Visualizzazione post con etichetta botricello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta botricello. Mostra tutti i post

27 maggio 2014

Medio Ionio, vince la continuità


Continuità. Ha vinto la continuità nel Medio Ionio.

2 maggio 2013

Il depuratore di Botricello? Una discarica


È arrivata la stagione estiva. Finalmente! Sole a picco sul mare e sull’arenile. Gente in costume che si accinge a tuffarsi. I più temerari si buttano pure. E come nelle migliori previsioni anche i nodi sono arrivati, puntuali, al pettine. Come te l’aspettavi, e non solo. A Botricello, per esempio, la realtà supera la più fervida fantasia. Il depuratore è diventato una discarica.

30 aprile 2013

L'ecocontrollo nella zona Pip di Botricello

La discarica nella zona Pip di Botricello

Il pubblico non piace più. Gli Enti statali fanno acqua da tutte le parti. Meglio il privato. Così pensano in molti, ma quando a dirlo e a metterlo in pratica è lo stesso Pubblico, cioè un organo dell’Apparato amministrativo della Repubblica italiana, è quanto meno paradossale. E così il Comune di Botricello, volendo vederci chiaro sulla tipologia dei rifiuti accumulati nella zona industriale, ha incaricato un laboratorio di analisi di Caraffa, Ecocontrol Srl, bypassando con grande disinvoltura l’Arpacal (Agenzia regionale di protezione ambientale) all’uopo istituita e non solo.

18 marzo 2013

Valle del Crocchio, la valle dei leaders

La graduatoria pubblicata sul sito della Valle del Crocchio

È un gruppo di Azione locale. Dove “Azione” sta a significare “intervento”. Intervento per lo sviluppo dei luoghi. Perché l’Europa è fatta di tante piccole comunità. Locali, principalmente. Che risiedono in realtà circoscritte. La Valle del Crocchio è la valle di uno dei fiumi più importanti della Calabria. E comprende ben 19 territori del catanzarese. Diciannove comuni dell’Alto Ionio catanzarese, per l’esattezza. Tutti bagnati dal Crocchio, ovviamente. Il Gal “Valle del Crocchio” gestisce l’iniziativa comunitaria “Leader”. Leader +”. Sempre di più. O qualcosa di meno.

8 marzo 2013

Il Comune di Botricello è globale fino a Girifalco

Lo stemma di Botricello

“L’idea è divenire”, scriveva Hegel, il sommo filosofo dell’800. E lo fa in tre momenti. In sé, quale concetto. Fuori di sé, quale negazione. E per sé, quale sintesi assoluta di tutto. Da un po’ di tempo a questa parte pare che anche nel profondo Sud dell’Europa, a Botricello, si stiano dando da fare per seguire le alte sfere dell’idealismo tedesco. E superarlo. L’occasione gliel’ha data la consapevolezza dell’identità, del sé, chiaramente, in una dimensione più sociale. E' il progetto: “Botricello comune globale”. Per costruirla,  rifletterla, comunicarla e metterla in pratica.

1 marzo 2013

Lo spettro dell’Alaco nell’acqua di Botricello


Lo spettro dell’Alaco nell’acqua di Botricello. E’ da qualche giorno che dai rubinetti scorre maleodorante e “giallina” (secondo la terminologia inventata ad hoc dall’Arpacal, Agenzia di protezione ambientale della Calabria, che nelle analisi del prezioso liquido che arriva nelle case dei vibonesi dal famigerato invaso non ha trovato di meglio per descriverla. Proprio così, così come si vede). Allarme tra i cittadini che non lavorano nel Comune ovvero che non sono legati da vincoli di parentela con i dipendenti della So.Ri.Cal. (Società delle risorse idriche calabresi) che gestisce l’approvvigionamento idrico nel paese. Pochi, in verità. Allarme e costernazione.

