19 maggio 2009

Gli ecomostri della depurazione. Il sollevamento De Luca. Cropani



Quando l’hanno costruita, la pompa di sollevamento di liquami fognari nel lontano 2001, le hanno espropriato il terreno d’autorità, per il “bene di tutti”. Era il posto più adatto, nel bel mezzo del suo giardino, e di fianco alla conduttura dell’acqua potabile del paese limitrofo. Lei, signora De Luca con famiglia, non ha potuto opporsi. Quando negli anni a seguire sono iniziati i problemi, fuoriuscita della fogna fino alla soglia di casa, non ha potuto opporsi. “Capitano questi incidenti. E' pur sempre una fogna”, le dicevano. Ma, ogni volta prima di andarsene ai vari Ato 2 (Ambito territoriale ottimale della Provincia di Catanzaro), Comune di Cropani e allo stesso assessorato dell’Ente intermedio, ha sempre strappato una promessa: “Risolveremo quanto prima”. L’ultima, l’hanno solennemente esclamata Salvatore Russetti, segretario Ato 2, e da Maurizio Vento, assessore all’Ambiente della Provincia, verso la fine del settembre scorso. Una promessa tangibile, considerato che il Comune aveva appena ricevuto un finanziamento di un milione di euro per il miglioramento della propria rete fognaria. Da quel dì il silenzio. E l’attesa della famiglia De Luca. E la promessa, a sua volta, che non si sarebbe “lamentata più”. Un silenzio rotto una mattina piovosa di novembre 2008 quando il Gip, giudice per le indagini preliminari, del Tribunale di Catanzaro sequestrò l’impianto ai sensi dell’ art 321 del codice di procedura penale. Che dice: un bene può essere oggetto a sequestro preventivo “quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati”. Una mattinata uggiosa, quella del 15 novembre scorso, che lasciava presagire un barlume di speranza e verso la soluzione del problema, inerente i rischi per la salute, sua, dei propri familiari (anche di bambini piccoli) e di una buona parte degli abitanti di Botricello, che si appropinquano dell’acqua potabile grazie alla tubatura che sottopassa il giardino di casa De Luca. Ma da quel giorno ancora il silenzio regna.
Ora, con l’arrivo della bella stagione (oggi stesso la proprietaria ha avvisato le forze dell’ordine dell’ennesima circostanza) la fogna ritorna a far valere i suoi bisogni di fuoriuscire - anche d’inverno per carità, ma con il freddo la puzza si sente di meno che con il caldo. Date per buone, anche se non concesse, le incombenze di fuoriuscire, a causa dei lavori di manutenzione di cui necessita. Sul fatto, invece, che pare che manchi il decreto di esproprio, e che il progetto realizzato sia distante quasi 600 metri da quello individuato sulla carta sarà la lente della magistratura a fare chiarezza. Se ne avrà voglia, o se lo riterrà un atto dovuto. Non è esclusa, infatti, la possibilità che la costruzione della pompa rientri in quelle opere realizzate “all’acqua di rose” - interpretando liberamente le accuse dell’ex pm Luigi de Magistris, per guadagnare soldi facili facili a danno della cittadinanza, in quella famosa inchiesta che fu Poseidone - contro l’Ufficio per l’emergenza ambientale diretto dall’ex governatore della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti.

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