3 aprile 2010

C’era una volta la spiaggia

L'erbetta salva-spiaggia, pronta, con i prossimi finanziamenti regionali, a essere estirpata


C’era una volta la spiaggia. Ora c’è, non è che non c’è. Ma è di meno. Pochi se ne sono accorti. Giusto i più anziani. “Quando ero giovane - li senti declamare - la sabbia arrivava fino a lì”. Ma non gli dai molto peso. “Forse ricorderanno male”, convieni. Non c’entra la teoria della Pangea. Non c’entra un ingrossamento improvviso del mare. C’entra, invece, la flora. Sì, quelle erbacce che quando sei sull’arenile le scansi per paura di beccarti qualche brutta sorpresa sulla pianta dei piedi. Sì, le erbacce. O meglio la flora costiera. È questa che tiene in vita la spiaggia. Lo sanno i geologi. Si studia finanche a scuola. E lo dovrebbero sapere anche gli amministratori. Quelli, piuttosto, che, appena ricevono i soldi della Regione Calabria per la pulizia della costa (circa mille euro a chilometro, ndb), la danno in pasto ai trattori e alle ruspe per fare prima.
La spiaggia non è un campo di bietole. È una risorsa da salvaguardare. La Gestione integrata delle zone costiere, numero 413 del 2002, del Parlamento e il Consiglio d’Europa così si esprime: “E’ di fondamentale importanza attuare una gestione delle zone costiere sostenibile a livello ambientale, equa a livello economico, responsabile a livello sociale, sensibile a livello culturale, per tutelare l’integrità di questa importante risorsa tenendo conto al tempo stesso delle attività e delle usanze tradizionali locali che non costituiscono una minaccia per le zone naturali sensibili e per lo stato di preservazione delle specie selvatiche della fauna e della flora costiere”. Dunque, la spiaggia non va manipolata come un campo di bietole o di pomodori. Non servono i trattori per pulirla. E nemmeno le ruspe. Perché questi automezzi triturano tutto. Rifiuti e flora. Ammesso che questo accorgimento vada bene per piantare le angurie, non va bene, invece, per “una gestione delle coste sostenibile a livello ambientale”. Senza queste “erbacce” la spiaggia si accorcia di anno in anno. E il mare si allunga. Non c’entra la teoria sulla deriva dei continenti. È l’erosione costiera per mancanza di tutela del patrimonio naturale.
Allora, cosa bisogna fare?