15 febbraio 2013

Scuola di ladri a Botricello


Vicina al fuoco aspettava l'arrivo del figlio. Erano circa le sei di sera. Già buio per il mese di febbraio. Aspettava il toc toc alla porta con impazienza. Un segnale caratteristico che le aveva insegnato per bene. Toc, toc e toc. Tre volte. "Se non senti suonare così non aprire!", le aveva detto. Lei, una vecchietta di 90 anni suonati, non aveva fatto obiezioni. Quella sera stava facendo tardi. Non sapeva che Giuseppe aveva avuto un contrattempo. Bussano. Avverte che non è il figlio. Ma l'angoscia prende il sopravvento sulla memoria e sulla malizia. Apre. "Sono Maria della Chiesa". "E che volete"? "Sono Maria della Chiesa, quella delle offerte. Mi fate entrare"? "Sì, va bene. Entrate".

9 gennaio 2013

Il Consorzio dei rifiuti


Correva il mese di ottobre dello scorso anno. Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro, chiamò i suoi fidati a rapporto. Giuseppe Amelio di Sellia Marina, Giovanni Camastra di Botricello e Bruno Colosimo di Cropani. “Un Consorzio di Comuni che unifichi il ciclo dei rifiuti e che, all’occorrenza, gestisca direttamente la discarica di Alli”, il proclama venne lanciato da Palazzo de Nobili giorno 8. Le agenzie facevano a gara a battere e a diffondere la notizia. Fu un fuggi fuggi generale. Anzi, anche altri volevano entrarci. Altri 56 Comuni della provincia di Catanzaro.

22 settembre 2012

Botricello. Le case "impopolari" di Via Nazionale

La mappa delle case popolari di via Nazionale a Botricello. 
Gli spazi intorno agli alloggi dovrebbero essere al servizio di tutti gli assegnatari. 

Tra l’Aterp (agenzia territoriale per l’edilizia residenziale pubblica) e il Comune vige uno stretto rapporto di controllo delle abitazioni assegnate ai cittadini in difficoltà economiche. L’Agenzia realizza, il Comune, grazie ai vigili e agli organi di governo locale, gestisce e amministra.  Non è il caso di Botricello. Le case assegnate ai “lavoratori agricoli” nel 1992 sono soggette solo al fai da te. 

8 giugno 2012

Quei sindaci di destra...

In senso orario: Giuseppe Amelio, Bruno Colosimo, Pietro Raimondo e Giovanni Camastra

Quando li vedi la fascia tricolore sembra ce l’abbiano cucita addosso. Portamento a testa alta. Sempre. Non per quello che fanno. Ma per quello che sono. Il fare e l’essere sono cose diverse. E loro sono i primi a saperlo. La potestas li commuove. Li coccola. E si compiacciono. Adorano farsi aspettare. Come le spose sull’altare. Sono disposti a tutto pur di rimanere ancorati alla poltrona. Anche a rinunciare al lavoro che facevano prima. Gli piace proprio. Guai a chi gliela tocca. Sono alcuni sindaci del catanzarese. Segni particolari: berlusconismo. Chi più chi meno. L’uomo di Arcore ha fatto scuola.

16 febbraio 2012

Psicosi d'auto a Botricello. Colpito Ciurleo, il fustigatore dell'Amministrazione comunale

Michelangelo Ciurleo

A Botricello la psicosi d’auto prosegue senza soluzione di continuità. Incendiata la Mercedes di Michelangelo Ciurleo, coordinatore cittadino del Pdl nonché assessore provinciale agli Affari generali, la sera del 14 febbraio scorso, nel parcheggio dell’ospedale Pugliese Ciaccio dove lavora come medico. In poco più di un mese sono quattro i veicoli, di altrettanti politici e dirigenti, danneggiati da ignoti, volti ad intimidire l’operato della politica locale. Nel caso di Ciurleo si tratta di un’eccezione. 

19 gennaio 2012

Psicosi d'auto a Botricello. Colpito il dirigente Iaquinta

L'accertamento dei carabinieri di Botricello all'auto forata al dirigente Iaquinta

Psicosi d’auto. Continua inesorabile a Botricello. Forate le gomme dell’autovettura di Francesco Iaquinta, responsabile dell’Ufficio tecnico, poco fa, intorno alle ore 19, in via Confalonieri. L’episodio si associa alle intimidazioni subite nell’ultimo mese da Rosario Pignanelli, comandante della polizia municipale, lo scorso 30 dicembre - che trovò la sua auto incendiata sottocasa - e dal sindaco, Giovanni Camastra - che recuperò  il proprio veicolo a terra quasi due settimane più tardi, l’11 gennaio, nei pressi del suo studio medico.

