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29 agosto 2015

Vincenzo Mazzei revoca tutta la Giunta

Il provvedimento emesso dal sindaco di Petronà, Vincenzo Mazzei

Vincenzo Mazzei, sindaco di Petronà, ha revocato tutta la Giunta da lui nominata nelle ultime elezioni del 2012. Vito Galasso, vicesindaco con delega all’Agricoltura e alla Sanità; Giovanni Capellupo, ai Lavori pubblici e alla Rete idrica; Vanessa Rocca all’Ambiente e alle Pari opportunità. Tutti fuori. In un solo colpo. Secondo voci sempre più assordanti, pare che a costringerlo ad adottare un provvedimento così impulsivo siano state le continue frizioni con il Galasso.

18 ottobre 2014

Scopelliti, Gentile, Trematerra e Talarico. Tutti fuori. Il sogno inconfessato dei calabresi forse si avvera


Scopelliti, Gentile, Trematerra e Talarico. Tutti fuori. In un colpo solo. Il sogno inconfessato dei calabresi onesti forse si avvera. Tra non molto. Tra non molto. Alle prossime elezioni regionali. La notizia positiva è che non li vogliono né Mario Oliverio e né Wanda Ferro. Quella cattiva è che non li vogliono né il Pd e né Fi, i partiti che hanno governato e fagocitato la Calabria negli ultimi quindici anni.

20 aprile 2013

Finisce l'era amelica

Giuseppe Amelio e Wanda Ferro

Finisce l’era amelica. Dopo nove lunghi anni di duro e appassionato lavoro della maggioranza guidata dal sindaco, Giuseppe Amelio, il Comune si avvia ad un religioso e riservato dissesto economico. A testa bassa. “I debiti sono delle Amministrazioni passate”, spiega il primo cittadino. E sono sempre quelli, l’acqua e i rifiuti, le prime forme di vita di una comunità. Nell’ultima seduta consiliare, iniziata quando il sole era allo zenit e finita verso il tramonto, il 18 aprile scorso, in pochi in verità sono rimasti accomodati sulle poltrone. Sapevano che è tempo di muoversi. Il commissariamento è lì lì per bussare. E’ già nato il toto nomi.

12 febbraio 2013

Giuseppe Amelio, sudista e abusivo

Il manifesto elettorale "abusivo" apparso a Sellia Marina 

Giuseppe Amelio, sudista e abusivo. Sindaco e abusivo. L'insostenibile leggerezza dell'essere lo pervade fino al midollo. Primo cittadino di Sellia Marina e abusivo in casa sua. Mai avrebbe sospettato. Mai. Forse uno scherzo di Antonio Cosentino, l'ex assessore in quota Udc attualmente quotato nella Borsa del Nord, quando lo tacciò di golpismo all'indomani della cacciata dal Palazzo di via acqua delle Mandrie. Forse uno scherzo di cattivo gusto. Forse uno scherzo del destino. Palmiro Impera è inflessibile. Il Capo dei vigili non fa sconti. Abusivo anche il sindaco. Il suo sindaco.

25 gennaio 2013

La Lega Sud de noantri

In senso orario: Pietro Raimondo, Giuseppe Amelio ed Antonio Cosentino.

di Giovanni Parrotta ed Emilio Grimaldi

Pietro Raimondo, Antonio Cosentino e Giuseppe Amelio sono i volti nuovi delle prossime elezioni politiche. Dalla provincia di Catanzaro con furore. Destinazione Roma. Dopo aver amministrato le terre tra la Sila e il mar Ionio attendono impazienti di varcare la soglia del Parlamento italiano. Raimondo, due volte sindaco di Zagarise, per il Carroccio di Trota. Gli fa compagnia Cosentino, ex assessore dell’Udc di Sellia Marina. Amelio, alla fine del secondo mandato di sindaco sempre a Sellia Marina, invece, ama il Sud. Con il Grande Sud ha fatto una scelta esistenziale.

16 gennaio 2013

Scalzo, non c’è due senza tre

Fotomontaggio a cura del blogger 

Non c’è due senza tre. 2011, 2012 e 2013. Un tormentone. Scalzo vs Traversa. Scalzo vs Abramo. E i prossimi 20 e 21 gennaio ancora Scalzo vs Abramo. Ma la vera notizia è la recente richiesta di archiviazione del pm Vincenzo Capomolla nei confronti di 47 persone, tra cui politici, dirigenti e imprenditori, accusati a vario titolo di infiltrazione mafiosa negli appalti del Comune di Catanzaro, durante il primo round della campagna elettorale tra il Pd e il Pdl. Nell’aprile del 2011 il sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, allora titolare dell’inchiesta, fece tremare Palazzo de Nobili guidato da Rosario Olivo ormai in dirittura d’arrivo.