Ce lo dice il Wwf. In un decalogo che dovrebbe essere appeso nelle stanze dei sindaci degli enti costieri calabresi - che, magari, si fanno pure in quattro per decantare le lodi del proprio mare e l’impegno profuso per pulire la spiaggia con trattori scassati - di fianco alla foto del presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano:
· Evitare l'uso di automezzi, siano essi trattori, vagliatrici, ruspe o fuoristrada, gommati o cingolati. Se proprio non se ne può fare a meno, individuare un percorso che arrechi meno danno possibile - non sulla duna né al suo piede - e non usarne altri. Oltre a danneggiare le piante gli automezzi alterano il profilo naturale della spiaggia, tendendo ad appiattirla e a renderla facile preda dell'erosione.
· La pulizia, stagionale o quotidiana, deve essere effettuata a piedi e a mano, senza far uso di vagliatrici che alterano il profilo della spiaggia, estirpano le piante e rimuovono tutti i residui naturali spiaggiati... che rifiuti non sono.
· Tronchi, rami, canne, foglie ed alghe vanno lasciati laddove il mare li ha depositati: sono parte importante nell'equilibrio di molte spiagge, costituiscono nuclei di deposizione ed accumulo per la sabbia, ostacolando la dispersione della stessa ad opera del vento e in certi casi sono talmente abbondanti da contrastare l'erosione marina. E' tra di essi che germogliano erbe pioniere come Cakile maritima e Salsola kali, è quindi grazie ad essi che inizia il processo di formazione della duna. Inoltre, senza il loro riparo i coleotteri della sabbia, spesso rari, sono condannati.
· I resti di Posidonia oceanica vanno lasciati dove il mare li deposita. Non è un'alga, come si crede, ma una pianta superiore con fusto, radici e foglie nastriformi che forma vaste praterie sommerse ed è fondamentale per l'ecologia delle coste. Poiché è molto esigente, richiedendo acqua pulitissima e trasparente, la sua presenza è indice di alta qualità ambientale, molto meglio di una "bandiera blu": i comuni dovrebbero quindi andarne fieri e non far di tutto per rimuoverne ogni indizio! In inverno perde le foglie, una parte delle quali vengono sospinte sulle rive in caratteristici accumuli detti "banquettes", insieme a parti di pelosi rizomi e a fibre fogliari arrotolate dal moto ondoso a costituire caratteristiche palline, dette egregropile. La degradazione delle foglie è alla base delle catene alimentari costiere, garantendo così una pesca abbondante. Le banquettes, inoltre, sono un formidabile strumento per smorzare la forza delle onde e consentire alla sabbia di depositarsi ed essere trattenuta. Laddove gli ammassi di foglie vengono rimossi la spiaggia finisce per ridursi. Tuttavia se proprio si ritiene indispensabile rimuovere depositi considerati eccessivi, ci si limiti a spostarli con grande accortezza al margine della spiaggia, al piede della duna, dove con il tempo verranno coperti dalla sabbia e dalla vegetazione dando vita ad un nuovo cordone dunale; oppure possono essere ammucchiati dove non danno fastidio e alla fine dell'estate andranno restituiti alla riva.
· La duna va conservata nella sua integrità, cercando semmai di favorirne il reinsediamento nei punti in cui è scomparsa e di ampliarla verso il mare dove nel tempo è stata distrutta. I passaggi attraverso la duna vanno ridotti al minimo, perchè attraverso di essi il vento si incanala e aumenta incredibilmente velocità e forza erosiva (per la legge dei fluidi) finendo per aspirare letteralmente la sabbia dell'arenile e spostarla dietro la duna. La presenza della duna è strategica, prevedendosi nei prossimi anni un innalzamento del livello del mare a causa del riscaldamento globale: è una importante riserva di sabbia e una difesa per le zone interne più depresse.
· Lo spazio di spiaggia da riservare ai bagnanti è quello tra la battigia e il limite delle mareggiate invernali, riconoscibile all'inizio dell'estate per il deposito marino e per la totale assenza di piantine. Qui, e solo qui, la presenza umana non fa alcun danno, mentre più a monte danneggerebbe la duna e i processi di formazione o ricostituzione della stessa.
· I bidoni per l'immondizia è meglio non disporli sulla spiaggia, tanto meno sulla duna. Dovendo essere svuotati costringono a percorrere la spiaggia con i trattori e per non disturbare i bagnanti si finisce inevitabilmente per passare sotto la duna, danneggiandone gravemente il delicato piede, innescando fenomeni erosivi. Inoltre non sono belli a vedersi. Vanno posizionati in prossimità dei parcheggi, poiché chi frequenta queste spiagge sa bene che deve riportare indietro i propri rifiuti.
· I parcheggi è bene che siano previsti, nelle aree meno pregiate, per evitare che gli automezzi vengano lasciati ovunque, addirittura sulla duna. Prevedere anche ostacoli fisici per impedire l'accesso dei veicoli alla spiaggia e sulla duna.

6 commenti:

Unknown ha detto...

