2 marzo 2010

La famiglia di Torchia

Mario Tassone , Anselmo Torchia e Frank Santacroce


Anselmo Torchia ha una carta da giocare. La Fondazione Campanella. Il Centro oncologico calabrese di Eccellenza che non è mai diventato un Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, come era nelle previsioni. Ma con lui è “diventata” realmente un’eccellenza, anche se “migliorabile”, dice. Anselmo Torchia ha una motivazione per candidarsi: “la Sanità”. “I servizi al malato sono una cosa sussidiaria rispetto ai rapporti con le ditte e quant’altro”, accusa. Anselmo Torchia ha da dire delle cose ad Agazio Loiero, il governatore uscente che lo ha nominato presidente della Fondazione, che il suo libro: “Le cose fatte” , “sono il nulla. La prova documentata che non si è fatto nulla”. “E’ meglio che non lo comprate”, consiglia ai presenti. Anselmo Torchia è “il migliore possibile”, filosofeggia Dino Madia, segretario cittadino dell’Udc. “Sarà il primo eletto del partito in tutta la Calabria”, prevede Frank Santacroce, ex sindaco di Albi. “Farà miracoli”, lo santifica. Anselmo Torchia è la dimostrazione visibile del principio della relatività della verità. La verità è relativa. Non è esiste quella assoluta, o oggettiva. Esiste solo quella che va bene per chi la dice. Quella che non va bene, invece, basta non dirla per annullarla come se non fosse mai esistita.


Anselmo Torchia elenca tutte “le cose non fatte di Loiero”. “La Sorical. Vi sono passati 300 milioni di euro”, disapprova. La sua Fondazione, la Campanella, è sotto inchiesta dalla Corte dei Conti per un danno erariale pari a 90 milioni di euro, ma la sua preoccupazione è la Sorical.


“La Sua, (società unica appaltante ndb) è un carrozzone”, rilancia. “Con la Campanella siamo stati i primi in Italia a fare le gare on line”, spara. Non si è mai saputo quali ricerche abbia fatto il centro di Eccellenza in questi anni. Che fine abbiano fatto i soldi trasportati con il treno dal Palazzo regionale. Quanti e perché stati gli assunti in questi anni nell’attesa spasmodica della premiazione ad Irccs che non è mai arrivata, anzi la Commissione ministeriale l’ha pure soprannominata “mostro giuridico” e lui, invece, sostiene di riuscire a vedere il sole anche di notte. Memorabile il suo balletto, e quello del direttore amministrativo, Antonio Belcastro, davanti alle telecamere di Rai Report sulla destinazione dei finanziamenti e sulle fantomatiche ricerche del Coe (Centro oncologico di eccellenza) calabrese. Gli astanti applaudono. La sala dell’Hotel Guglielmo è gremita. “Nessuna pubblicità. E’ bastato il passaparola fra amici”, spiegano gli organizzatori. Ai quali aveva promesso un “progetto a tempo indeterminato” se fosse sceso "in campo". Proprio come i contratti di lavoro di quelli che ha fatto assumere nei quattro anni in cui è stato presidente della Fondazione, dal 2006 ai primi del 2010. A tempo indeterminato, dunque, e la sala si è riempita. Tutti accuratamente ben vestiti. Vestiti nuovi e a festa. Per omaggiare l’avvocato. Tutti amici. Una famiglia. “I valori in cui crediamo, noi dell’Udc, sono la Chiesa cattolica e la famiglia”, chiarisce. “La famiglia, intesa, non solo come legame parentale, ma come appartenenza”.


Probabilmente è stato lo stesso senso familiare di appartenenza, che si è respirato ieri al Gugliemo, a convincere l’amico e collega di Torchia, Santacroce, consigliere di minoranza al Comune di Albi, a preferire la presentazione del candidato al Palazzo Campanella anziché a partecipare al Consiglio comunale con all’ordine del giorno alcune importanti delibere finanziarie dell’Ente. Secondo l’ex sindaco, quello attuale, l’avrebbe fatto apposta a indire un Civico consesso proprio quel giorno e a quell'ora, certo della sua assenza. Solo chi fa parte della famiglia riesce a capire. E il pubblico, infatti, applaude. Non c’era scelta. Torchia vale più delle scelte amministrative di un Comune. Torchia “farà miracoli”, promette.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

che coerenza...

francesca angelucci ha detto...

l'Associazione Pina Simone per la tutela del malato oncologico chiede ad anselmo torchia, l'uomo che promette miracoli dove era collocato prima di collocarsi presso il magnifico schieramento rappresentato dal magnifico tassone?. francesca angelucci presidente dell'Associazione Pina Simone

michino. ha detto...