16 ottobre 2012

La protesta del Popolo italiano sulla città dei tre colli

Giusy de Gregorio, Fabrizio Greco e Anna Macrì

Anna, Fabrizio e Giusy hanno un nemico in comune. La politica dei partiti. Un obiettivo. La vera partecipazione dei cittadini alla sovranità. E un sogno. Consumare le arance e i peperoncini di casa nostra. Sono i protagonisti della maxi protesta del popolo italiano approdata sulla città dei tre colli. Un movimento in movimento, come vuole lo slogan, che si prefigge di espandersi in tutta la Penisola.

2 luglio 2012

"Bruno Colosimo, il traditore". Grano dixit


Bruno Colosimo, il traditore. Il cavallo di Troia “che si è approfittato dei voti della precedente Amministrazione per sedere alla poltrona di sindaco”. E una volta lì avrebbe detto: “Io sono io e voi siete voi”. Antonello Grano, ex primo cittadino di Cropani prima di Colosimo, risponde così alle critiche mossegli dal suo successore nel corso del comizio del 2 giugno scorso.

8 maggio 2012

L'ultimo seggio

Il sindaco in pectore Sergio Abramo 

A Catanzaro la politica è sentita. Davvero. La politica vincente. E anche quella perdente. E si fa di tutto per ottenerla, la vittoria. E quello che succede nel seggio rimane nel seggio. Proprio come nell’ultimo miglio prima della pena capitale in America. Segreto. Segretissimo.

21 aprile 2012

BioAlli

Vignetta a cura del blogger 

L’avevamo lasciato impelagato nell’affaire dell’eolico. Nella famosa maxitangente di due milioni e mezzo di euro che sarebbe stata pagata, tra il 2005 e il 2006, agli organi regionali per cucire su misura l’istituendo Piano regionale. Lui, un verde della prima ora. Uno scandalo. L’abbiamo visto uscire da Palazzo Alemanni come assessore all’Ambiente, per alcune divergenze con l’allora governatore, Agazio Loiero, nel 2008. L’abbiamo notato nel 2010 candidarsi alle elezioni regionali, sempre nell’alveo del centrosinistra. L’abbiamo seguito agli inizi del 2011, quando annunciò che era tempo di dire basta all’eolico per abbracciare la causa del fotovoltaico. Abbiamo assistito poi al suo peregrinare nell'ecologia fino a divenire il fondatore del primo partito ecologista europeo. L’abbiamo accompagnato all’altare, infine, quando convolò a nozze con Francesco Rutelli, nell’Alleanza per Calabria sulla nave delle alleanze per l’Italia. Diego Tommasi, il verde che non ti aspetti.

13 aprile 2012

Michele Traversa e Salvatore Scalzo. Così lontani, così vicini

Michele Traversa e Salvatore Scalzo 

Salvatore Scalzo e Michele Traversa. Così lontani. E anche così vicini. Come non si direbbe. Correva l’anno 2011, il 10 marzo, in occasione della passata campagna elettorale, il candidato a sindaco del centrosinistra scriveva su facebook: "Il mio avversario (Michele Traversa, ndb) ha già fatto i suoi cartelloni sei per tre. Un faccione asburgico, senza scritte, solo con la sua faccia e, dietro, il ponte Morandi. Al mio collegio di Roma dicevamo “più scontato dei saldi sulla Tuscolana”. E, diciamocela tutta, un tantinello arrogante”. Due perfetti sconosciuti, si diceva.

28 marzo 2012

Biomasse sulla discarica di Alli. La proposta shock di Sergio Abramo


“Una centrale a biomasse sulla discarica di Alli”. E’ la soluzione ai problemi di ordine ambientale, economico e occupazionale, proposta da Sergio Abramo, durante il confronto pubblico insieme agli altri candidati a sindaco di Catanzaro, Salvatore Scalzo e Pino Celi, che si è svolto questa sera al Caffè letterario.

26 marzo 2012

Sergio Abramo, quello che non ho fatto


Il 13 agosto 2004 è stato un giorno importante per il capoluogo calabrese. La Giunta regionale, guidata da Giuseppe Chiaravalloti, ha deliberato il finanziamento del Recupero urbano di Catanzaro. Un giorno rivoluzionario per la qualità della vita dei cittadini. Tuttavia, ignorato dai più. Frastornati dagli spot promozionali delle cose fatte da Sergio Abramo, attuale candidato a sindaco ed estensore dell’Accordo di programma pari a venti miliardi di vecchie lire. Un accordo di opere che non si trovano sul sito dell’imprenditore che ne ha curato anche la stampa, Grafiche Abramo. Il supplemento straordinario del Bollettino ufficiale della Regione Calabria, numero 5 del 2004. Non si trovano. E a ragione.

