“Siamo a Guardavalle Marina, in chiesa, ove il 22 maggio
1979 si reca con il suo entourage. La Maria s’inginocchia davanti all’altare,
segue i suoi vocalizi; poi va all’ambone a parlare (…) Si ferma ad una ragazza
e le dice perché non crede in lei. Al che la ragazza risponde di credere solo
in Dio (…) Al termine la Maria raggiunge la ragazza di cui sopra e le
rimprovera la sua mancanza di fiducia nella sua persona con queste testuali
parole: Se non credi in me resterai muta per tre giorni.”
Inizia così l’avventura del Movimento apostolico, la lobby religiosa della diocesi di Catanzaro/Squillace. Con una minaccia. Si tratta di un estratto della relazione che la Commissione nominata dall’allora vescovo, Antonio Cantisani, per “esaminare e approfondire fatti, circostanze e dottrina riguardanti il Movimento Apostolico fondato dalla signora Maria Marino in Marraffa”, scrive qualche anno più tardi. Per la cronaca: “la ragazza in questione non ha sofferto affatto di afasia né quel giorno né i giorni seguenti”, annota la stessa Commissione composta da: don Giuseppe Silvestri, parroco di San Giovanni e docente al seminario san Pio X in Catanzaro; don Domenico Graziani, docente al seminario San Pio X; padre Nicola Criniti, docente; don Edoardo Varano, direttore della Villa della Fraternità (coordinatore della Commissione); don Rocco Cassadonte, arciprete di Borgia e don Gesualdo de Luca, parroco di Pazzano.
Inizia così l’avventura del Movimento apostolico, la lobby religiosa della diocesi di Catanzaro/Squillace. Con una minaccia. Si tratta di un estratto della relazione che la Commissione nominata dall’allora vescovo, Antonio Cantisani, per “esaminare e approfondire fatti, circostanze e dottrina riguardanti il Movimento Apostolico fondato dalla signora Maria Marino in Marraffa”, scrive qualche anno più tardi. Per la cronaca: “la ragazza in questione non ha sofferto affatto di afasia né quel giorno né i giorni seguenti”, annota la stessa Commissione composta da: don Giuseppe Silvestri, parroco di San Giovanni e docente al seminario san Pio X in Catanzaro; don Domenico Graziani, docente al seminario San Pio X; padre Nicola Criniti, docente; don Edoardo Varano, direttore della Villa della Fraternità (coordinatore della Commissione); don Rocco Cassadonte, arciprete di Borgia e don Gesualdo de Luca, parroco di Pazzano.
Una relazione che non lascia niente al caso. Esamina tutto
ciò che ruota intorno alla fondatrice e ai contenuti teologici del sodalizio. I messaggi che la Marraffa dice di ricevere dallo Spirito Santo. I
segni particolari. I fatti. L’arma delle minacce. Il Movimento
apostolico, “una costruzione artificiosa senza fondamenta.” Andiamo con ordine.
I messaggi.
“Creature ascoltate la voce del mio messaggero, del messaggero del padre mio. È
verità. È salvezza. È luce.” questo messaggio reca la data del 30 gennaio 1980.
Ironica e triste l’analisi della Commissione: “Sembra di sentire l’eco dei
profeti del Vecchio testamento. Non per nulla i suoi messaggi sono infarciti
dall’espressione tipicamente profetica: Così dice il Signore. Da notare come in
questo ed in altri messaggi non un solo accenno alla povertà, alla miseria
della creatura sia pure messaggero di Dio. L’umiltà è un fiore che non spunta
mai nel campo di queste presunte rivelazioni.”
I segni straordinari.
Questa dei segni è proprio una “smania”. “La Marraffa intende provare a tutti i
costi che lei è stata investita da Dio, contro la sua volontà, una missione di
salvezza e di conversione. Da qui il ricorso continuo a segni esterni divenuti
parte preponderante e scioccante nelle varie manifestazioni liturgiche o
paraliturgiche.” La Commissione riporta tre episodi, sostanzialmente identici,
in cui vengono espletati. Il primo accade nella Parrocchia di Santa Maria. “La
Marraffa, non accettata neppure dal gruppo del Rinnovamento dello Spirito in
Catanzaro a causa della sua invadenza ed estrose prove carismatiche, decide di
sganciarsi da tutti”. E’ una suora a raccontare “lo spettacolo”. Il primo venerdì
del mese di giugno, che coincide con la festa del Sacro Cuore, invita le suore
a partecipare all’ora di adorazione perché “sarebbero successe cose
straordinarie”. Durante la preghiera si alza all’improvviso e si siede a terra
al centro della chiesa dicendo che la Madonna la chiama. Un insegnante va verso
di lei e la invita ad alzarsi. Inutile. Le offre una sedia, ma non accetta.
