26 settembre 2011

I fiori di Niko Citriniti

Niko Citriniti nel suo laboratorio 

L’appuntamento è davanti al Palazzetto dello sport al Corvo, quartiere popolare di Catanzaro. Ci rechiamo in uno dei suoi laboratori dove ha raccolto alcune sue opere. In macchina ha abbassato le spalliere posteriori perché ha recuperato un frigorifero degli anni ’70. “Sono stato fortunato – ci dice - L’ho trovato in una discarica qua vicino. Ancora non so cosa ci faccio, se una lampada o un mobiletto. Devo vedere cos’altro ho. Comunque dalla parte di sotto ci devo agganciare delle ruote giganti”. Mentre ce lo spiega il suo sguardo s’illumina. Per le amministrazioni pubbliche si tratta di rifiuti ingombranti, da smaltire separatamente dall’umido e dagli altri materiali. Per lui, invece, qualcosa di prezioso. Che può diventare un capolavoro. Da ammirare come un quadro sulla parete. “Noi siamo ciò che produciamo, anche i rifiuti”, commenta. Ci vengono in mente le parole di Fabrizio de Andrè: “Dal letame nascono i fiori”. Niko Citriniti, di anni 37, catanzarese doc, ha una passione: l’alterazione dei rifiuti. Ha uno scopo: la disconnessione dal sistema. E una debolezza: i manichini femminili. “Sono di una bellezza spettacolare”.

21 settembre 2011

La "dolce" Angela Tarantino si è dimessa

Angela Tarantino e Bruno Colosimo

La “dolce” Angela Tarantino, assessore al Bilancio del Comune di Cropani, si è dimessa. Dolce non solo per la bella presenza e le spiccate doti aziendali. Dolce specialmente per la concertazione amministrativa con Francesco Dragone, promotore della rinascita culturale locale grazie alle manifestazioni estive, celebrate con il suo azzeccato slogan: Cropani Dolce DiVino.

19 settembre 2011

Al concorso di Cropani vincono gli "interni"

Il Municipio di Cropani

Sono sei i fortunati del concorso indetto dal Comune di Cropani come collaboratore amministrativo. Sei dopo la prima prova scritta del 27 agosto scorso a cui hanno fatto richiesta di partecipare ben 194 persone, provenienti anche da fuori regione. Alla meta ne rimarrà solo uno. Due di Catanzaro, uno di Sersale e tre della ridente cittadina presilana. I locali si sono classificati tra i primi quattro. Forse, come nel linguaggio sportivo, hanno avuto dalla loro il vantaggio del pubblico. Forse. Se non fosse che questi fortunati, chi più chi meno, sono dotati di cordone ombelicale. Che arriva fin dentro gli uffici comunali. Così come vuole il sito istituzionale (che ha pubblicato il documento visualizzabile esclusivamente con password consegnata ai “soli” interessati), a sbafo della legge sulla trasparenza amministrativa,  l’Url non farà i nomi. Forse si tratta di coincidenze. Forse. Coincidenze elettive, però. Dunque, uno è consigliere di maggioranza. Un altro lavora part time nel comparto della riscossione dei tributi. E l’ultimo ha avuto il proprio partner come dirigente. Nulla di strano o di anomalo. Solo convergenze. E tanta voglia di lavorare. Ne rimarrà solo uno. Dicono che il favorito abita nella frazione marina di Cropani. Dicono. Ai posteri.
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Recita l’articolo uno della Carta costituzionale. Demos e lavoro. Democrazia e meritocrazia. Croce e delizia. A Cropani è così.

18 settembre 2011

Saverio Rotundo, genio e sregolatezza

Saverio Rotundo, U' Ciaciu

Quando si presentò alla Mostra delle Arti visive di Venezia nel 2001 gli agenti del commissariato di San Marco lo tennero sotto torchio dalle ore 9 fino alle 14. “Elmetto da guerra, brache da Arlecchino, scarpe con fiocchi da Alice nel paese delle meraviglie”, riferì la stampa dell’epoca. Ma sottobraccio teneva “una bombola del gas con due cannelli. Una sorta di lanciafiamme artigianale”. Credevano volesse incendiare i quadri esposti. “E’ mai stato in carcere?” Gli chiesero gli zelanti poliziotti. E lui: “Lo sono stato negli anni ‘40, ma questo è un segreto di guerra!” Con le Istituzioni non ha mai avuto dei buoni rapporti. A Catanzaro lo denunciarono finanche per “aver gestito una discarica” con le sue opere. Create con i rifiuti in metallo, con le carcasse d’auto e gli elettrodomestici. Il 20 aprile 1994 l’allora pretore del capoluogo calabrese, Vittoria di Sario, vinse l’imbarazzo dell’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco con un proverbiale “il fatto non costituisce reato”. Voleva abbellire l’area di via Lucrezia della Valle “caduta in degrado”, si giustificò. E non ha mai legato nemmeno con gli operatori della sicurezza. Ben quattro le cause civili mossegli dai vigili urbani. Tutte vinte.