23 febbraio 2012

21 febbraio 2012

Uno, nessuno e centomila Sergio Abramo

Sergio Abramo insieme Domenico Tallini, Wanda Ferro e Piero Aiello

Occhietto vispo. Sorriso d’ordinanza. Pacca sulle spalle degli amici e dei nemici. Sergio Abramo sale le scale di Palazzo de Nobili la mattina presto. Saluta tutti quelli che lo salutano. Bacia tutti quelli che lo baciano. Non risparmia nessuno. Poi, via. Sale a passo spedito. Nella stanza del sindaco le carte sono a posto sulla scrivania. I suoi collaboratori lo seguono a debita distanza.

15 febbraio 2012

La vera svolta di Salvatore Torchia

Salvatore Torchia

Amministratore da dieci anni. Difende a spada tratta il lavoro svolto dal sindaco uscente, Vera Scalfaro. È orgoglioso ed onorato di esserne stato collaboratore. Il suo tratto saliente è l’ottimismo. Vede solo le cose positive. Il suo programma percorre il solco della tradizione, dell’esperienza appresa. Si definisce “pragmatico”, a differenza del “teorico” Borelli. È “solo una coincidenza” la prossima fine dei lavori della strada Cropani – Sersale, iniziati esattamente durante la campagna elettorale di cinque anni fa. Sulla vocazione turistica della città gioca la sua prima carta. Il sostegno di Carmine Lupia, lo studioso e il precursore delle Valli Cupe. “Il segreto meglio custodito d’Europa”, secondo il naturalista belga John Bouquet. Salvatore Torchia, candidato a sindaco di Sersale.

4 febbraio 2012

La democrazia diretta secondo Antonio Borelli

Antonio Borelli

Democrazia diretta, economia, turismo e partecipazione. Ha una visione globale della sua città.  Riconosce i meriti di Venanzio Spadafora, del Pd, ex sindaco prima delle “destre” di Vera Scalfaro e Salvatore Torchia, ma non crede possa soddisfare la voglia di cambiamento che richiede la comunità. “E’ ormai superato il suo metodo”, spiega. “Noi, invece, ci battiamo per recuperare il nostro territorio, per difenderlo”, motiva. Ha un sogno: “Un’Amministrazione sostenibile e rappresentativa”. E un incubo: che non lo sarà. Mentre si augura che possa continuare a vedere il mare dalla finestra di casa sua anche tra dieci anni
Antonio Borelli, trent’anni non ancora compiuti, candidato a primo cittadino di Sersale, tra le file di Rifondazione comunista, primarie con Venanzio permettendo.

15 aprile 2011

Per Aldo Costa Fli deve stare nel Pdl


Aldo Costa. Caricatura a cura del blogger

Leggo in ritardo la notizia che mi riguarda e non posso fare a meno di stigmatizzare le tante inesattezze ivi riportate. Brevemente vorrei solo ricordare che per ciò che concerne la Fondazione Politeama l'incarico di Direttore Generale mi è stato conferito nell'anno 2002, da un'amministrazione di centro-destra, dopo che ho materialmente costituto tale ente che rappresenta, ancor oggi, l'unico esempio in Calabria, certamente positivo, di gestione di un teatro pubblico. Non credo occorra ribadire che tale incarico è arrivato dopo una trentennale esperienza nel settore culturale che, evidentemente, il disattento articolista è uno dei pochi a non voler riconoscere. Successivamente, nell'anno 2008, mi sono dimesso da consulente della stessa Fondazione, senza che qualcuno me lo avesse mai chiesto, così come precedentemente, nel 2005, mi ero dimesso da consigliere comunale della città di Catanzaro, dove ero stato vice sindaco sempre in una giunta di centro-destra. Questo per dimostrare, con fatti difficilmente contestabili, il mio chiaro impegno, a differenza di tanti, sempre in uno schieramento politico che, evidentemente, sfugge a chi non conosce le storie personali. Per quanto riguarda, invece, la nomina di componente il nucleo di valutazione urbanistico-territoriale della Regione Calabria, l'articolista stranamente omette di dire che il decreto di nomina del Presidente della Giunta Regionale porta la data del 30 luglio 2010 quando, dovrebbe esser ben noto, Futuro e Libertà non era ancora nato. Se l'estensore della polemica nota me lo avesse chiesto, avrei potuto certamente argomentare le ragioni del mio dissenso con le posizioni politiche di Angela Napoli, convinto come sono che il nuovo soggetto politico debba restare ancorato nel centro-destra, senza tradire lo spirito originario di Generazione Italia, l'associazione dalla quale è germogliato FLI. Forse ora si comprenderà meglio la correttezza dei miei comportamenti e del perché il contratto incriminato sia stato stipulato il 15 febbraio 2011, dopo il necessario chiarimento politico. Non mi soffermo oltremodo sulle gratuite insinuazioni di consulenze d'oro a favore del sottoscritto perché, i lettori lo capiranno bene, viene difficile comprendere in tali categorie incarichi di 12.000,00 euro lordi all'anno per un professionista, se mi è concesso, con qualche anno di attività alle spalle. Da ultimo, a parte il fatto che le diffamatorie allusioni su meriti e competenze potranno essere esaminate nelle giuste sedi, vorrei concludere che fanno amaramente sorridere le affermazioni della Napoli sul concetto di meritocrazia, anche perché ad oggi appaiono ben altri i criteri che hanno ispirato la sua azione politica in Calabria. Se ne potrà sempre pubblicamente discutere, basta soltanto che i diretti interessati siano interpellati, come le regole del buon giornalismo insegnano anche ai giovani praticanti.
Aldo Costa

