20 ottobre 2011

Ricoverato in Psichiatria l'operaio che ad Alli ha minacciato il suicidio

L'ingresso della discarica 

Si chiama Antonio Severino, l’operaio della Enertech che ha minacciato di buttarsi da un capannone della discarica di Alli perché non percepisce lo stipendio da diversi mesi. Quarantotto anni, padre di famiglia e tre figli a carico. Un gesto disperato, forse dettato da una telefonata di un Istituto di credito che avrebbe ricevuto nei giorni scorsi. Una telefonata di sollecito. L’ennesimo. Per alcuni pagamenti non corrisposti per i quali il Severino aveva garantito con la busta paga quale dipendente della società finita recentemente sotto i riflettori per due inchieste della Procura di Catanzaro. Atto primo - inerente alla presunta frode fiscale degli imprenditori che ne fanno parte  - atto secondo – riguardante il danno ambientale cagionato con lo sversamento del percolato nel fiume sottostante - di Pecunia non olet (il denaro non ha odore).
La protesta di Severino è durata circa un’ora. Dalle 10 e 30 di questa mattina. Fin quando con l’arrivo dei vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine e soprattutto di Roberto Arcadia - custode giudiziario nominato dal Gip, Abigail Mellace, contestualmente al sequestro, così come proposto dal pm, Carlo Villani – non si è deciso a scendere dal capannone di servizio, da dove minacciava di suicidarsi. E sarebbe stato proprio Arcadia a rassicurarlo circa la prossima consegna delle spettanze lavorative. In ogni caso Salvatore Borelli, segretario della Cisl, ha confermato lo sciopero dei quaranta dipendenti della società dal prossimo 24 ottobre. “Il nostro vuole essere un appello – ha detto - perché le Istituzioni ci vengano incontro per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori”.
Al momento l’operaio, protagonista del tentativo di suicidio, si trova ricoverato presso il reparto di Psichiatria del Pugliese Ciaccio. 

Salvatore Borelli, segretario Cisl degli operai Enertech 

3 commenti:

domenico ha detto...

ricoverato perchè chiede giustizia.
persone che si sono arricchite e persone che muoiono di fame, e quando protestano per il posto di lavoro, tutti se ne lavano le mani.

Giovanni Parrotta ha detto...

er farsi sentire bisogna compiere gesti estremi ... ma l'umanità e il rispetto dei lavoratori dove sono?
vediamo gente che distruggendo aziende prende buone uscite milionarie.. e si aspetta il gesto estremo per pagare ad un operaio delle spettanze sacrosante... uno stipendio fatto di fatica pericolo e sudore della fronte!

Anonimo ha detto...

Che tristezza...