21 dicembre 2011

Inciucio natalizio a Botricello

Giovanni Camastra, caricatura a cura del blogger 

Anche a Botricello quest’anno è Natale. Per tutti. Ma, in modo particolare, per Maria Vuono, nipote del sindaco, Giovanni Camastra, e Mariagrazia Puccio, sorella dell’ex assessore al Bilancio, Giovanni, assunte dalla società Areariscossioni S.p.a, assegnataria del bando di gara per la riscossione della tassa sui rifiuti.

16 luglio 2011

Il Mare nostrum


Una "cosa" marrone rinvenuta da alcuni turisti a Botricello, a poche centinaia di metri dal depuratore

Mare sì e mare no. Quando va bene arriva la schiumetta intorno alle ore 11. Aspetti che passi e di necessità virtù il bagno te lo fai comunque, il caldo dopo un po’ è irresistibile. Quando va male ti penti di esserci andato. Amaramente. È il mare nostrum. Dell’alto Ionio catanzarese, che abbraccia i Comuni di Simeri Crichi, Sellia Marina, Cropani e Botricello. Chiazze di inconfondibile color marrone fanno la loro comparsa, la passerella in bella vista, fino al calar del sole. A volte di forma irregolare, di contenuto irregolare. Parallele alla battigia. A volte, invece, di una certa consistenza, ben solidificate. Come è possibile?
A sentire gli amministratori interessati i depuratori funzionano tutti. Non solo, ma ci tengono a rimandare la patata bollente ai vicini: “Ci auguriamo che anche gli impianti degli altri siano efficienti, altrimenti il nostro lavoro è inutile”. Perché loro lo sanno, che il mare non ha barriere, non issa steccati. E, quindi, scaricano la responsabilità sugli altri. Osannano il loro interventismo e con l'indice puntato e lo sguardo rivolto in alto auspicano, sperano. Poi abbassano gli occhi e ti guardano fisso perché pretendono che gli dia ragione, che è vero: che sono gli altri. All’unisono. Un coro unanime.
Intanto, il mare, sua maestà il mare, che non ha mai fatto politica, che non si intende di queste cose, ti coccola e ti accarezza con ingenuità. Ricambia a seconda di ciò che ha. Non nasconde niente, neanche gli stronzi.