Gentile avvocato Costa,
La ringrazio per aver commentato il mio post: Il finiano Costa consulente di Scopelliti e per aver precisato quanto nessun altro avrebbe potuto fare, specie in riferimento alla sua peculiare ideologia del partito, Futuro e Libertà, di cui è coordinatore nella città di Catanzaro. La ringrazio per aver degnamente, e certamente meglio di me, incensato le sue indubbie competenze in fatto di Cultura e promozione della stessa, soprattutto con e grazie alla Fondazione Politeama, di cui è stato il caposcuola. “L’unico esempio di teatro pubblico in Calabria”, cito le sue parole. Una carriera, come lei stesso ha specificato, tutta vissuta sui binari del centrodestra. Binari sempre in salita. Di una carriera luminosa. I miei più vivi complimenti.
A questo punto, Le pongo una domanda: che ci azzecca con Futuro e Libertà?
La domanda, come direbbe Lubrano, nasce spontanea. Che ci azzecca con un partito che ha divorziato, anche molto rumorosamente, con il Pdl?
Sulla sua nomina, invece, a componente del nucleo di valutazione urbanistico-territoriale della Regione Calabria, una piccola precisazione dovuta, vista la sua sensibile attenzione verso le date. E mi dispiace il fatto che questa eventualità le sia sfuggita. È vero che è stato nominato il 30 luglio 2010, subito dopo la vittoria del suo politico di riferimento (mi sembra di capire), il governatore del Pdl, Giuseppe Scopelliti, ma è anche vero che l’incarico le è stato conferito proprio il 15 febbraio 2011, come si legge nella delibera del Dipartimento numero 8 di Urbanistica e governo del Territorio della Regione Calabria. Se lei avesse letto meglio l’articolo avrebbe visto che l’articolista e il giovane praticante da lei citato, cioè la mia persona fino a prova contraria, ha inserito anche il link ipertestuale che rimanda al pdf della nomina, originato dal sito dell’Ente intermedio.
Cordialità
Emilio Grimaldi

Ps
Spero non si dispiaccia della caricatura che mi sono permesso di curare. In fondo la sua Cultura è così ampia che sarebbe in grado di bersi come un bicchiere di vino tutti gli interlocutori con cui si confronta, anche il leader con cui dovrebbe stabilire linee, strategie e motivazioni, quale è Angela Napoli in Calabria per Fli. Dopotutto, che vuole che siano 55 mila euri per uno come Lei “con qualche anno di attività alle spalle”? Dopotutto, se dovesse cadere da Fli c’è sempre il salvagente del Pdl. O no?

10 aprile 2011

La meritocrazia secondo Traversa

Michele Traversa, candidato dei partiti del Pdl a sindaco di Catanzaro

“Scalzo?” “Un ragazzo di grandi qualità, ma pur sempre un ragazzo”. “Giovino?” “Diventerà un porto turistico”. “Traversalismo?" “Fa rima con integralismo”. Tra i primi interventi promette il rinnovo della macchina amministrativa con la “meritocrazia”. Intervista a tutto tondo a Michele Traversa, candidato a sindaco di Catanzaro per il Pdl. L’ex assessore regionale, l’ex presidente della Provincia e attuale deputato, ha una passione: la sua città. Rinuncerà perfino alla ricandidatura in Parlamento pur di “lavorare” per il capoluogo.