16 settembre 2011

Auto in fiamme a Lamezia in pieno giorno

La Seicento andata a fuoco 

Auto in fiamme a Lamezia Terme. In pieno giorno.
Era da poco passata l’una e mezza di ieri quando una Seicento ha preso fuoco nella centralissima via Tagliamento di Lamezia Terme. Immediato l’intervento dei Vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere le fiamme che stavano avvolgendo l'auto come una torcia e che stavano avvicinandosi pericolosamente a ridosso delle abitazioni. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia locale. Nessun segno ha lasciato immaginare che si sia trattato di dolo. Comunque le indagini sono tutt’ora in corso. Sentito anche il proprietario dell’autovettura.

10 settembre 2011

Capitombolo da Formula Uno a Catanzaro Sala

Le due auto coinvolte 

Capitombolo da Formula Uno a Catanzaro Sala. Una Fiat Punto e una Fiat Idea viaggiavano fianco a fianco da viale Brutium quando all’imbocco di via degli Svevi si urtavano. Ad aver la peggio l’utilitaria che si è rovesciata su se stessa andando a finire di lato, a ridosso della montagnola.  Per la Station Wagon solo i segni di un lieve tamponamento sulla fiancata anteriore sinistra. È successo intorno alle ore 15 di ieri pomeriggio, per fortuna senza gravi conseguenze per gli occupanti delle due autovetture. Immediato l’arrivo dei carabinieri della stazione del capoluogo che hanno provveduto a riconoscere l’identità delle persone coinvolte e svolto i rilievi del caso.
Non è il primo incidente che si verifica tra viale Brutium di Catanzaro Sala e via degli Svevi del rione Campagnella. Unanime l’appello dei residenti affinché l’Amministrazione comunale provveda a mettere maggiormente in sicurezza l’incrocio.


9 settembre 2011

AAA avvocato cercasi


Cravatta al collo e valigetta nera al seguito. Meglio rossa sulla camicia bianca. Capelli a caschetto e brizzolati, anti età. Sguardo energico da tutto fare. Anche gli imbrogli ti sbroglia, così ti fa capire. Te lo dice guardandoti diritto negli occhi. Poi con le citazioni latine diventa serio. Ius aedificandi, inaudita altera parte, le riporta come il ricordo di una vecchia poesia delle scuole elementari. Le dice storpiate, ma è il senso quello che conta. A Sellia Marina è da un po’ di anni a questa parte che circola un avvocato “criminologo”. Forse specializzato in “Criminologia”, qualcosa di così misterioso che sfugge e che in un certo senso giustifica anche il fuggire dal cercare di capirlo. Forse. Circola un avvocato che si spaccia per tale, ma non lo è.
La cosa bella è che capita sempre nelle situazioni più delicate. Quelle in cui i comuni mortali hanno bisogno dei legali come il pane. Risse familiari, sfratti esecutivi, avvisi di cartelle esattoriali impossibili. Toc, è lui alla porta. E se ne esce con fantomatici complotti ai loro danni. Diventa come una zingara che ti sta leggendo la mano e tu pendi dalle sue labbra. O come l’oroscopo che proprio quel giorno, così sfigato, ti preannuncia una disgrazia. Poi non si avvera, certo, ma la tensione è tanta che sei debole. Ti bevi di tutto e di più. Anche lui. 
Gli articoli di legge sono la sua passione. Articolo cento e dispari. Cinquecento e pari. Soprattutto i settecento. Sono più alti e quindi più difficili da ricordare. Non per lui. È un’enciclopedia per i profani. Per gli esperti del mestiere una barzelletta.
Quando a qualcuno viene il dubbio sulla sua autentica professionalità tira fuori la sua carta vincente: “consulente del Csm”. “Consiglio superiore della magistratura”, sottolinea, e qualche docenza sparsa per le università italiane. È un pezzo grosso.
Di solito, se è presente un suo “collega”, elegantemente si defila con l’indice puntato sempre sull’immaginario complotto. La giustizia è quella che è. E lui ci marcia.
Con gli occhi sgranati ti tesse le lodi e con le sopracciglia aggrottate vuole capire se tu hai capito che lui non lo è. Se hai capito passa al contrattacco. Da carnefice si fa passare per vittima. Se è vittima per giustiziere. È una catena la sua. Negli anni si è specializzato nel “traffico”. Traffica, lui, su tutto e per tutto. Recentemente  pare si sia specializzato nelle aste immobiliari, le sue preferite sono quelle esecutive. Quando meno te lo aspetti fa toc toc. Apri e te lo trovi davanti. Ti dà dei consigli su cosa fare, sulle azioni giudiziarie da intraprendere, se necessario piange insieme a te. E quando se ne va hai l’impressione di aver avuto una visione.
Non è l’unico della specie. Ce ne sono degli altri. Non è mai semplicissimo individuarli. E’ un prodotto tipico, liberamente fuoriuscito dal cilindro della cultura tutta cravatta e valigetta made in Calabria. Un figlio spurio della giustizia ancora in cerca d’identità, tra lobby e criminali.