26 giugno 2013

Il cranio di Berlusconi al posto di Villella


Il Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso accoglierà le spoglie di Silvio Berlusconi. Quando morirà, dopo un’attenta e scrupolosa autopsia, sarà solennemente esposto ai visitatori. Al cranio, in particolare, sarà riservata tutta una stanza nell’androne di ingresso. Non vi è dubbio che, tra delinquenti, negri, donne e meridionali, sarà la reliquia più prestigiosa tra tutte quelle presenti nel Santuario del crimine.
Secondo recentissimi studi, ancora non diffusi per ragion di Stato, sembra che la personalità del leader del Partito delle Libertà, incline alla corruzione, alla concussione e alla prostituzione minorile, sia dovuta ad una precisa malformazione tra la regione occipitale e quella temporale nella zona posteriore della testa. Più che una malformazione si tratterebbe verosimilmente di una botta, che avrebbe ricevuto da piccolo quando era ancora in fasce dal vicino di casa che mal sopportava i suoi inspiegabili lamenti. La percossa ebbe immediati riscontri. Il bambino non pianse più, ma con il tempo maturò una crescente insofferenza verso il prossimo. Da qui la sua naturale predisposizione a delinquere. I discepoli di Marco Ezechia Lombroso stanno lavorando alacremente e senza soluzione di continuità in vista del grande giorno. La recente condanna a sette anni di carcere inflittagli dal Tribunale di Milano li ha allarmati. Temono di non  farcela a causa della depressione che potrebbe accorciargli il lasso di tempo che ancora gli rimane da vivere.
Solo allora, secondo indiscrezioni vociferate nei passaggi sotterranei dell’Università di Torino dove di norma si danno ritrovo, i dirigenti del Museo decideranno di restituire il cranio di Giuseppe Villella al Comune di Motta Santa Lucia che gli diede i natali. La fossetta occipitale mediana - che vide Cesare Lombroso sul cranio del presunto brigatista calabrese poeticamente descritta in questi versi: “Alla vista di quella fossetta mi apparve d'un tratto come una larga pianura sotto un infinito orizzonte, illuminato il problema della natura del delinquente, che doveva riprodurre ai nostri tempi i caratteri dell'uomo primitivo giù giù fino ai carnivori - apparirebbe ben poca cosa rispetto alla botta sulla testa del più volte primo ministro italiano. Non sarebbe una larga pianura, bensì una lussureggiante montagna sotto una galassia di stelle e pianeti mai visti e nemmeno lontanamente sognati da uomo alcuno, neanche dal fondatore della scienza moderna: Galileo Galilei.
Così è se vi pare.

3 commenti:

domenico ha detto...

Così, Pino Aprile commenta dal proprio profilo Facebook: cari prof dell’università: quell’osso è un segno di una dignità offesa e di un’offesa che non è più accettata. Lo rivogliamo, per rimettere a posto qualcosa che ci fa ancora male e che la vostra resistenza spinge a ritenere incredibilmente viva dopo un secolo e mezzo. Non penso sia così (a parte uno due casi… noti), ma il vostro comportamento autorizza a ritenerlo. Serve solo a ritardare qualcosa che avverrà, che si potrebbe far bene prima, invece che male e a forza, dopo.

Anonimo ha detto...

Grande EMILIO,
questo articolo mi ha fatto molto piacere leggerlo.Bravissimo!
Daniele

Anonimo ha detto...

L'articolo letto è semplicemente VOMITEVOLE.

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