Consigliere comunale, assessore regionale, presidente della Provincia di Catanzaro, e ora parlamentare, quale ruolo politico le ha dato più soddisfazione?
Il mio primo incarico è stato quello di assessore regionale al Turismo. Dopo decenni di opposizione in consiglio comunale, quando il mio partito non aveva possibilità di governo, ho avuto l’opportunità di lavorare per la mia terra. Forse la maggiore soddisfazione l’ho avuta quando, sia pure da una posizione decentrata, ho potuto fare qualcosa per la mia città: penso ad esempio al recupero dell’area Magna Graecia, sottratta all’accampamento degli zingari e destinata ai grandi eventi di spettacolo.
Al ballottaggio delle elezioni passate lei appoggiò apertamente Rosario Olivo, del centro sinistra, contro Franco Cimino, esponente dell’Udc, per “salvare la città”, disse. Oggi, invece, perché dovrebbe essere lei la “salvezza”?
Non si è trattato certo di un fatto personale contro il mio amico Franco Cimino o a favore di Rosario Olivo. Cimino non era esponente dell’UDC, il cui candidato era Mario Tassone, ma di un terzo polo, giunto al ballottaggio e composto da molti che oggi sono miei compagni di viaggio. Un gruppo forte, composto da protagonisti della vita politica cittadina, ma che aveva scelto in quella occasione di porsi fuori dal sistema dei partiti. Un fatto per me inaccettabile. A chi sarebbero state imputate scelte ed errori dell’azione amministrativa in assenza dei partiti? Questo era il pericolo che paventavo. La mia scelta ha dunque privilegiato la politica nel suo valore più alto.
Il Comitato che la sostiene di quante persone è composto?
Non ho un mio comitato. E’ nato un comitato spontaneo a sostegno della mia candidatura che ha avuto un numeroso e qualificato seguito, ma non me ne sono mai curato in prima persona. Ci sono poi molte altre aggregazioni a sostegno della mia candidatura, composte da persone anche lontane dalla mia formazione politica. Ma non ho un comitato. Io lavoro, come sempre, all’interno del mio partito, il Pdl.
Sempre il Comitato tiene a precisare che la sua elezione “è un’opportunità per restituire a Catanzaro il ruolo oggi smarrito di capoluogo della Calabria”. Come fa ad averlo smarrito se negli ultimi anni i catanzaresi hanno scelto il suo consiglio?
Ho già risposto sulla scelta di Olivo come “male minore”. Oggi l’attuale sindaco e la sua maggioranza si presentano davanti agli elettori assumendosi la responsabilità politica del loro operato. E’ stata e deve continuare ad essere una scelta politica, perché nessuna ipotesi di rilancio della nostra città può avvenire con corse solitarie o iniziative estemporanee.
Cosa rimprovera ad Olivo?
Credo che l’imputazione maggiore a Rosario Olivo debba partire dall’assenza di un programma organico di governo. Tutti gli interventi sono sembrati frutto dell’improvvisazione di questo o quell’assessore, senza un coordinamento organico o un progetto strategico per la città. L’assenza nella realizzazione di una qualsiasi opera pubblica di rilievo si rivela in tutta la sua gravità se si fa il confronto con quanto fatto dalla giunta precedente e ancor più dall’amministrazione provinciale. A questo si è aggiunta la sciatteria che ha contraddistinto la gestione di contenitori importanti come il San Giovanni e uno stato di generale degrado della città.
Quali, invece, i meriti che ha avuto il sindaco uscente?
A Olivo va riconosciuto il merito di aver tenuto insieme una coalizione eterogenea e litigiosa. La sua esperienza gli ha consentito di portare a termine il mandato nonostante le tante diversità. Tutto questo ovviamente ha avuto un prezzo che è quello che ho appena descritto, e che va oltre il ricatto sistematico di cui il sindaco è stato vittima. Impossibilità di lavorare a un progetto organico, assessori che lavorano in proprio, scelte discutibili e una diffusa approssimazione in tutti i settori, sono la conseguenza di una capacità di mediare probabilmente eccessiva. Probabilmente sarebbe stato più dignitoso staccare prima la spina.
Onorevole, lei è molto amato dai catanzaresi perché ha dato loro un ambiente dove poter liberamente passeggiare, partecipare a concerti, mostre, un microcosmo dove si sposano felicemente natura, arte e benessere: il Parco della biodiversità. Riuscirà a risolvere l’atavico problema del traffico? E come?
