migliore gestione della cosa pubblica e nel preminente interesse dei pazienti, avendo rilevato delle evidenti contraddizioni negli atti suindicati che, a parere della scrivente associazione integrano quantomeno ipotesi di illegittimità, si chiede che i nuovi vertici Aziendali vogliano fornire spiegazioni circa la “attuazione” della determinazione nr. 683/2009, nonché sulla “necessità e urgenza”, anche in considerazione del fatto che, per come sembrerebbe, si è consentito al medico di effettuare altri incarichi durante l’orario di servizio. Tanto anche per evitare ipotetici (e non condivisi) teoremi, per i quali si preparerebbero futuri incarichi senza concorsi”. Purtroppo – conclude di Lieto - in attesa di una esauriente risposta del nuovo Commissario Straordinario ed alla luce dell’ostinato silenzio riservato in precedenza, ogni dubbio appare lecito”.