4 aprile 2011

Farmacie e parafarmacie. Una breccia nella lobby

L'insegna di una delle due parafamarcie incriminate

Farmacie e parafarmacie, non è solo una croce a distinguerle. C’è molto di più. A Catanzaro, per esempio, è meglio se sei iscritto all’Ordine locale dei farmacisti, altrimenti la Croce non va più bene, per le parafarmacie. All’orizzonte due disposizioni normative, decreto Bersani del 2006 e virata con un altro decreto del 2009. E due parafarmacie della provincia, una di Sellia Marina e un’altra di Botricello, ree di esporre il simbolo accanto alla scritta “parafarmacia”. E, soprattutto, ree di non pagare la quota all’Associazione dei farmacisti del capoluogo. Forse un caso, ma discriminante.
E fu così che Vincenzo de Filippo, presidente di FederFarma, la federazione delle farmacie, nonché consigliere e legale rappresentante dell’Associazione provinciale titolari di farmacie di Catanzaro, perse le staffe. Ha diffidato i Comuni affinché rimuovessero “la croce di color verde”, e, forti dell’inadempimento degli stessi, ha fatto ricorso al T.A.R Calabria. Bandolo della matassa, l’insegna.
Facciamo un passo indietro. Con la liberalizzazione del Decreto Bersani nel 2006 le parafarmacie possono vendere anche alcuni tipi di medicinali non soggetti a prescrizione medica. Tuttavia, il legislatore non ha disciplinato la materia pubblicitaria degli esercizi commerciali. Dato il ginepraio di croci e crocette, farmacie e parafarmacie, scritte ingannevoli o meno, che ne è seguito, nel 2009 un nuovo decreto ha sentenziato: “Al fine di consentire ai cittadini un’immediata identificazione delle farmacie operanti nell’ambito del Servizio sanitario nazionale l’uso della denominazione “farmacia” e della croce di color verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, è riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere”. Tutto chiaro, quindi, via le croci dalle parafarmacie. Non del tutto, però. Il decreto non è retroattivo. Non vale per quelle che avevano già avuto l’autorizzazione ad aprire, solo per le nuove. Non solo, ma la norma non considera l’eventualità della scritta “parafarmacia” accanto e contestuale alla Croce. È un discorso di interpretazione, come rileva il parere dello studio legale Stefanelli di Bologna richiesto dall’Anpi, Associazione nazionale delle parafarmacie italiane. Nel caso in specie conclude: “si reputa che prima di provvedere alla rimozione delle insegne valga la pena di provare a prendere contatto con i funzionari del Comune e dell’Asl per valutare se la presenza della denominazione “parafarmacia” faccia venire meno l’aspetto confusionario”. A Catanzaro, invece, è qualcosa in più. Non un “invito”, come da disposizione normativa, ma un obbligo “per tutelare il pubblico interesse”. I toni si fanno accesi. Con gli esercenti delle parafarmacie considerati alla stregua dei baristi. Con tutto il rispetto per il lavoro dei secondi, s’intende. Per meglio evidenziare la “lesione degli interessi dell’Associazione dei farmacisti” a causa della croce luminosa il legale rappresentante, tramite il suo avvocato, ci tiene a precisare che “i titolari delle farmacie offrono assistenza professionale specifica ed insostituibile ai cittadini, con risposte pronte ai loro problemi di salute, anche gravi. E che ora non sono facilmente individuabili, con grave pregiudizio anche per i cittadini”. E come se non bastasse il de Fillipo ha cura anche del “tempo prezioso” che perdono i cittadini andando in una parafarmacia: “Infatti, accadeva spessissimo di registrare lamentele di cittadini che, alla ricerca di un medicinale, venivano confusi, perdendo tempo prezioso, proprio per il fatto che comuni esercizi commerciali usavano la stessa insegna utilizzata dalle farmacie”, scrive rispondendo alla lettera inviata da Francesco di Lieto, vicepresidente del Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori. Tempo prezioso? Evidentemente, per Federfarma vi sono farmacisti di seria A e farmacisti di serie B. Dimentica di rilevare il presidente, giusto per la cronaca, che nelle parafarmacie è presente per legge un farmacista, un professionista preparato almeno quanto quello delle altre farmacie. Forse, un lapsus rilevatore. Infatti, i due esercenti in questione sono iscritti in altri Ordini provinciali d’Italia, ma non in quello che conta, quello di Catanzaro. Qui sta il busillis. Che apre una breccia grande quanto una casa nella lobby dei farmacisti: la liberalizzazione del decreto Bersani grazie al quale anche altri, che non godono della fortuna di avere un padre farmacista, possono vendere dei medicinali. Quasi come se fosse di loro e circoscritta esclusiva competenza.
Sono finiti i tempi della verga di Esculapio che faceva uscire i vermi dal corpo degli ammalati con un bastone. Non basta più neanche il titolo per poter guarire, è sufficiente il nome del pater familias.

Anche su Mezzoeuro

1 marzo 2011

Il Crocchio continua a far paura

Il Fiume Crocchio in piena. Un'altra mezz'ora di pioggia e avrebbe scatenato un'apocalisse

Una statale 106 ricolma di fango, pietre e detriti. Molte le zone isolate. Allarmanti i disagi alla circolazione stradale e pedonale. Arrivo in forze di Protezione civile e Vigili del fuoco. Un pomeriggio che ha fatto paura questo di oggi a causa dell’acquazzone che si è abbattuto sul Medio Ionio. Per fortuna intorno alle ore 17 ha smesso di piovere.
Alli, Simeri, Uria, Scilotraco di Sellia e Scilotraco di Roca, e Crocchio, soprattutto il Crocchio, i torrenti galoppanti melma e angoscia. A Botricello è tornato l’incubo del 25 settembre 2009. Da allora nessun intervento di salvaguardia è stato fatto. Solo promesse e scambi di lettere tra l’Amministrazione comunale locale e gli organi competenti della Regione Calabria per il risarcimento danni dalle calamità. Carte e inchiostro. Alle ore 16 e 00 ha raggiunto il limite di guardia. Un’altra mezz’ora di pioggia e avrebbe spazzato via il lavoro di tanti anni di sacrifici. Quelli della zona Pip del Comune sono stanchi delle parole, delle carte da compilare. Mentre il fiume non se ne cura. Un’altra mezz’ora e l’economia del paese sarebbe stata di nuovo messa in ginocchio. Come un anno e mezzo fa. Ma fa rabbia il fatto che le Amministrazioni pubbliche sapevano della pericolosità, sapevano che si sarebbe ripetuto l’incubo. Lo sapevano.
A Sellia Marina le conseguenze più gravi, per il mal tempo, si sono registrate presso le località più abbandonate. Finocchiaro, San Vincenzo e Ruggero, dove alcune famiglie sono rimaste isolate. Sulla statale 106 il fango ha bloccato la circolazione presso le località limitrofe, Frasso di Sellia Mariana e Borda di Sersale. Ingenti i danni anche alle attività commerciali.