Io sono ovviamente felice che parlando di me si pensi subito al Parco della Biodiversità, una realtà straordinaria che ha proiettato Catanzaro nel novero delle città più verdi d’Italia, però non bisogna dimenticare quanto altro è stato realizzato in questi anni per la città, pur partendo da una posizione decentrata come la Regione o la Provincia. Mi riferisco alle tante scuole realizzate, al MARCA, al MUSMI, al Centro Polifunzionale di Giovino, all’Ufficio Scolastico Regionale, all’Area Magna Grecia, all’illuminazione del viadotto Morandi e tanto altro. Quello del traffico è un problema che lei definisce giustamente atavico, ma rispetto al quale, nonostante il sostanziale fermo di questi cinque anni, esistono premesse diverse da quelle di qualche anno fa. La disponibilità dei parcheggi nella valle del Musofalo costituisce un’opportunità da sfruttare, ma di certo non basta avere realizzato un numero anche consistente di posti auto se non si attivano adeguati servizi di supporto. Il nostro lavoro consisterà nel creare un sistema integrato che colleghi la funicolare, i parcheggi e il centro storico.
Cosa manca a Catanzaro per essere una città europea?
Se ci riferiamo alla dimensione culturale della città, alla presenza di intelligenze e di professionalità di spessore, Catanzaro può definirsi una città europea a tutti gli effetti. Il problema è che a tutto questo non corrispondono una qualità della vita adeguata, una serie di servizi essenziali efficienti, un mondo del lavoro dinamico e ricco di opportunità e un’imprenditoria illuminata. La politica può intervenire creando servizi più efficienti e condizioni migliori di vivibilità, ma soprattutto abbandonando ogni estemporaneità per lavorare nel quadro di un programma più articolato di crescita e sviluppo.
Cosa, invece, gli riconosce che altri capoluoghi non hanno?
Immagino che si riferisca alle altre città calabresi, ma che senso ha un confronto tra i cinque capoluoghi? In un mondo sempre più proiettato verso un sistema globale la nostra città dovrà rapportarsi con l’Italia e con l’Europa, magari attivando con le altre consorelle programmi e sinergie comuni. Da questo punto di vista possiamo mettere sul tavolo una riconosciuta ricchezza culturale, una maturità e una serenità sociale invidiabili ed una condizione centrale e baricentrica sia dal punto di vista geografico che da quello politico amministrativo.
Germaneto, Catanzaro Marina, o Catanzaro città? Quale di questi comparti segnerà il futuro del capoluogo?
Non è possibile una distinzione. A ciascuna area è demandato un ruolo preciso nel futuro della nostra città, che è legato alla capacità di interagire dei tre comparti in un progetto di sviluppo che non deve essere subìto, ma programmato e perseguito dalla pubblica amministrazione. Germaneto ha certo un ruolo particolare: qui, oltre all’Università e alla cittadella regionale, sta nascendo, grazie alla zona PIP realizzata dall’amministrazione provinciale, una zona industriale che favorirà commercio ed economia.
Quali le prime scelte da sindaco?
Se dovessi essere eletto in primo luogo interverrò subito sulla macchina amministrativa, mettendo mano alla riorganizzazione degli uffici attraverso una politica del personale basata sul merito, che tenga conto del ruolo essenziale di dipendenti e collaboratori per il conseguimento di qualsiasi obiettivo. Poi i problemi delle scuole. L’anno scolastico inizia a settembre, e per allora dovrà essere risolta l’emergenza di questi mesi. In termini di tempo cercheremo di intervenire per cercare una soluzione ai problemi del Catanzaro Calcio, che rappresentano per tutta la città una mortificazione che va molto oltre l’aspetto calcistico. Con la stagione estiva alle porte, l’attenzione andrà poi rivolta a Catanzaro Lido e ai problemi conseguenti ai lavori stradali ancora in corso e a quelli relativi allo stato di difficoltà in cui versa il porto.
Ah proposito di scuole. Al momento ce ne sono due chiuse. La Chimirri e quella del quartiere Fortuna per inagibilità strutturale. Cosa si sente di promettere ai genitori degli alunni?
Procederemo immediatamente ad una ricognizione dello stato degli edifici per allocare nel migliore dei modi e con il minimo disagio i ragazzi della Chimirri e della Fortuna, e dunque iniziare l’anno scolastico regolarmente. Poi avvieremo un programma più articolato e definitivo, facendo tesoro dell’esperienza della Provincia di Catanzaro, divenuta in pochi anni proprietaria di tutti gli istituti, abbattendo i costi dei fitti passivi e assicurando la qualità delle strutture e il loro adeguamento a standard di qualità e sicurezza. Un modello da replicare in pieno al Comune di Catanzaro.
Cos’è una lobby?
E’ un’aggregazione basata sulla comunanza di interessi da parte di soggetti privati.
Esiste una lobby del centro destra a Catanzaro?
Il centrodestra è uno schieramento di idee e progetti e non un’aggregazione di singoli. L’idea che possa esistere l’intenzione di usare la coalizione per ottenere vantaggi a favore di un gruppo di persone è non soltanto campata in aria, ma anche assolutamente offensiva.
È vero che sta già pensando di investire a Giovino? Cosa ne farà?