Gentilissimo Signor Grimaldi non ha scritto niente di nuovo...le sue notizie sono di dominio pubblico. Lei sta facendo al signor Torchia della pubblicità gratuita.Tutti sanno della fondazione Campanella.Meglio dire che tutti sanno e vedono e dopo pochi istanti...nessuno vede e nessuno sente.

vincenzo ha detto...

ecco alcuni commenti su catanzaro news.

Titolo: Torchia nella mischia politica
Sommario: L'avvocato ora punta a conquistare un posto al parlamento regionale

(leggete l'attacco del pezzo)

Anselmo Torchia, il nuovo che avanza in politica. Dalla prestigiosa attività forense a quella manageriale, ora punta a conquistare un posto nel parlamento regionale con la lista dell'UDC.
(...)
Si è presentato ieri ai catanzaresi, gran folla di sostenitori(...) lui che da presidente della fondazione campanella i problemi della sanità li ha vissuti sulla propria pelle.

1- In quale altro giornale dell'occidente passerebbe un pezzo del genere?

2-Ma l'avvocato non è lo stesso che in una trasmissione di Ra3 sugli sprechi nella sanità, giustificando le spese della fondazione che dirige disse (con grande divertimento di tutti i telespettatori): "abbiamo pure i topolini...!" ?
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02-03-2010 alle ore 12:55, Leon wrote:
Comunque non è l'uomo dei topolini
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Hai ragione, l'uomo dei topolini dirige ora L'AZIENDA MATER DOMINI.
La vergogna e' che tutto il consiglio tranne un contrario dell'IDV, hanno
dato proroga fino al31/12/2010 alla f. CAMPANELLA!!!!!!


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vornander Inserito 02-03-2010 alle ore 15:10





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OFF-Line yes. Ho riletto tutto.
L'uomo dei topolini era tale Belcastro direttore della Fondazione Campanella. Lui, il Torchia, era presidente della Fondazione Campanella.


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ondormodadomenica Inserito 02-03-2010 alle ore 15:23





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ON-Line ex compagno, figlio di un e una comunista.
fino a tre mesi addietro pasteggiava con il PD.
Questo è il classico uomo di sx che descrive il patriota.
Cmq è quello delle assunzioni senza autorizzazione alla fondazione campanella

carmine ha detto...

Dottor Grimaldi su internet di notizie come quelle Il fallimento della sanità calabrese
3 mag 2009 ... C'è voluta una trasmissione come Report in prima serata per mostrare con una ferocia ... Anselmo Torchia, presidente della Fondazione, ...
www.oresteparise.it/.../mezzo2009_18bis.html - Copia cache - Simili
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..continua……………..
Il fallimento della sanità calabrese frutto del deficit politico
di Oreste Parise (Mezzoeuro Anno VIII num. 18 del 03/05/2009)
Prendiamo i due casi emblematici messi in evidenza da Report.
Il primo è quello di Antonio Belcastro. «Direttore generale di una struttura, di un'azienda pubblica, Mater Domini, contemporaneamente facente funzioni di direttore generale nonché direttore amministrativo di una struttura privata, cioè Fondazione Campanella. Cioè, è incompatibilità pura», afferma Alberto Marazzina a Report. «Ma qual è l'incompatibilità, mi scusi? Belcastro è uno di qualità», ha replicato Loiero.
Ma chi è questo Belcastro? Un verginello nella sanità?......................che la sanità sia una gestione completamente politica non c'è bisogno di alcuna dimostrazione matematica: è una evidenza empirica che ciascuno può verificare ogni giorno sulle inefficienze di qualsiasi ufficio sanitario del proprio territorio........ C'è voluta una trasmissione come Report in prima serata per mostrare con una ferocia inaudita tutti i guasti di un sistema che saremo chiamati a pagare amaramente con quel famoso piano di rientro che ancora stenta a partorire per le ricadute sulle tasche de cittadini che avranno sicuri riflessi nelle urne. Quella realtà di 36 ospedali irregolari su 39 ha scosso un po' gli animi ed il governatore è sembrato meno brillante del solito nel difendere l'indifendibile.
Mai come in questo momento bisognerebbe fare chiarezza, e regalare ai calabresi almeno un pizzico di verità.
Che fine hanno fatto i milioni della Fondazione Campanella? Il Gruppo di ricerca in Immunologia dei Tumori dell’Università Magna Graecia, coordinato da Ennio Carbone, ha comunicato di aver concluso un importante studio, durato più di due anni, sulla risposta immune mediata dai linfociti citotossici NK (Natural Killer).
“1 parte.........