La statale 106, località Frasso di Sellia Marina, come si presentava alle ore 16. (Per gentile concessione dei Vigili del fuoco di Sellia Marina che sono prontamente intervenuti)

3 ottobre 2010

L'Affinità della memoria


Sport e religione insieme. Due orizzonti così diversi, eppure così vicini. Due sfere dell’esistenza dell’uomo unite nel pensiero delle giovani vite spezzate.
C’era un filo, ieri, che legava il campo di Calabricata, dove si è svolta la fase finale del Memorial, e la Chiesa di Stella Maris, dove si è celebrata la Santa Messa in loro suffragio, un filo immaginario e lacerante, che ti prendeva e ti trascinava in mancanze, in nostalgie, in lacrime trattenute. Ti trascinava verso il passato. Ma anche verso il futuro, verso quella parte della vita che è mistero, per tutti, che ti chiedeva insistentemente di vivere. Il dolore e la speranza. Un’altalena di impulsi. Di angeli e demoni. Che ti sballottavano. E che alla fine hanno trovato un compromesso, composto: l’affinità della memoria.
Il Memorial, dedicato a “Quei bravi ragazzi” del comprensorio di Sellia Marina, Cropani, Botricello, Sellia e Petronà, si è concluso ieri. Ad aggiudicarsi la palma della vittoria: “Le simpatiche canaglie”, una squadra locale. Hanno sconfitto nella finalissima l’outsider di “Sellia” (superiore, ndb). Al terzo posto si sono classificati i “Codarari” di Sellia Marina, che hanno sconfitto i “Giando” di Cropani. Due ore intense di pure agonismo. Con il sorriso sulle labbra, ma anche con l’amarezza di un errore, di un passaggio sbagliato, o di un fischio arbitrale non gradito. Erano presenti i familiari dei Ragazzi, i sindaci di Sellia Marina, Giuseppe Amelio, di Cropani, Bruno Colosimo, di Botricello, Giovanni Camastra, e il vicesindaco di Sellia, Salvatore Rotella. E tanti amici, compagni di banco dei giovani che ci hanno lasciato. Tanti amici e sostenitori. Poi la Santa Messa con i parroci, don Raffaele e don Giuseppe, di Sellia Marina, don Francesco e don Vincenzo, di Cropani, e con don Tommaso, di Botricello, che ha preferito, quest’ultimo, pregare tra i banchi. Alla fine della celebrazione alle mamme, ai papà, ai fratelli e alle sorelle dei Ragazzi è stato consegnato un fiore.
La motivazione l’ha data don Giuseppe: “Questi fiori, che rappresentano i vostri figli, i vostri angeli, sono il segno che ora arricchiscono il giardino del Cielo”.

Vincitori & vincitori:
Categoria: Eleganza (riservata alla squadra più elegante del memorial) è andata ai Black and Orange
Categoria: I bellissimi (riservata ai “più belli”) ai Friends of Angels
Categoria: Simpatia (ai più simpatici) a Les Merengues
Categoria: Fair Play (corrispondente alla Coppa disciplina) ai Giando
Categoria: Cuor di Leone (ai più coraggiosi, nonostante gli acciacchi dell’età) ai Glam
Categoria: Il nome dice tutto (quando il nome formale riesce ad esprimere al meglio la sostanza delle cose e/o delle persone) agli Heineken
Categoria: Franco’s (a quelli che non si sono mai stizziti per la direzione arbitrale di Franco Napoli) agli Street’s Angels
Categoria: Smile (a quelli che sorridevano anche quando subivano i goal) agli Spartan’s.