Catanzaro Lido è da tempo al centro dell’attenzione del centrodestra. Qui sono state realizzate, dalla Provincia di Catanzaro, tante opere pubbliche negli ultimi anni come mai prima d’ora. Basti pensare al Commissariato di Polizia, all’Ufficio Scolastico regionale, all’Area Magna Grecia, alle tante scuole e al Polifunzionale di Giovino che è un’autentica risorsa per le società sportive minori. Eppure nessuno sviluppo definitivo per Catanzaro Lido è possibile se non si risolve il problema del porto, completando i lavori e dando risposta ai pescatori. Per quel che riguarda Giovino il mio programma prevede la realizzazione di un porto turistico, che potrebbe rivitalizzare l’intero tratto di costa, privo di attracchi da Le Castella a Roccella Jonica, e grazie al quale si potrebbe pensare con serietà al futuro turistico di Catanzaro.
Cosa pensa del Pd catanzarese?
Non è mia abitudine guardare in casa d’altri. Lo stato è di generale difficoltà e vedo una gran confusione.
E del giovane candidato Salvatore Scalzo?
Un ragazzo intelligente, che fa parte di un’associazione molto impegnata.
Se Scalzo facesse parte del Pdl si metterebbe da parte per candidarlo al posto suo?
La mia candidatura a sindaco di Catanzaro è maturata dopo una lunga esperienza politica e amministrativa e mi preclude con ogni probabilità altre e più allettanti prospettive. Ma non è un mistero per nessuno quanto io mi senta catanzarese e quanto tenga a questa città. Io sono convinto di poter concorrere a cambiare in meglio le cose grazie alla mia esperienza, al mio entusiasmo e alla qualità di un gruppo di lavoro collaudato. In queste condizioni cedere la mia candidatura a un ragazzo, di qualità come sarà senz’altro Scalzo, ma pur sempre un ragazzo privo di qualunque esperienza amministrativa, non sarebbe una scelta responsabile. Catanzaro è un capoluogo di regione con problematiche assai complesse. Un conto è la suggestione della campagna elettorale, altro è affrontare un’esperienza di governo così impegnativa.
Rientrata la bagarre tra lei e Giuseppe Scopelliti dell’anno scorso durante la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale, se diventerà sindaco, l’ago della bilancia, che ora pende verso Reggio, si sposterà un po’ di più verso il centro della Calabria, o no?
Peppe Scopelliti ha deluso subito quanti aspettavano un suo passo falso. Avevano addirittura coniato un nuovo termine: reggiocentrico, per sostenere la supposta attenzione verso la sua città a scapito di Catanzaro e delle altre province. Oggi, dopo pochi mesi di governo, tutti questi signori sono stati smentiti, avendo Scopelliti dimostrato rispetto, attenzione ed affetto nei confronti della nostra città. Ecco perché l’ago della bilancia non si sposterà verso il centro della Calabria: non ce n’è bisogno.
Se dico Traversalismo, a cosa pensa?
Che fa rima con integralismo. Quello di chi non capisce l’importanza di trovare, o quantomeno di cercare, con gli altri convergenze e affinità per raggiungere obiettivi comuni. La politica è dialogo e non scontro frontale, chi non se ne rende conto è figlio di una stagione che la storia ha archiviato da tempo.
Si fiderebbe di uno che promette di sostenerlo se fino all’altro giorno è stato militante di un partito del centro sinistra?
Non ho bisogno di fidarmi di alcuno. Il mio programma di governo è chiaro, e tutti i miei comportamenti sono improntati alla assoluta trasparenza. Tutti sanno che non subisco ricatti, imposizioni, né condizionamenti, dunque chi sceglie di accompagnarmi in questo percorso sa bene che a guidarmi sarà soltanto la determinazione ferrea di raggiungere l’obiettivo di una città migliore. Per tutte queste ragioni non mi spaventa la compagnia di nuovi arrivati, ai quali com’è mia abitudine non prometto nulla e che dunque non correranno il rischio di restare delusi.
Ritorniamo alla prima domanda: consigliere, assessore, parlamentare, se vincerà anche sindaco… gli mancherebbe solo la poltrona di governatore. Ci ha mai pensato?
Con la candidatura a sindaco ho rinunciato ad altre prospettive. Non mi ricandiderò come parlamentare e non penserò ad altro che alla mia città. Fare il sindaco, senza alcuna indennità come prevede la legge per i parlamentari, e rinunciare ad ogni incarico regionale e alla prossima candidatura da parlamentare, è per molti una scelta incomprensibile. Ma io ho sempre vissuto la politica come una passione e la città di Catanzaro rappresenta un’opportunità straordinaria. So che è una scelta difficile da condividere e ne conosco i rischi, ma sono pronto a lavorare senza recriminazioni né presenti né future. Ciò premesso, la Calabria ha in questo momento alla sua guida un uomo di grande energia, forte della sua gioventù e di una fortissima esperienza politica e amministrativa. Una risorsa formidabile per la Calabria, alla quale tutti guardiamo con fiducia e rispetto. La poltrona di governatore è sua e lo sarà per molto tempo, con la benedizione di tutti noi che ne apprezziamo, giorno per giorno, meriti e capacità.