salve,
sono Giacomo da Cariati (CS)la mia vita dal 1996 è legata alla spiaggia: ho uno stabilimento balneare, ho ideato e produco macchine per la pulizia delle spiagge, svolgo servizi di pulizia delle spiagge. Negli anni sto girando quasi tutte le spiagge italiane. Sono un convinto sostenitore della cura e delle pulizia delle spiagge, ma sono anche un incallito sostenitore del rispetto della natura. Non è detto che non sia possibile far convivere interessi con rispetto della natura. Condivido che la spiaggia andrebbe pulita "anche vagliata" fin dove d'inverno batte l'acqua per garantire che non vi siano corpi estranei quali: siringhe, vetri, e molti altri materiali pericolosi per grandi e bambini. Poi non condivido quando, clienti o amministratori mi chiedono di intervenire andando a snaturare un tratto di spiaggia, la cui bellezza è data proprio da quella particolare caratteristica. Una spiaggia di natura sassosa non può essere trasformata. Come condivido che dove sono presenti, le dune vanno salvaguardate, ottima l'idea di posizionarvi i materiali naturali che vengono rimossi dal tratto da destinare a chi vuole usufruire della spiaggia posizionando l'asciugamano o facendo giocare i bambini.
Chiaramente vedere spiaggia o dune piene di plastica e rifiuti di vario genere non è certo un bel vedere, quindi in qualche modo devono essere rimossi. Se fatto nel modo meno aggressivo possibile è meglio anzi è da preferire e sa sostenere: da IMPORRE.
Io personalmente cercherei tantissimo di lavorare anche nell'inculcare anche a chi gode delle spiagge di rispettarle, è anche una questione di educazione, e su questo, noi tutti, abbiamo tantissimo da imparare.
Dovremmo imparare a trattare i beni comuni come se fossero i nostri. Vi assicuro che è fondamentalmente una questione di educazione civica.
un saluto
Giacomo
www.puliscispiaggia.com

Anonimo ha detto...

questo articolo si dovrebbe leggerlo al comandate dei vigili urbani di sellia marina PALMIRO IMPERA, che tollera che il Jamaika (lido della moglie, la signora Corea-Impera), costruisca e mantenga un gabbione di contenimento (massi e rete metallica) sul lato est, una diga seminterrata e nascosta (perchè vietatissima) proprio di fronte al mare per i comodacci loro.
Sceriffo dimettiti se non sei in grado di tutelare la cosa pubblica e esvolgere il tuo mestiere.
salvo

p.s. e se ciò non corrisponde a realtà, fai una denuncia a carico di tutti i commentatori di questo blog, caro sceriffo.

michino. ha detto...

IO RICORDO I CESPUGLI PIENI DI LUMACHINE DI MARE..
E' VERO DOVEVI STARE UN PO' ATTENTO A CAMMINARE SCALZO, MA QUESTO ERA DOVUTO ALLA NON PULIZIA DELLA SPIAGGIA. ORA PER FAR PRIMA USANO I TRATTORIA , ESTIRPANDO IL VERDE CHE PROTEGGE LE SPIAGGE. SIGNOR GIACOMO DA " CARIATI " FACCIA PERVENIRE ALLE AMMINISTRAZIONI DEI NOSTRI PAESI PREVENTIVI E TIPO DI LAVORO. SPERANDO CHE CI SIA QUALCUNO CHE RAGIONI SERIAMENTE E NON FACCIA COME HA FATTO LA MOGLIE DEL COMANDANTE DEI VIGILI DI SELLIA MARINA. MEDITATE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, LEGGETEVI QUALCHE BUON LIBRO, FARETE MENO DANNI, VERO SIGNOR COSENTINO.

Anonimo ha detto...

CARO AMICO PULISPIAGGIA DEVI SAPERE CHE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI SELLIA MARINA AVEVA IN DOTAZIONE UNA MACHINA (MAGARI PROPRIO DELLA TUA AZIENDA), MA PER FAVORIRE IL SUO AMICO TEDESCO DA IN APPALTO QUESTO SERVIZIO. INOLTRE, LA DITTA APPALTATRICE LAVORA CON TRATTORI E PALE MECCANICHE SENZA IL RISPETTO DI ALCUNA NORMA. COSI FACENDO LA SPIAGGIA SELLIESE E' STATA SPOGLIATA DELLE CD MACCHIA MEDITERRANEA.
PS:NON SO COME TEDESCO E CON QUALE FORMA LEGALE RIESCE AD OTTENERE L APPALTO.CREDO CHE I FORNITORI PERR UN SERVIZIODEL GENERE DEBBANO ESSERE SPECIALIZZATI

Anonimo ha detto...

aggiungo che l'acquisto di un pulispiaggia nel lungo periodi è di gran lunga la soluzione piu economica
ubc

giovanni parrotta ha detto...

cao eg bellissimo articolo..esponi il tutto splendidamente.... ho imparato nuove cose leggendolo...grazie per averlo scritto..dovrebbero leggerlo tutti...e rifletterci su..specialmente chi ha costruito il lungomare di sellia! e chi amministra il demanio costiero