Premi individuali:
Le pibe de oro: andato a Budace (Heineken)
Miglior portiere: Scaccia (Giando)
Capocannoniere: Barbieri S. (Simpatiche Canaglie)

Prime classificate:
Giando
Codarari
Sellia
Simpatiche Canaglie

1 ottobre 2010

A Botricello l'Ambiente non è di casa

Giovanni Camastra Da story

Giovanni Camastra, sindaco di Botricello, rimpasta la giunta, ma si dimentica dell’Ambiente. La delega riservata alla maggiore risorsa del territorio, nel novero delle nomine, non c’è. Al suo posto il “Verde pubblico”. Certo è che anche l’Ambiente è verde, ma è l’argomentazione di tutto il contesto della natura, di tutto l’ecosistema, il principio ambientale, quale sede ospitante della vita di tutti gli esseri umani, che manca. Manca l’Ambiente sotto l’aspetto culturale e sociale, oltre che politico.
Fino a pochi giorni fa esisteva addirittura la delega all’Ecologia, oltre che alle Politiche ambientali, affidate entrambe a Salvatore Procopio, autore di un libro: “Il mio Rifiuto”, dove testimonia la sua caparbia sensibilità verso la natura e i rifiuti, vero dramma dei tempi moderni. Procopio si è fatto da parte e, al suo posto - al posto dell’attenzione, almeno concettualmente, verso il mare, la spiaggia, l’aria, l’acqua, la terra - solo il Verde pubblico.
Allora, le domande sono: Chi si occuperà della discarica nella zona Pip? Chi si occuperà del depuratore? Manca la delega. Dal punto di vista amministrativo la responsabilità, qualora manchi un assessorato specifico, ricade sempre in capo al sindaco, ma la dignità della tematica, della discussione, è bella bypassata.
La Sanità e l’Igiene pubblica hanno retto al rimpasto. Sono salve. Ma ci potrà mai essere un paese sano e igienico senza la cultura dell’Ambiente? Sarà la volta buona che il Comune metterà le mani sul fatiscente Parco giochi per bambini? Mah, i più piccoli se lo augurano. Magari taglieranno l’erba e, arrivati alla discarica, la zona più degradata della villa, diranno: “Questo non è verde pubblico!” Già, mancano i requisiti.

