16 maggio 2016

Acri, il matrimonio di Giovanni Cofone con il Giudice di Pace

L'ufficio del Giudice di pace di Acri

Giovanni Cofone è il nuovo direttore istruttivo amministrativo del giudice di Pace di Acri. A nulla sono valse le segnalazioni dell’Autorità nazionale Anticorruzione sul conflitto di interesse manifestato dallo stesso Giovanni Cofone che nei mesi scorsi aveva predisposto la procedura di reclutamento a suo uso e consumo con l’avallo del segretario comunale, Cosimo Straface.

13 maggio 2016

Il viaggio della penna di Bruzio verso la Rai

Un frame de La penna di Bruzio

Roma, via Tiburtina. Libreria Feltrinelli. Fine 2013. La sala è stracolma di gente. Non c’eravamo solo noi, Mattia e io. Tanti altri volevano incontrare il maestro. Claudicante, con la faccia rugosa ma ferma sul tempo di due secoli, Andrea Camilleri, si avvicina ad un tavolo predisposto per lui. Parla del suo libro. Delle sue memorie siciliane speculari di una cultura millenaria e crocevia tra Occidente e Oriente.

12 aprile 2016

La Pax Acrese

Palazzo Gencarelli (Acri)

Il potere politico si conquista con la guerra, ma si conserva con la pace. La guerra della campagna elettorale in cui i pretendenti alla vittoria per persuadere gli elettori accusano, offendono, minacciano. Una guerra in cui i candidati passano da una parte all’altra come marionette, dove le promesse valgono almeno quanto i colpi di fucile. Ma dopo - qui viene il bello - è fondamentale la conservazione del potere acquisito. Dove un ruolo importantissimo lo gioca la capacità dell’Amministrazione di turno di preservare la pace. Non si accettano le proteste di popolo. Non sono apprezzate le carte bollate. E non piacciono le persone che possono creare disturbo, che rovinano la pax bramata e raggiunta con tanta passione.

5 aprile 2016

Le Biosfere di Acri

Una veduta di Acri

Ho seguito con molto curiosità la questione Mab ad Acri. Da esterno (non sono acrese) ho potuto osservare che il territorio e l’ambiente nel paese di Vincenzo Padula sono molto sentiti. C’è stata una vera e propria mobilitazione popolare che ha coinvolto cittadini, amministratori, associazioni, partiti politici e chi la politica l’avverte come un bene comune o come una paura comune. E come nelle cose che mettono in comunicazione tanti elementi, anche se diversi, sono venuti alla luce il meglio e il peggio di Acri comunità. Laddove il meglio non è solo e non esclusivamente chi ha promosso se stesso per l’adesione alla Fondazione sponsorizzata dall’Unesco. E il peggio, d’altro canto, non è nemmeno chi ha votato o solo fomentato contro la stessa deliberazione.

24 marzo 2016

La logica dell'acqua in Calabria dopo Marx e Nietzsche


Nel corso della storia del genere umano l’acqua non è stata mai negata a nessuno. L’acqua, come l’aria, come il sorriso del sole al suo sorgere. C’è stato l’Impero romano. C’è stato Gesù Cristo. I musulmani. I barbari. L’acqua non è mai stata messa in discussione. I ricchi e i poveri hanno sempre distinto le categorie sociali per i soldi e per il potere. I ricchi e i nobili aspiravano ad un trono. I poveri e i proletari ad un tozzo di pane. Mai all’acqua. Come l’aria. Come si fa a contestare l’aria? Così, l’acqua. I ricchi e i poveri ad un certo punto della storia hanno fatto la guerra tra di loro. Marx l’ha spiegato. E Nietzsche poi ha pensato che la nuova differenza tra gli uomini fosse la teoria del superuomo dai quaquaraquà, non più il potere o i soldi. E la differenza tra uomini super e uomini pigri e vigliacchi ha generato il nazismo e il fascismo. Ma anche qui l’acqua non è mai stata in discussione. Infine, è venuta la democrazia, il governo del popolo. Quello giusto. Che decide secondo l’interesse di tutti. Dopo i primi decenni di configurazione del nemico e dell’occulto ha ricreato i diritti di ogni singolo cittadino. Tanto che “l’interesse di tutti” e “il bene comune” sono diventati degli slogan da sbandierare per forza. Per convincere i più diffidenti. Ecco, la democrazia! Nel governo dei diritti di tutti sono venuti fuori gli interessi dei "molti". Sono i molti il vero ago della bilancia. Un po’ meno dei "tutti" e più dei "pochi". I molti valgono quasi tutto. Perché i molti vogliono dire comandare, rappresentare la maggioranza. Quasi di tutti. Ed ecco che si sono accorti che l’acqua, pur essendo di tutti, è alla base della scalata per l’acquisizione del vero potere per quei molti che comandano, che vengono ripetutamente eletti per comandare. L’acqua, da argomento indiscutibile per Talete e tutti gli altri, anche per Nietzsche, è diventata una bella torta da spartire. Per la democrazia, s’intende. Per quei molti che, adesso, con la democrazia, valgono più dei tutti. Perché i tutti non possono essere tutti rappresentati. Mentre, i molti sì. I molti dell’acqua, poi, sono molto fondamentali.

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