Anonimo ha detto...

2) parte.........
“Report attacca e Catanzaro risponde con una attività scientifica altamente qualificata che viene ormai seguita dai più importanti Istituti di ricerca del mondo”, commentano i ricercatori nel loro comunicato.
Excusatio non petita accusatio manifesta. Perché l’Università Magna Graecia scende in campo per difendere una Fondazione privata? I componenti del gruppo di ricerca non sono stipendiati dall’università? Non vengono pagati per questo? Qual è il loro rapporto con la Fondazione? Quale investimento è stato fatto per pervenire a quel prestigioso risultato.
I termini brutali chi se li è pappati quei 50milioni di euro che ogni anno vengono gentilmente erogati alla Fondazione? Dobbiamo realmente credere che sono stati i simpatici topolini in attesa di essere vivisezionati?
Nessuno è contro la ricerca, tutti i calabresi sarebbero felicissimi di sapere che vi sono dei centri di eccellenza dove vengono portate avanti studi avanzati in qualsiasi settore. Ma si pretende un pizzico di chiarezza sull’uso dei fondi destinati allo scopo.
Cosa è la Fondazione Campanella? Cosa fa? Cosa dire della proposta di Nicola Adamo di diluirla nella Mater Domini? Quali interessi e chi si nasconde dietro Mater Domini?
Non si tratta per caso di un altro caso d’insabbiamento di un contenitore vuoto che ha ingoiato milioni di euro per una gabbietta di topini diventati mitici poiché ciascuno di essi è costato tre milioni di euro che saremo tenuti a rimborsare? Se lo chiede Michele Trematerra.
L’avv. Anselmo Torchia, presidente della Fondazione, osserva giustamente che “siamo di fronte ad una Fondazione regolamentata dal Codice Civile che non può venire accorpata né sciolta in forza d una decisione unilaterale della politica”.
Sono parole sacrosante. C’è solo da chiedersi per quale motivo un ente privato che rivendica orgogliosamente la sua autonomia debba ricevere un gentile cadeau annuo di 50milioni di euro da parte della regione.
Non sarebbe logico e naturale che richiedesse il finanziamento per i progetti di ricerca predisposti ricorrendo a tutti i fondi disponibili nazionali, comunitari ed anche regionali. In concorrenza con chiunque altro voglia proporre ipotesi di studio, come ad esempio l’Università Magna Graecia e la stessa Villa Anya, fin quando continuerà a godere dell’accreditamento regionale?
Perché l’Università dovrebbe pagare pegno alla Fondazione per finanziare le sue ricerche?................................................................................continua.

Anonimo ha detto...

ma non è quello che all'intervistatore di report ha detto che quel fiume di denari sperperati avevano avuto il fine di comprare un esemplare di topolino (a mio avviso neanche pagato in quanto fuggito dal vicino mercato ortofrutticolo) per la ricerca?

francesca ha detto...

gli ammalati oncologici sono fieri di avere uomini di tale spessore che si preoccupano della ricerca magari anche propensi a sperimentare su di loro quanto scoperto.francesca

Anonimo ha detto...

mi sembrate ridicoli voi dell'IDV, ma perchè non parlate dei milioni di euro che la regione ha dato a callipo per la l'albergo, la gelateria, per assmere 200 prsne in realtà mai assunte, vi spiegate perchè la gente di vibo non lo stima. Tutti sanno he torchia è onesto e voi disonesi intellettualmente.