Anche su Mezzoeuro

11 luglio 2010

Idv, la Calabria dei carbonari

Da sinistra: Enzo Perri, Giuseppe Calabretta, Carolina Marcianò e Roberto Gigliotti

Dai settemila voti nelle ultime elezioni provinciali di due anni fa ai tre mila e cinquecento delle regionali di qualche mese addietro. Ridotto della metà anche il numero dei tesserati. L’Idv a Catanzaro e provincia è in caduta libera. Per gli iscritti di Lamezia Terme il motivo di tale disfatta è uno solo: Gianluca Silipo, appena eletto coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori. Ed è proprio il rispetto delle regole in seno alla sua elezione da commissario uscente ad aver scatenato le ire della seconda città più grande della Provincia. Giuseppe Calabretta, Roberto Gigliotti, Carolina Marcianò ed Enzo Perri ne sono convinti tanto da aver inviato un documento di riflessione sullo svolgimento del Coordinamento provinciale di Catanzaro “al commissario regionale, al commissario provinciale, ai componenti del direttivo provinciale e agli organi di garanzia ai quali chiediamo di ravvisare eventuali estremi di nullità delle operazioni congressuali ripristinando le minime garanzie di democrazia interna che necessariamente intendiamo far valere all’interno del nostro partito”.
“Venti giorni prima del congresso ha mandato a casa tutti, cioè ha sciolto il coordinamento provinciale, cioè “quelli che gli potessero fare ombra” ed è rimasto da solo senza aver avuto l’onestà morale di dimettersi probabilmente per preparare il terreno per la sua elezione”, ha detto Calabretta. “Noi riteniamo non corretto eticamente che un commissario si possa preparare un congresso a suo uso e consumo”, spiega il documento congiunto. “Italia dei Valori vuol dire principalmente rispetto delle regole e noi vogliamo che siano rispettate. La lista di Silipo dei candidati al congresso era di 13 persone, mentre doveva essere di 15. Non è pignoleria ma perseguimento delle norme statutarie. Noi riteniamo che questi comportamenti non debbano essere messi in secondo ordine”, ha incalzato Roberto Gigliotti.
Non solo avrebbe sciolto d’autorità il coordinamento provinciale venti giorni prima ma, in prossimità del congresso, avrebbe anche nominato i cinque responsabili dei giovani di Idv. “Forse per prepararsi il terreno favorevole”, ha accusato ancora Calabretta. Stilettate anche per la mozione presentata da Silipo, “scadente. Che non parla di alleanze naturali e strategiche e che non si prefigge nessuno obiettivo qualificante né sotto l’aspetto politico né sotto l’aspetto organizzativo”. Della quale il commissario “con una escamotage ha tentato finanche di evitare la relazione introduttiva in apertura della fase congressuale, tanto tutto poteva chiudersi con una acclamazione al futuro re”. Dalla sua acclamazione, ancora, si sarebbe svolta già una prima riunione del direttivo provinciale. “Carbonara”, l’hanno bocciata quelli di Lamezia Terme, visto il riserbo assoluto che avrebbero mantenuto i quadri provinciali di Idv. “Le riunioni carbonare – spiegano nel documento - non sono mai state tenute fino ad oggi in questo partito ma se la nuova linea di comportamento è questa ce lo si dica apertamente, sapremo così regolarci di conseguenza”.
Una conferenza stampa, questa convocata nella sede di corso Nicotera di Lamezia Terme, senza peli sulla lingua da parte degli aderenti al partito degli ex pm Antonio di Pietro e Luigi de Magistris, che si inserisce in un forte e acceso dibattito, che investe tutto l’Idv calabrese, sulla modalità e sulla scelta degli uomini da parte dei leaders maximi.