Vuole rimanere per terra. Poi si alza da sola. Ma continua a proferire parole
prevenienti dalla Madonna, a suo dire. La suora si fa coraggio e le intima di recarsi
in sacrestia. Al termine della funzione succede un “putiferio”. Mostra “alle
persone invitate da lei, anche i fotografi, le sue mani contrassegnate da
piccole croci.” Fotografie che poi vengono allegate agli articoli che la Gazzetta
del Sud dedica al caso.
L’altro episodio succede nella Chiesa del SS Salvatore il
21/9/1979. Stesso schema. Durante l’adorazione si alza e mostra ai presenti che
la sua fronte sanguina. Stesso putiferio.
Infine è la volta del paese di Satriano. Qui avviene
l’evoluzione delle stimmate con i batuffoli di cotone. Una prassi consolidata
ripresa poi dai suoi adepti. Si strofina le mani con del cotone e lo consegna
ad un ragazzo. Ancora putiferio in Chiesa. Sono presenti due medici che
esaminano le mani della signora e non riscontrano nessuna lacerazione o
abrasione. Ripongono il fazzoletto in una busta e la sigillano. Nei giorni a
seguire si recano all’Università di Messina, tra gli altri la stessa Marraffa,
per farlo esaminare. Illuminante il giudizio della Commissione: “Le anime
legate a Dio da profonda umiltà e carità, non danno peso a simili fenomeni né
si costituiscono avvocati difensori della propria causa.”
Le minacce. Nel
novero delle minacce che usa la Marraffa per circuire deboli e indifesi merita
di essere ricordato l’episodio di don Tito Voci, parroco di S. Andrea Marina.
Appassionato d’arte osserva a lungo e con molta attenzione l’anta dell’armadio
che la signora identifica con il Volto di Gesù. E stende una relazione che
vuole inviare al suo vescovo. Subito dopo si ammala di mieloma. “Questa
dolorosa circostanza venne subito interpretata come immediata punizione divina
per il rifiuto opposto a riconoscere prodigioso il volto di Cristo.” Don Varano,
coordinatore della Commissione, viene avvicinato da un seguace del Movimento che
lo prega di strappare la relazione, altrimenti, a detta della Marraffa, sarebbe
morto.” Intanto è informato anche don Voci del messaggio e non cede di un
centimetro. E, soprattutto, non muore, a dispetto delle minacce.
Le fondamenta. Esaminando
la teologia del Movimento il lavoro della commissione raggiunge le fondamenta.
Anzi, dove dovrebbero essere. E non le trova. “Non basta dare belle e colorite
definizioni ad un movimento ecclesiale per accreditarlo e farlo accogliere come
merce pura e genuina. Occorre esprimere i contenuti più pesanti ed esigitivi
della dottrina evangelica, quale la Croce, la mortificazione, l’umiltà, la
povertà, il rinnegamento di se stesso, per poi viverli in modo più intenso ed
eroico. Il Movimento Apostolico questa
faccia nemmeno la sfiora; si adagia nel terreno labile del sentimentalismo,
puntando il suo successo unicamente sulla persona della Marraffa “carismatica”,
intorno a cui tutto ruota e prende ossigeno.”
La conclusione della relazione è una sonora bocciatura. Ma il vescovo Cantisani non fa il passo. Non sconfessa il Movimento Apostolico. Lo lascia fare e prosperare. Nove anni dopo lo approva temporaneamente. E nel 2001 definitivamente. Attualmente conta una sessantina di preti nella sola diocesi calabrese, più della metà. Ed è retto dalla figlia di Maria Marino, Cettyna Marraffa.
La conclusione della relazione è una sonora bocciatura. Ma il vescovo Cantisani non fa il passo. Non sconfessa il Movimento Apostolico. Lo lascia fare e prosperare. Nove anni dopo lo approva temporaneamente. E nel 2001 definitivamente. Attualmente conta una sessantina di preti nella sola diocesi calabrese, più della metà. Ed è retto dalla figlia di Maria Marino, Cettyna Marraffa.
1 commento:
Nn dirò mai Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno..
Loro sapevano bene quello che facevano..
Setta.. Creata a scopo di lucro..
Ebbene dire.. Che davanti al Padre andremo a piedi nudi..
La santona e i suoi seguaci i piedi nudi c è l'hanno già nell inferno..
Nn per loro.. Ma per i figli di Dio dico.. Dio Dio mio.. Da chi andremo?? Se in casa tua ci sono i lupi vestiti di agnelli?
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