Per leggere il nuovo rimpasto della Giunta Camastra clicca qui

8 settembre 2010

www.trasparenzacercasi.medioionio

Da story

Su quello di Andali c’è una sezione dedicata a ciò che “Dicono di noi”. Basta cliccare e si possono sfogliare gli ultimi comunicati inviati dal Comune ai giornali. Un pezzo sui primi 365 giorni del sindaco, Giuseppe Costantini. Uno sulla copertura adsl, un altro sulla tassa degli Rsu abbassata dal gran lavoro della maggioranza. E così via. Se poi si vuole andare a leggere le delibere della giunta con la manina del mouse si arriva all’Albo pretorio on line. L’adsl sarà servita qualcosa, uno pensa. E, invece, con stupore, ci si deve accontentare dell’elenco fino a 31 dicembre 2008, senza download. Chiaramente, sarebbe troppo. Tuttavia, c’è quel che dicono di noi. “La sezione 'Dicono di noi' raccoglie gli articoli che i giornali locali dedicano alle iniziative della nostra Amministrazione, così da avere un punto di vista più distante, quindi più imparziale, sulla nostra attività”, spiega il sottotitolo della rubrica. Imparziale, sic!
Anche su quello di Belcastro c’è l’Albo pretorio. Il link c’è. La scritta ipertestuale che dovrebbe rimandare alla lettura. Ma degli atti, delle delibere degli organi amministrativi, manco a parlarne. In compenso c’è una dettagliata pagina biografica dedicata al primo cittadino, Ivan Ciacci, con tanto di opere realizzate. A Cerva hanno fatto di più. Hanno inserito la rubrica: Retribuzione dirigenti e segretario comunale. C’è la voce e basta. Cioè, in sostanza non c’è nessun dato. Meritevole, comunque, l’idea.
Quello di Zagarise è fermo a metà. C’è qualche accenno agli atti. Ma, in realtà, non ci sono. La pagina quando si clicca diventa bianca. Si saranno dimenticati di metterli gli atti. Di tutti, però. C’è un menù a tendina che sembra quello della Regione Calabria. Tanto fumo e niente arrosto.
Quello di Soveria Simeri è ricchissimo di notizie storiche e di fotografie panoramiche. Nella fretta ne hanno infilato una che ritrae la spiaggia. Questa, al contrario dei precedenti, è vera solo sul web. Soveria Simeri non è bagnato dal mare. E’ una certezza. Nota positiva: i bandi indetti del Comune. Negativa: le delibere dove sono? Come sopra.
Botricello è un po’ come Andali. Anziché mettere la sezione su ciò che Dicono di noi hanno inserito la rubrica: Avvisi vari. Dove trova spazio solo la voce della maggioranza. Le delibere sono ferme a quel dì! Al 2008. Solo del Consiglio, e neanche tutte. L’elenco. Come se da un elenco un cittadino potesse risalire a quello che realmente i consiglieri hanno disposto!
Il sito di Simeri Crichi è in aspettativa. La pagina sulle delibere dell’Amministrazione, avvisa il web, è “in allestimento”. Da qualche anno. Meglio che lasciarla totalmente bianca, avranno pensato. Almeno uno sa che la stanno allestendo. Gli trasmettono fiducia. Basta aspettare.
Cropani. Qui hanno avuto la creanza di non inserire nessuna cosa detta da altri. Le delibere? Sì, ci sono, ma non tutte. Quelle che non si vogliono far leggere hanno solo il titolo e il numero. L’errore del download è il numero 404: pagina non esistente e/o non è stata trovata. Fa lo stesso.
Sellia Marina. Senz’altro il sito istituzionale più visitato. Non solo per la tipica bellezza selliese nell’home page. Soprattutto per il forte interesse dei cittadini nel venire a conoscenza delle decisioni che si prendono nel Palazzo. Vi hanno inserito sia le delibere amministrative che le determine del personale dirigenziale. Manca un motore di ricerca. Non dovrebbe costare molto.
Infine, Petronà. Il modello del sito è identico a quello di Belcastro, Cerva e Andali. Solo le template, però. Perché gli atti del Comune non mancano. Qui la trasparenza amministrativa è di casa.

NB: se vuoi visitare i siti istituzionali dei Comuni citati leggi il post con la manina del mouse, ti guiderà nel viaggio interinale.

6 settembre 2010

L'acqua a Botricello non è potabile

L'Ordinanza del sindaco, Giovanni Camastra Da story

Per un paio di giorni l’acqua dei rubinetti a Botricello è sgorgata più nera di quella della fogna. Anche i ciechi – considerata la loro acuta sensibilità al tatto – si sarebbero accorti che non era buona, ma per niente. E, infatti, l’Arpacal, Agenzia regionale di protezione ambientale della Calabria, almeno in questa occasione, ha dimostrato di non esserlo. “Presenza di sostanze non conformi alle norme relative alla potabilità”, ha informato. Ordinanza obbligata, da parte del sindaco, Giovanni Camastra, di “divieto assoluto di utilizzazione dell’acqua ad uso potabile sino alla revoca” del provvedimento dopo aver “preso atto che a tutela della salute pubblica è necessario con urgenza sospendere l’utilizzo dell’acqua per uso potabile”. Talmente urgente e necessaria che a pochi giorni dalla sua emissione non si trova più. Per le vie del paese è scomparsa. E il Comune per renderla maggiormente fruibile ai botricellesi non ha ritenuto opportuno nemmeno pubblicarla sul sito web dove, in compenso, nella rubrica dedicata all’Albo pretorio, si legge il comunicato sulle recenti dimissioni del presidente del Centro anziani e un altro sul sindaco che rassicurava i bagnanti circa l’inquinamento del mare all’indomani dei liquami del depuratore che si erano riversati sulla spiaggia. Quando un sito istituzionale è ad uso e consumo della maggioranza amministrativa. Quando è solo propaganda. Di quello che si può dire e di quello che non si può dire. Prassi normale nei piccoli comuni calabresi.